Un amico mi ha demoralizzato dicendo che in fondo la nostra vita vale …

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Fonte dell’articolo Amici Domenicani – Autore Padre Angelo Bellon op.

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Quesito

Salve Padre Angelo, sono Luca, 
spero stia bene anzitutto.
Oggi le scrivo per avere una sua risposta in merito ad un quesito molto importante per me. Che è quasi un problema esistenziale, avendo già io problemi di depressione e disturbo ossessivo compulsivo. 
Venendo al dunque:
Parlando con un amico (…anche cattolico) è venuto fuori un discorso fatto da lui sulla “piccolezza” dell’uomo nell’universo, in quanto nessuno di noi è importante ai fini cosmici universali e che per quanto sia, (detto da lui  in  modo  molto  “grezzo”) il mondo continua a girare senza di me o qualsiasi altra persona.
Premetto che io sono cattolico praticante, e sono al corrente del fatto della “piccolezza” umana in quanto creatura, ma è pur vero che per Dio ognuno di noi è importante per Lui.
Il fatto però è che questo discorso fatto da questo amico mi ha ferito, in  quanto ho 20 anni, frequento l’Università ed ho tanti sogni nel cassetto, ma con le sue parole mi sento inutile e che tutti i miei sforzi siano vani. Al momento non sto trovando stimoli e mi sento in una fase depressiva che sta mandando la mia vita in angoscia. 
Come dovrei comportarmi ? Devo dare retta a queste parole che mi ha detto questo amico ?
La prego Padre Angelo, mi aiuti lei in  quanto uomo di Dio.
Spero in una sua risposta,
Dio la benedica,
Luca.


Risposta del sacerdote

Caro Luca,
1. Sotto l’aspetto materiale e cosmico il mondo continua a girare anche senza di noi. Questo è vero.

2. Ma non è così sotto l’aspetto spirituale e cristiano.
Siamo infatti consapevoli che col battesimo, essendo innestati in Cristo, acquisiamo con il nostro prossimo una solidarietà particolarmente forte.
La Sacra Scrittura ci ricorda che siamo in Cristo un corpo solo (cfr. 1 Cor 12,12)..
Ora le varie membra del corpo cooperano o ognuna per il bene delle altre e per il bene del tutto.

3. Per questo è stato detto giustamente che quando un’anima prega, non eleva soltanto se stessa, ma eleva tutta la Chiesa e tutto il mondo.
Analogamente il santo Papa Giovanni Paolo II ha detto che quando pecchiamo, non degradiamo soltanto noi stessi, ma priviamo la Chiesa e il mondo di una sorgente di grazia.

4. La grazia, proprio perché siamo innestati in Cristo, comunica una forza straordinaria e soprannaturale alle nostre azioni.
Come ricordava Santa Teresa di Gesù bambino le nostre azioni sono poca cosa rispetto al mondo. Anzi, diceva, sono  uno zero, una
fila di zeri.
Ma proprio perché vengono compiute in Cristo, ricevono da lui un valore e un’efficacia inimmaginabili. Perché davanti a quella fila di zeri Gesù ci mette un uno. E allora tutto quello che sembra insignificante può essere particolarmente prezioso per molti.

5. Ti invito pertanto a guardare sempre le cose con lo sguardo della fede, con lo sguardo soprannaturale di cui ti ho parlato.
I discorsi che ha fatto il tuo amico sono deprimenti.
Sono i discorsi fatti con una logica mondana che astraendo da Dio e da una visione soprannaturale della realtà sono infine disumani.
Il Santo Papa Giovanni XXIII diceva che “l’uomo distaccato da Dio diventa disumano con se stesso e con i suoi simili, perché l’ordinato rapporto di convivenza presuppone l’ordinato rapporto della coscienza personale con Dio, fonte di verità, di giustizia e di amore” (Mater et Magistra, 227).

6. Ti rispondo oggi, 12 dicembre, giorno in cui si ricorda l’apparizione della Madonna di Guadalupe in Messico.
Mi piace ricordarti le due parole essenziali che la Madonna ha rivolto a Juanito: “Non sono forse io la tua madre?”.
E: “Tu sei sempre nei miei occhi e nel mio cuore”.

7. Non dimenticare mai queste parole che, attraverso Juanito, sono rivolte a tutti e pertanto anche a me e a te.
“Non sono forse io la tua madre?”. Come a dire: è mio dovere avere cura di te e provvedere alle tue necessità. 
Pertanto affidati sempre a Lei per ogni necessità. E Lei, proprio perché tua Madre, sarà la ragione di tutta la tua speranza.
È Cristo che ti comanda di fare così.
Non dimenticare neanche le altre parole: “Tu sei sempre nei miei occhi e nel mio cuore”.
Le nostre mamme non possono tenerci sempre sotto i loro occhi. La Madonna sì.
Le nostre mamme non possono aiutarci in tutto, sebbene questo possa essere il loro desiderio. La Madonna invece sì. È più potente di ogni avversità.
Ti chiedo di fare con Lei la stessa cosa che Lei fa con te: tienila sempre sotto i tuoi occhi e tienila sempre nel tuo cuore.
Con il suo aiuto, puoi compiere un bene immenso, non solo per te, ma per tutta la Chiesa e per il mondo intero.
Con questo augurio ti assicuro la mia preghiera e la mia benedizione.
Padre Angelo

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P.Angelo Bellon op, docente di teologia morale.