Fonte dell’articolo silvestrini.org
Gesù si avvicina, prende il pane e lo dà ad essi, e così il pesce… ||| Ci viene narrata oggi da Giovanni un’altra manifestazione del Risorto. Sette discepoli erano andati a pescare, ma per quanto si dessero da fare durante la notte, non presero nulla. Sul far del mattino, Gesù, dalla spiaggia, disse loro, senza che l’avessero riconosciuto: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Risposero: «No». Ed egli indicò loro dove avrebbero trovato del pesce. Avvenne una pesca prodigiosa. Allora Giovanni intuì e gridò: «È il Maestro!». E Simon Pietro subito si tuffò in mare e, nuotando in fretta, giunse per primo da Gesù; poi vennero anche gli altri con le barche piene di pesci. Gesù risorto è il Gesù che prende l’iniziativa per non lasciarci soli. Egli sa quanto sia facile per noi rinchiuderci nella vita che facciamo, dimenticando le cose più importanti. I discepoli non si erano riuniti a pregare, ma erano semplicemente andati a pescare per procurarsi da mangiare. Proprio in un momento come questo, Gesù appare: è chiara, dunque, la sua volontà di non essere dimenticato. Ma Gesù fa di più. Quando i discepoli giunsero a riva, se ne stavano imbarazzati con lui, non osando tuttavia domandargli: «Tu chi sei?». Erano grandemente stupiti e, per la strepitosa pesca, non potevano pensare che non fosse lui. Gesù, dice Giovanni, si avvicinò, prese il pane che era preparato e lo diede loro, e così pure il pesce. È evidente che Dio va adorato, ed è evidente che noi siamo peccatori; ma Gesù risorto intende mettersi con noi in un rapporto diverso, che è un rapporto di fraternità, di comunione e di servizio. I discepoli lo riconobbero non soltanto perché i loro occhi si aprirono alla fede, ma perché il loro cuore riconobbe, una volta di più, quel Maestro che avevano già imparato ad amare proprio per la sua mansuetudine. Non potrebbe essere anche la nostra esperienza?


