Non riesco a comprendere come mai Dio sia eterno. E poi, come sarà la …

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Fonte dell’articolo Amici Domenicani – Autore Padre Angelo Bellon op.

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Quesito

Salve padre,
leggo sempre con piacere le sue risposte che mi danno conforto.
Io credo a tutto quello che è stato rivelato. Se la fede è un dono, allora io ne ho avuto in abbondanza…
Ma c’è una cosa che non riesco a comprendere fino in fondo… ed è che Dio è sempre esistito… non ha mai avuto un inizio.
Noi siamo legati alla nostra natura. Se penso a quando ero piccolo mi sembra che sia passato tantissimo tempo, ma in realtà sono passati solo 71 anni.
Invece Dio è sempre esistito. Veramente questa cosa non riesco a capirla fino in fondo, ma ci credo perché ho fede.
Un’altra cosa invece mi fa paura, mi fa mancare il fiato è la parola eternità. Significa non avrà mai fine!
Ancora, se posso, vorrei chiederle: come sarà la nostra vita se saremo ammessi alla presenza di Dio? Saremmo sottoposti alla forza di gravita? Vedremo sorgere il sole? Avremo necessità di dormire?
Ma penso che la risposta sia “vedremo nuovi cieli…”.
Grazie delle sue risposte.
Aldo

Risposta del sacerdote

Caro Aldo,
1. parlando di eternità c’è il pericolo di formarsene un concetto sbagliato.
Poiché noi viviamo nel tempo, che in se stesso è la misura del movimento secondo un prima e un dopo, siamo portati a dire che Dio è eterno perché da sempre è esistito e per sempre esisterà.
Quando diciamo “da sempre… per sempre” introduciamo involontariamente la nozione di tempo. Lo intendiamo come una durata interminabile.

2. Ma Dio non è così.
Per questo San Tommaso all’inizio della Somma teologica dice che il nostro modo di parlare di Dio è più negativo che positivo, vale a dire che escludiamo in Dio ciò che è proprio dell’uomo o delle creature.
È inevitabile che avvenga così perché noi parliamo di Dio sempre partendo dalle cose da lui fatte.
E parliamo di eternità proprio partendo dalla nozione del tempo per concludere che in Dio non c’è il tempo.

3. Ecco le parole precise di San Tommaso: “Conosciuta l’esistenza di una cosa, resta da ricercare il suo modo di essere, per giungere a conoscerne la natura. Ma siccome di Dio non possiamo sapere che cosa è, ma piuttosto che cosa non è, non possiamo indagare come egli sia, ma piuttosto come non sia. È quindi necessario considerare per prima cosa i suoi modi di non essere” (Somma teologica, I, 3, proemio).

4. L’eternità di Dio è postulata dal fatto che Dio non può passare dalla potenza all’atto. Se Dio passasse dalla potenza all’atto acquisirebbe qualcosa che ancora non ha. Ma allora non sarebbe perfezione somma, non sarebbe Dio.
 Scrive San Tommaso: “La nozione di eternità nasce dall’immutabilità, come quella di tempo deriva dal movimento, come risulta da ciò che si è detto.
Quindi, essendo Dio sommamente immutabile, a lui in modo assoluto compete di essere eterno.
E non è soltanto eterno, ma è anche la sua stessa eternità, mentre nessun’altra cosa è la propria durata, perché non è il proprio essere.
Dio invece è il suo stesso essere uniforme, e perciò come è la sua essenza, così è la sua eternità” (Somma teologica, I, 10, 2)

5. San Tommaso dice anche che “questa è la differenza tra l’eternità e il tempo, che il tempo ha l’essere in una certa successione, mentre l’eternità l’ha tutto insieme” (IV Sent., d. 49, 1, 1, ad 3).
“L’eternità esclude ogni successione, esistendo tutta insieme” (Somma teologica, I, 10, 1).
Per questo fa propria l’affermazione di Boezio secondo cui l’eternità è “il possesso intero, perfetto e simultaneo di una vita senza limiti” (“interminabilis vitae tota simul et perfecta possessio”; De consolatione, 5).

6. Parlando della nostra vita futura dobbiamo tenere i medesimi criteri di quando parliamo su Dio.
Poiché la vita eterna consiste nell’essere partecipi “della divina operazione e anche della sua eternità, che ne è la misura, anche l’operazione dell’uomo diventa eterna” (IV Sent., d. 49, 1, 1, ad 3). 
E così “la forza divina solleva l’uomo alla partecipazione dell’eternità al di sopra di ogni mutamento” (Somma teologica, I-II, 5,4, ad 1).

7. Alle tue ultime specifiche domande si risponde così: poiché i nostri corpi saranno gloriosi e spirituali, non ci sarà bisogno di legge di gravità.
Inoltre, non vedremo il sorgere del sole in maniera successiva, come lo vediamo di qua, ma vedremo tutte le aurore di questo mondo dal suo inizio sino alla fine “in maniera simultanea”, nella maniera propria di conoscere dell’eternità.

Augurandoti il possesso pieno di questo bene per il quale siamo stati creati e redenti, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo

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P.Angelo Bellon op, docente di teologia morale.