Il fondamento della dignità della persona si ricava solo dal dato bibl…

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Fonte dell’articolo Amici Domenicani – Autore Padre Angelo Bellon op.

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Quesito

Buongiorno padre Angelo,
sono Mimmo. Per favore mi direbbe che cosa si intende per consistenza della persona umana?
Il fondamento della dignità della persona è ricavato solamente dal dato biblico, cioè dall’essere stata creata ad immagine e somiglianza di Dio, oppure anche dal suo carattere razionale?
Grazie.
Buona giornata


Risposta del sacerdote

Caro Mimmo,
1. la consistenza della dignità della persona umana la si può e la si deve cogliere dalla sua stessa costituzione, prima ancora che del dato rivelato.
Questa affermazione è importante perché fa comprendere che non si tratta semplicemente di una verità di fede e permette di farci capire anche da chi non si professa credente.

2. Per San Tommaso la prima caratteristica della persona è la razionalità, la quale comporta una conoscenza di ordine superiore a quella degli esseri infraumani.
Se gli animali si limitano ad una conoscenza semplicemente di ordine sensitivo perché vedono, sentono, gustano, odorano, toccano, gli uomini invece leggono dentro le cose, tendono a conoscerne l’intima costituzione e l’intrinseco significato.
Proprio per questo sono in grado di trascendere la natura e di plasmarla a loro piacimento. In una parola, sono in grado non sono di usare delle cose, come fanno gli animali, ma anche di trasformare, di lavorare.

3. Un documento emanato il 12 luglio 1996 dal Comitato nazionale di bioetica, che evidentemente è un organo aconfessionale, rileva: “Nel contesto delle discussioni filosofiche, il rispetto dovuto agli es­seri umani viene assai spesso fondato sulla particolare dignità che spetta alla persona, in nome dell’elevatezza della sua natura, o di particolari funzioni di cui essa è capace.
Tuttavia è pure diffusa – e presente anche in seno al Comitato – la convinzione che il dovere del rispetto nei confronti degli esseri umani risulti sufficientemente motivato anche senza ricorrere a un concetto tanto complesso e controverso come quello filosofico di persona. Sarebbe sufficiente, ad esempio, considerare l’uomo come il prodotto di una lunga evoluzione biologica e culturale, che lo ha posto al centro del nostro pianeta e gli ha permesso di modificare a suo profitto – nel bene e nel male – il territorio conferendogli in tal modo, di fatto, una posizione di particolare rilievo” (2.4).

4. Alla trascendenza della conoscenza va aggiunta l’autocoscienza per mezzo della quale l’uomo non solo sa quello che fa, ma è padrone delle proprie azioni, sicché le comanda, le sospende, le conclude come vuole e quando vuole.
In una parola è padrone dei propri atti e per questo ne è anche responsabile e imputabile.

5. San Tommaso ricordava questa autocoscienza con le seguenti parole: “Con la medesima operazione conosco la realtà conoscibile e conosco che io conosco” (I Sent., d. 1, q.2, a.1, ad 2).
E concludeva che a motivo della razionalità, della trascendenza sulla materia e dell’autocoscienza (realtà che di fatto connotano la razionalità e la spiritualità della sua mente) “la persona significa quanto di più nobile si trova in tutto l’universo, cioè il sussistente di natura razionale” (Somma teologica, I, 29, 3). 

6. Con altre parole Blaise B. Pascal dice la stessa cosa quando afferma che “l’uomo non è che una canna, la più fragile di tutta la natura; ma è una canna pensante.
Non occorre che l’universo intero si armi per annientarlo: un vapore, una goccia d’acqua è sufficiente per ucciderlo. 
Ma qualora l’universo lo schiacciasse, l’uomo sarebbe pur sempre più nobile di ciò che lo uccide, dal momento che egli sa di morire e conosce il vantaggio che l’universo ha su di lui; mentre l’universo non sa nulla” (Pensieri, 264).

7. Qualsiasi uomo coglie quasi d’istinto la superiorità dell’essere umano sulle cose e sugli altri animali.
Ma se sotto il profilo teologico si vuole vedere la ragione più profonda della razionalità e della spiritualità dell’animo umano la si trova indubbiamente nel fatto che Dio ha voluto creare l’uomo ad immagine e somiglianza sua.
Proprio perché è ad immagine e a somiglianza di Dio, che è Logos e Verbo eterno, Creatore e Signore di tutto l’universo, l’uomo è razionale, principio delle proprie azioni e padrone dei propri atti.

7. È pari pari quanto afferma San Tommaso nel prologo della sezione morale della Somma teologica: “poiché, come insegna il Damasceno, si dice che l’uomo è stato fatto ad immagine di Dio intendendo per immagine un essere dotato di intelligenza, di libero arbitrio e di dominio dei propri atti, dopo aver parlato dell’esemplare, cioè di Dio e di quanto è derivato dalla divina potenza secondo la sua volontà, rimane da trattare della sua immagine, in quanto è anch’egli principio delle proprie azioni, in forza del libero arbitrio e del dominio che ha su di esse” atti, è in qualche modo provvidenza a se stesso (Somma teologica, I-II, Prologo).

Ti ringrazio per il quesito, ti benedico e ti ricordo nella preghiera. 
Padre Angelo

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P.Angelo Bellon op, docente di teologia morale.