Fonte dell’articolo silvestrini.org
La nostra visione dell’aldilà, per quanto illuminata dalla fede e dalla rivelazione, è ancora incerta e parziale: “Vediamo come attraverso un velo”, più o meno spesso, e siamo sempre tentati di ridurre le categorie soprannaturali a quelle terrene. I sadducei, che negavano la risurrezione, facendo riferimento alla legge antica, che stabiliva per i fratelli di un eventuale defunto di sposare la vedova senza figli per garantire una discendenza, prospettano a Gesù il caso di sette fratelli che avevano sposato successivamente la stessa vedova. Pongono poi la domanda finale: “Quando risorgeranno i sette fratelli, a chi di loro apparterrà la donna?”. Gesù rifiuta questa visione gretta della vita futura e denuncia “l’ignoranza delle Scritture” e l’incomprensione “della potenza di Dio” da parte dei suoi interlocutori. Nell’altra vita saremo come gli angeli di Dio e Dio stesso sarà la fonte inesauribile ed eterna della nostra felicità. Il desiderio d’immortalità è innato in noi; conseguire l’obiettivo finale della vita è il nostro primo obiettivo. Ricordiamoci spesso di pregare per la buona morte. Certo… quando il buon Dio vorrà…


