Vorrei sapere perché Maria è “salute degli infermi”. – Amici Domenican…

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Fonte dell’articolo Amici Domenicani – Autore Padre Angelo Bellon op.

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Quesito

Vorrei sapere perché Maria è “salute degli infermi”.
Probabilmente ha già avuto modo di spiegare questa bella litania, le chiedo quindi dove posso trovarla.
Grazie. 


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. nella Sacra Scrittura in riferimento a Cristo si legge che egli è stato “l’uomo dei dolori, che ben conosce il patire” (Is 53,3).
Ciò che dice Geremia nelle sue Lamentazioni: “Voi tutti che passate per la via, considerate e osservate se c’è un dolore simile al mio dolore, al dolore che ora mi tormenta, e con cui il Signore mi ha afflitta nel giorno della sua ira ardente” (Lam 1,12) viene applicato a Cristo e anche alla Madonna.

2. La Madonna è stata associata in maniera singolare alla croce di Cristo secondo quanto gli aveva predetto il vecchio Simeone: “E anche a te una spada trapasserà l’anima” (Lc 2,35).
Ebbene, come per le piaghe di Cristo noi tutti siamo stati guariti (cfr. Is 53,5) perché egli “guarisce tutte le tue infermità” (Sal 103,3) così, analogamente, il popolo cristiano per essere guarito dalle sue infermità confida nei dolori di Maria che Cristo non può dimenticare e nella sua potente intercessione
Per questo nel Prefazio della Messa votiva della Madonna lodata con il titolo di Salute degli infermi si legge: “Partecipe in modo singolare del mistero del dolore, risplende come segno di salvezza e di speranza a quanti nell’infermità invocano il suo patrocinio; a tutti i sofferenti che guardano a lei offre il modello di perfetta adesione al tuo volere e di piena conformità al Cristo, che nel suo immenso amore per noi ha portato le nostre debolezze e si è caricato dei nostri dolori”.
Invocando la Madonna perché ci aiuti ad essere conformati alla volontà di Dio chiediamo anzitutto la guarigione dell’anima e poi anche quella del corpo.

3. Di fatto il popolo cristiano ben presto si è affidato alla Madonna per essere salvato da pericoli e infermità, come si evince dalla più antica preghiera cristiana elevata alla Madonna: “Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio; non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci sempre da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta”.
Del resto, Colei che Cristo ci ha dato come Madre come può non essere sollecita della salute dei suoi figli soprattutto se questa è particolarmente utile per poter lavorare fruttuosamente nella vigna del Signore?

4. A questo proposito mi piace ricordare un bell’episodio degli inizi del nostro Ordine quando Reginaldo d’Orleans, decano della facoltà di diritto all’Università di Parigi, dopo aver deciso di entrare nell’Ordine domenicano – si era addirittura determinato con un voto fatto direttamente nelle mani di San Domenico – fu colpito da una gravissima e mortale infermità.
San Domenico si mise allora a scongiurare la divina misericordia che quella vocazione appena concepita non fosse un aborto. Chiese con clamori e lacrime che Dio gliela concedesse almeno per qualche tempo.
E proprio mentre egli pregava, la Beata Vergine accompagnata da due ancelle apparve a Reginaldo domandandogli ciò che desiderava. Una delle due ancelle gli suggerì di non chiedere nulla e di rimettersi alla volontà della Regina delle Misericordie, cosa che egli volentieri fece.
Allora la Madonna lo unse sugli occhi, sulle orecchie, sul naso, sulla bocca, sulle mani, sui reni e sui piedi, pronunziando ad ogni unzione alcune parole.
Reginaldo riuscì a comprendere solo le parole proferite nell’unzione dei reni e dei piedi. Ungendo i reni disse: Che i tuoi reni siano cinti col cingolo della castità. E ungendo i piedi: Che i tuoi piedi siano forti per la predicazione del Vangelo di pace.
Ricevuta quell’unzione, Reginaldo si sentì subito guarito. 
L’indomani mattina raccontò a San Domenico che era andato a trovarlo quanto era accaduto.
Tre giorni dopo, mentre Reginaldo si trovava con San Domenico e un religioso dell’Ordine degli Ospitalieri, la Vergine alla presenza di quei due testimoni gli rinnovò l’unzione e, oltre a liberarlo dalla febbre, gli infuse una tale purezza che da quel momento fu liberato perfettamente da ogni moto della concupiscenza della carne.
Così la Madonna lo guarì nel corpo e poi nell’anima.

5. Una cosa analoga capitò anche la Santa Teresa del Bambin Gesù quand’era ragazza. Fu colpita da una malattia misteriosa. Santa Teresa dirà che all’origine di quella malattia c’era l’azione di Satana.
Vedendola andare di male in peggio e sentendo che i medici dicevano che non c’era nulla da fare, suo padre fece celebrare una novena di Messe in onore della Regina delle vittorie. Proprio all’ultimo giorno della novena, mentre le sorelle piangevano per la sorte di Teresa, le apparve la Madonna sorridendo. E in quell’istante iniziò la sua prodigiosa e inaspettata guarigione. 
Nella Storia di un’anima annoterà: “Non trovando soccorso sulla terra, la povera Teresa si era rivolta anche lei alla Madre del Cielo, la pregava con tutto il cuore perché avesse finalmente pietà di lei… A un tratto la Vergine Santa mi parve bella, tanto bella che non avevo visto mai cosa bella a tal segno, il suo viso spirava bontà e tenerezza ineffabili, ma quello che mi penetrò tutta l’anima fu “il sorriso stupendo della Madonna”. Allora tutte le mie sofferenze svanirono, delle grosse lacrime mi bagnarono le guance, ma erano lacrime di una gioia senza ombre” (n. 94).

6. Si può dire giustamente che la devozione a Maria lodata con il titolo di salute degli infermi sia partita dall’esperienza del popolo cristiano. 
Solo successivamente, partendo dalla prassi, è stata elaborata sotto il profilo teologico, come ho cercato di fare all’inizio di risposta.

7. San Giovanni Damasceno, l’ultimo santo padre della Chiesa orientale, loda la Madonna anche con queste parole: “Io sono diventata un ospedale per i malati.
Io sono una fonte perenne di guarigione” (Omelia 2 in Dormitione B.V. Mariae, PG 96, 746).

Con l’augurio che sia anche per te fonte di perenne guarigione, ti benedico e ti ricordo nella preghiera. 
Padre Angelo

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P.Angelo Bellon op, docente di teologia morale.