Come mai gli angeli ribelli che avevano una conoscenza certa delle con…

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Fonte dell’articolo Amici Domenicani – Autore Padre Angelo Bellon op.

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Quesito

Buongiorno padre Angelo,
Sono un giovane studente di Filosofia, con interesse per la Teologia cattolica e cristiana in generale; essendo un assiduo lettore della rubrica “Un sacerdote risponde” sul canale Telegram “Amici Domenicani”, mi sono imbattuto nel seguente articolo: https://www.amicidomenicani.it/quanti-anni-hanno-gli-angeli-da-nove-anni-da-quando-mi-sono-convertito-ho-imparato-molte-cose-chissa-allora-gli-angeli/
In particolare, il passo che mi ha colpito è questo: “Appena creati, hanno visto subito tutto. Sono entrati nell’eternità.
Nell’attimo della loro creazione molti hanno adorato e amato Dio, il loro Signore, altri in quel medesimo istante si sono ribellati”
Dopo averlo letto, mi son subito chiesto: ma come è possibile che se gli angeli, non appena creati, hanno goduto della visione di Dio, e quindi dell’onniscienza e della prescienza, alcuni di essi si siano comunque ribellati? Non hanno forse visto le conseguenze della ribellione contro Dio? Perché mai Lucifero avrebbe scelto di abbandonare il suo Signore per diventare un angelo decaduto, schiacciato dalla potenza divina? 
In attesa di una sua cortese e illuminante risposta, le auguro ogni bene
Marco


Risposta del sacerdote

Caro Marco,
1. secondo San Tommaso gli angeli sono stati messi in condizione di meritare o di demeritare.
Pertanto in un primo istante gli angeli sono stati creati in grazia, con una conoscenza soprannaturale di Dio, ma non ancora con la visione beatifica.
Nell’istante successivo hanno goduto della beatitudine oppure hanno fruito delle conseguenze della ribellione.
Sebbene non avessero la visione beatifica e pertanto non fruissero dell’onniscienza divina, avevano tuttavia una conoscenza certa delle conseguenze della loro opzione.

2. Sulla questione dei due istanti non vi è alcuna sentenza dogmatica.
San Tommaso dice che è più probabile e più conforme agli insegnamenti dei Santi è l’opinione secondo la quale il diavolo peccò subito dopo il primo istante della sua creazione. È necessario seguire questa sentenza se si ammette che l’angelo fu creato in grazia e che nel primo istante della sua creazione proruppe nell’atto del libero arbitrio, come abbiamo già spiegato. Gli angeli infatti, stando a quello che si è detto in precedenza, raggiungono la beatitudine con un solo atto meritorio; perciò qualora il diavolo, creato in grazia, nel primo istante avesse meritato, subito dopo quel primo istante avrebbe conseguito la beatitudine, se non vi avesse invece frapposto subito impedimento col peccato. Se invece si ritiene che l’angelo non sia stato creato in grazia, o che nel primo istante non abbia potuto avere l’atto del libero arbitrio, niente impedisce che sia trascorso un certo tempo tra la creazione e la caduta” (Somma teologica, I, 63, 6).

3. Gli angeli ribelli sono stati gli artefici del loro inferno
Come avviene per l’uomo che con la propria condotta sceglie di andare all’inferno, così è avvenuto anche per gli angeli.
Se l’inferno è l’auto esclusione dell’uomo dalla comunione con Dio, come dice il Catechismo della Chiesa Cattolica, la stessa cosa va detta anche per gli angeli decaduti.
Non si sono trovati catapultati nell’inferno a loro insaputa.
Anche per loro l’inferno è stata una scelta, e ancora più chiara di quella che può avere un uomo.

4. Come è possibile questo se gli angeli lo sapevano?
Ti posso rispondere con le medesime parole del Catechismo della hiesa Cattolica a proposito della tentazione subita dall’uomo: “La permissione divina dell’attività diabolica èun grande mistero, ma “noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio” ( Rm 8,28).

Ti benedico, ti auguro ogni bene e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo

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P.Angelo Bellon op, docente di teologia morale.