Vangelo del giorno Liturgia della settimana :: Commento :: Domenica 16 agosto 2026 , XX Settimana Tempo Ordinario

Fonte dell’articolo silvestrini.org

Noi uomini siamo tentati di pensare, con una punta di meschina e falsa religiosità, mista a gelosia, che il Dio che noi conosciamo e adoriamo nella fede sia il nostro Dio e non possa e non debba appartenere ad altri. Esigiamo una specie di esclusiva e non ammettiamo intrusi né interferenze. In questa domenica le letture ci rivelano una verità esattamente contraria: Gesù, di fronte alla fede grande, viva e sincera di una donna Cananea, straniera ed estranea quindi al mondo giudaico, le accorda il miracolo. La fede fa spazio a Dio e annulla ogni confine. Consente a Dio di entrare anche dove non è ancora esplicitamente conosciuto e adorato. Ma questo non significa che tutte le religioni siano uguali o che tutte le vie spirituali conducano indifferentemente a Dio. La nostra fede ha un nome e un volto: Gesù Cristo, il Figlio di Dio, il Messia, l’unico Salvatore e Redentore di ogni uomo. Comprendiamo quindi anche che non è sufficiente per noi etichettarci come credenti, se non siamo poi guidati, sorretti e illuminati dalla fede vera. Isaia, e siamo nell’Antico Testamento, dice che gli stranieri, qui sinonimo di pagani e infedeli, se hanno aderito a Dio, saranno anch’essi ricolmati di gioia. Quindi non soltanto non vengono esclusi, ma ricolmati di gioia! Per questo poi, al salmo responsoriale, a mo’ di augurio e di fervida esortazione, ripetiamo: “Popoli tutti, lodate il Signore”. San Paolo, nel brano della sua lettera, spazia ormai nella luce della redenzione e della risurrezione; egli parla di salvezza, e di salvezza universale. Il sacrificio di Cristo è per tutti gli uomini di tutti i tempi, senza esclusione di sorta. È lui che apre l’annuncio evangelico alle genti, ai pagani, a tutti coloro che sembravano dovessero essere esclusi. Possiamo dunque incontrare con rispetto ogni uomo, qualunque sia la sua religione o la sua ricerca spirituale, senza per questo rinunciare alla nostra fede. Il dialogo non significa relativismo e l’accoglienza dell’altro non significa mettere Cristo tra le tante possibilità. Noi crediamo che in lui Dio ha offerto la salvezza a tutti. Questo messaggio di universalità è ormai quasi universalmente acquisito, anche se purtroppo siamo ancora lontani dal formare, come Cristo vuole, un solo ovile sotto un solo pastore. Questa, comunque, è stata la preghiera di Gesù: che siano uno. Questa preghiera di Cristo, facciamola nostra.

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Informazioni su Luciano 24478 Articoli
A partire da marzo 2013 un vero e proprio cambiamento comincia nella sua vita, da quel momento comincia per lui una vera conversione. Per ringraziare Gesù dei doni ricevuti, si occupa del sito web della sua parrocchia, poi crea un ebook di preghiere e novene che trovate su Amazon, infine crea Lodeate.it per diffondere la Parola di Gesù!