Un giovane evangelico desideroso di conoscere la verità chiede in qual…

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Fonte dell’articolo Amici Domenicani – Autore Padre Angelo Bellon op.

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Quesito

Pace Padre,
potrei chiederle come si instaura una “relazione” con la Madre?
Come non finire in idolatria, dato che generalmente madre e padre sono intercambiabili è facile rendere Maria ciò che non è.
Quali sono i modi di agire che si possono avere con Maria e quali quelli legati a Dio che non possono essere riferiti ad altri ?
Grazie in anticipo


Risposta del sacerdote

Carissimo, 
1. è vero che i termini padre e madre si pongono sullo stesso piano, tuttavia nel nostro stesso linguaggio assumono talvolta significati diversi.
Chi ci ha generato nella carne è nostro padre, ma non ci è padre nello stesso modo in cui lo è il Padre celeste.

2. Dio è Padre nella sua stessa essenza. Non è mai diventato Padre. 
È quel “Padre dal quale ogni discendenza ha origine in cielo e in terra” (Ef 3,15). 
Tu diventerai padre, per ora non lo sei ancora. A te sarà concesso di diventarlo.
Gli antichi scolastici avrebbero detto con una breve affermazione: Dio è Padre per essenza, noi lo siamo per partecipazione, perché Dio ci concede di diventarlo.

3. La stessa cosa va detta della Madonna. È Madre nell’ordine della grazia, ma non è nella medesima linea della Paternità divina.
Dio è Padre per essenza, la Madonna è diventata Madre nell’ordine della grazia per concessione divina, per partecipazione. Lo è diventata quando Cristo dalla croce l’ha resa tale: “Donna, ecco tuo figlio” (Gv 19,26). E poi aggiunto: “(Figlio), ecco tua madre” (Gv 19,27).

4. Inoltre mentre Dio è Padre per la sua stessa natura, Maria non è Madre per virtù propria, ma perché il Padre Eterno istante per istante le concede di esserlo.

5. Anche qui gli antichi scolastici potrebbero ripetere: Dio è Padre per essenza, Maria è Madre nella grazia per partecipazione, e pertanto in maniera subordinata a Dio.

6. Fatta questa indispensabile premessa, vengo adesso a dirti come puoi instaurare la tua relazione con la Madre.
Qui basta prendere in mano la Sacra Scrittura e lasciarsi guidare dal Signore.
L’Angelo Gabriele inviato da Dio la saluta in questa maniera: “Rallegrati, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne”.
Se l’Angelo “mandato da Dio” (Lc 1,26) la saluta in questa maniera perché noi non potremmo salutarla nel medesimo modo?
E perché non vedere in questo modo di agire di Dio un’indicazione che Egli ci dà per relazionarci con Maria nel medesimo modo?

7. Il Cielo non si è sbagliato nel salutarla così.
Anche noi non ci sbagliamo a salutarla nel medesimo modo.
Anzi è il modo più perfetto di salutarla perché è il saluto stesso di Dio. È il saluto che ci ha insegnato il Signore!

8. Andando avanti, sempre la Sacra Scrittura dice che, al saluto di Maria, Elisabetta “fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!”” (Lc 1,1-42).
Di nuovo: se il Cielo ha voluto che Elisabetta rispondesse al saluto di Maria con queste parole “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo” perché non vedervi anche qui un’indicazione che viene dallo Spirito Santo per lodare le opere di Dio (tra le quali la maternità di Maria) nel medesimo modo?
Se l’ha fatto Elisabetta perché colma di spirito Santo, per quale motivo non possiamo farlo noi? Anzi, perché non dobbiamo farlo anche noi?
Pertanto, lodare Maria non è allontanarsi dalle Scritture, ma è rimanere sulla linea indicataci dalle Scritture.
Rifiutare di salutare Maria con queste stesse parole provenienti dal cielo, come fanno gli evangelici e i protestanti, è invece chiaramente un allontanarsi dalle Scritture.

9. Elisabetta, colma di Spirito Santo, non si è fermata a lodare Maria, ma ha anche soggiunto: “A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?” (Lc 1, 43).
Elisabetta, di cui si sottolinea che è colma di Spirito Santo, la chiama Madre del suo Signore, e cioè Madre di Dio.
Pertanto: ci allontaniamo dalle Scritture a chiamarla Madre?
O, piuttosto, non si allontanano delle Scritture quelli che rifiutano di chiamarla Madre e, anzi, Madre di Dio?
Se il Cielo ha voluto che Elisabetta colma di Spirito Santo la lodasse con quelle parole perché non possiamo e non dobbiamo farlo anche noi?
Come si vede, la prima parte dell’Ave Maria è tutta la parola di Dio, è tutta Sacra Scrittura.
È Dio stesso che ci conduce per mano e ci porta alla Madonna con le sue stesse parole.

10. C’è poi la seconda parte dell’Ave Maria: è di istituzione ecclesiastica e ci insegna in maniera ancora più lampante a non mettere Maria al posto di Dio.
La seconda parte infatti si inaugura così: “Santa Maria, Madre di Dio”. Fin qui nessun problema perché Santa Maria è la stessa cosa che dire “piena di grazia” e “madre di Dio” è l’equivalente delle parole di Elisabetta “madre del mio Signore”.

11. Segue poi con queste parole: “Prega per noi peccatori”.
Come si vede, qui si chiede alla Madonna di essere intercessore. Non la si mette al posto di Dio, ma le si chiede di pregare Dio con noi, perché la sua preghiera è più potente.
 San Tommaso d’Aquino dice che “pregare è proprio di chi ha la ragione e un superiore da supplicare” (Somma teologica,II-II, 83, 10).
Dio non prega. Chi dovrebbe pregare? Chi dovrebbe supplicare?
Il fatto che la Chiesa chieda alla Madonna di pregare Dio per noi è il segno più chiaro che non la si idolatra, non la si mette al posto di Dio.
La Madonna ha un superiore da supplicare: è il suo e il nostro superiore.
Le si chiede di pregare per noi perché noi siamo peccatori e di assisterci davanti a Dio “adesso e nell’ora della nostra morte”.
Non trovo niente di più perfetto di questa espressione.

12. È vero che Gesù ha pregato. Ma ha pregato mediante la natura umana che ha assunto, ha pregato come mediatore tra Dio e gli uomini.
Ed è anche vero che la Sacra Scrittura dice che lo Spirito Santo domanda per noi, ma domanda nel senso che spinge a domandare” (San Tommaso, Ib., ad 1).
Per cui per aiutarti a relazionarti con la Madonna non c’è niente di più perfetto, di più semplice e di più bello che cominciare dicendole Ave Maria con tutto quello che segue.
Prova a fare così e sentirai subito che il cuore si dilata per fare spazio alla sua presenza.
Ti auguro una fruttuosa Quaresima, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo

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P.Angelo Bellon op, docente di teologia morale.