Fonte dell’articolo silvestrini.org
Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo…
La fede degli Undici nella risurrezione di Gesù è fondata sulle ripetute apparizioni del Risorto, ma è stato per tutti un cammino molto lento. Infatti, pur constatando l’assenza del corpo del Maestro dalla tomba e ricevendo numerose e qualificate testimonianze di apparizioni, sia singolarmente sia dal gruppo delle donne, i discepoli non vi prestarono grande considerazione. «Infine Gesù apparve agli Undici, mentre stavano a mensa, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risuscitato dai morti». A questo meritato rimprovero fa immediatamente seguito un solenne comando: Gesù dice loro «Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo a ogni creatura». Sulle prime può apparire molto strano questo passo: affidare la propagazione della fede a degli increduli, affidare la predicazione a coloro che hanno dubitato; sarebbero gli uomini meno idonei a tale compito. C’è tuttavia un significato ben preciso in tutto ciò. Al di là del fatto che questi uomini, come avrebbero fatto tanti altri, hanno dubitato e giustamente dovevano essere rimproverati, viene ora richiesto un loro coinvolgimento che prima non c’era stato. Il tempo non è dato perché lo si scruti secondo le proiezioni umane, ma perché lo si viva nella testimonianza e nella vitalità del Risorto. È al Signore che appartiene la storia: è lui il garante della salvezza dell’umanità. Noi siamo, per grazia, i suoi collaboratori. Dove? Fino ai confini del mondo, abitazione dell’uomo. Di più: la nostra fede cresce nella misura in cui la facciamo oggetto serio del nostro coinvolgimento in Cristo. Siamo tanto più cristiani quanto più diventiamo missionari, mandati, e non necessariamente «fino ai confini della terra». Ecco: «Come il Padre ha mandato me, così io mando voi».


