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Zaccheo…

Zaccheo, un capo dei pubblicani e un ricco.

E’ un appaltatore benestante che riscuote tasse in un importante centro doganale di frontiera.

Egli, secondo la mentalità corrente ha tutto: potere e denaro.

Uno insomma che dissanguava la povera gente con le tasse. Uno strozzino diremmo noi.

In un simile uomo, abituato a calpestare il fratello e quindi privo di ansia per le ricchezze del cuore e quindi del bisogno di Dio, poteva mai sorgere il desiderio anche solo di “vedere Gesù”?.

Ma Dio non chiude mai le porte del suo cuore ad ogni uomo, qualunque sia la sua condizione di spirito.

E “ispira” a Zaccheo una voglia grande di “vedere Gesù”‘, senza domandarsi come sarebbe andato a finire questo incontro. 

Che cosa lo avrà spinto a ricercare l’incontro con lui? Solo la curiosità?

Fosse solo questa anch’essa tuttavia nasconderebbe sicuramente una inquietudine e una insoddisfazione.

Si rendeva conto che il potere e il denaro non gli procuravano la pienezza del vivere, la gioia e la serenità che per fortuna non si era stancato di ricercare.

Zaccheo era insoddisfatto pur avendo tutto.

Non gli bastavano più discorsi fatti e ripetuti, scontati.

I discorsi fatti dai “sapienti” farisei o dagli amici ricchi e potenti…

Ma non sa neppure lui cosa cercare e dove cercare… si accorge che non basta la sola intelligenza, l’esperienza, la cultura… perché egli sta cercando la vita!

E cerca di vedere Gesù. Vuole vedere Gesù.

Di lui gli saranno giunte alle orecchie parole strane e inaspettate: beati i poveri… i miti… gli afflitti… gli affamati di giustizia… Parole per lui inconsuete. Ma forse proprio per questo affascinanti, nuove, diverse.

Chi sarà colui che afferma queste cose? E… se fosse proprio lui quello che cerco? Un dubbio

(il valore di un dubbio!).

Nonostante tutto egli non riesce a vedere Gesù.
Esistono tra lui e Gesù delle barriere:

– la folla

– la sua piccola statura.

Si rende conto che non gli è possibile vedere Gesù se non staccandosi dalla folla, correndo avanti,

( non aver paura del giudizio altrui)

<< Lo stile di Gesù diventa un giudizio sullo stile dei suoi contemporanei che non vedevano in Zaccheo un fratello da amare ma solo un bersaglio facile di giudizi e accuse.

Zaccheo cerca un appiglio su cui poter aggrapparsi per ovviare alla propria statura carente, e un sicomoro fa proprio al suo caso.

Zaccheo dunque corre avanti, sale su un sicomoro.

Gli impedimenti lo hanno reso ancor più determinato.

C’è in gioco la sua vita.

Non gli importa ora di offrirsi al ridicolo, o di preoccuparsi di quello che … avrebbero detto di lui.
Si rende conto che egli deve creare delle condizioni perché l’incontro avvenga.

E non bisogna perder tempo perché Gesù sta passando e chissà se capiterà ancora un’occasione come questa!

Zaccheo ha trovato un modo per rendere possibile l’incontro.
Ora non deve far altro: l’iniziativa non è più in mano sua. Egli ha fatto tutto il necessario.


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Ed ecco Gesù alza lo sguardo verso di lui.

E’ l’incontro tra il desiderio di Zaccheo e quello di Gesù.

Oggi devo fermarmi a casa tua.

Oggi: indica il momento della salvezza, (kairòs) che è giunto anche per lui pubblicano e peccatore.

Fermarmi: questo “restare” che sta ad indicare il desiderio di una amicizia, di una comunione e relazione personale.

A casa tua: ricevere il Cristo nella propria “casa”, e farlo albergare nel tuo cuore, ma non con le parole, ma con fatti concreti!

Da questo incontro scaturisce per Zaccheo una vita nuova: in fretta scese e l’accolse con gioia.

Fretta: è il kairòs, momento irripetibile, che non si deve lasciar sfuggire.

Gioia: ha scoperto finalmente la realtà che può riempire la sua vita.

Ha finalmente toccato con mano la salvezza: è entrata proprio in casa sua.

Ormai non è più quello di prima. 

Gesù è divenuto il punto di riferimento della sua vita.

Come Zaccheo, anche noi oggi non vedremo mai Gesù se restiamo al livello in cui siamo.

Ci sono troppe persone e cose che sono da ostacolo nel nostro cammino…. 

Dobbiamo salire più in alto come ha fatto Zaccheo…. e per nostra fortuna, ciascuno di noi ha un albero su cui salire per vedere Gesù:

è l’albero della Preghiera,

La Parola di Dio, che illumina la vita e guida i nostri passi;

La Chiesa, la Comunità, la Liturgia della Chiesa, i Sacramenti, quello della Penitenza

(il nostro modo di pulire la nostra casa per ospitare Gesù attraverso il pentimento e il servizio ai fratelli)

e l’Eucaristia (il pane e il vino che gustiamo nel pranzo con Gesù e con i fratelli).

Guardiamo Zaccheo, oggi, sull’albero: il suo è un gesto ridicolo, ma è un gesto di salvezza. E io dico a te: se tu hai un peso sulla tua coscienza, se tu hai vergogna di tante cose che hai commesso, fermati un po’, non spaventarti.

Pensa che qualcuno ti aspetta perché mai ha smesso di ricordarti; e questo qualcuno è tuo Padre, è Dio che ti aspetta!

Arrampicati, come ha fatto Zaccheo, sali sull’albero della voglia di essere perdonato; io ti assicuro che non sarai deluso.

Gesù è misericordioso e mai si stanca di perdonare! Ricordalo bene, così è Gesù.

Fratelli e sorelle, lasciamoci anche noi chiamare per nome da Gesù!

Nel profondo del cuore, ascoltiamo la sua voce che ci dice: “Oggi devo fermarZaccheomi a casa tua”, cioè nel tuo cuore, nella tua vita.

E accogliamolo con gioia: Lui può cambiarci, può trasformare il nostro cuore di pietra in cuore di carne, può liberarci dall’egoismo

e fare della nostra vita un dono d’amore.

Lasciati guardare da Gesù … sarai salvo!

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Info autore: Giusy Cantone

Giusy Cantone
Giusy Cantone si avvicinò per un periodo alla chiesa poi abbandonò il percorso di fede che aveva intrapreso. Ha sperimentato la morte e il buio delle tenebre ed è tornata " Alla Casa del Padre". Frequenta un Cammino di Fede presso la chiesa di Santa Maria della Libera - Portici (Na). Ha sperimentato che Senza La Parola di Gesù, la sua vita è vuota!

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