Sulla preziosità della Via Crucis e della celebrazione della Santa Mes…

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Fonte dell’articolo Amici Domenicani – Autore Padre Angelo Bellon op.

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Quesito

Reverendo Padre Angelo,
le scrivo nella speranza di ricevere una risposta su una questione a me molto cara. Da un po’ di tempo ho iniziato a pregare per la conversione di una persona a me molto cara. Una bravissima persona purtroppo lontana da Cristo, fortemente atea. Recito la Via Crucis ogni giorno (seguendo le meditazioni tratte dal Diario di Santa Faustina) offrendola proprio per quell’intenzione. Desidererei sapere se sia possibile anche offrire delle Messe proprio per implorare da Dio la salvezza di quest’anima. Ma non so fino a che punto il mio desiderio, le mie preghiere, possano oltrepassare la libera scelta di una persona di non credere in Dio. Del resto, Dio stesso ci lascia liberi di accogliere o rifiutare Cristo, rispettando, Lui per primo, la nostra scelta. Ecco, la mia fiducia, sconfinata, nell’amore e nella misericordia di Dio, la consapevolezza, fortissima, che Lui tutto può mi spingono a continuare a pregare e supplicare perché questa persona non chiuda gli occhi senza essersi riconciliata, anche solo in punto di morte, con il Cielo. Posso far celebrare delle Messe per accompagnare le mie preghiere? Anche se rivolte a un “vivo”‘?
Grazie per la risposta che potrà darmi
Maria Grazia


Risposta del sacerdote

Cara Maria Grazia,
1. mi dici che da un po’ di tempo a questa parte stai pregando molto per una persona “fortemente atea” che ti sta a cuore.
Ebbene, la prima cosa che desidero dirti è di avere grande fiducia nella preghiera che stai facendo perché è Dio che ha suscitato in te questo santo desiderio.
È Dio che “suscita in noi il volere e l’operare secondo i suoi disegni d’amore” (Fil  2,13).
Se ha suscitato in te il desiderio di pregare, evidentemente è perché vuole servirsi di te per portarlo a salvezza.

2. È molto consolante quello che Dio ha rivelato a Giuliana di Norwich (claustrale inglese † 1416): “Io sono il fondamento della tua intercessione.
Prima di tutto c’è la mia volontà di darti qualche cosa.
Poi, io faccio in modo che tu lo voglia, in seguito, ti spingo a chiederlo e, infine, tu lo chiedi.
Come potrebbe accadere che tu non l’ottenga?
Tutto ciò che il Signore ci suggerisce di chiedere, egli stesso ce lo ha destinato da tutta l’eternità.
Per questo egli è profondamente gioioso quando preghiamo” (Rivelazioni dell’Amore divino, Cap. 44).

3. È di grande conforto anche quanto ha detto Santa Teresa di Gesù bambino, dottore della Chiesa: “(il buon Dio) Mai mi ha fatto desiderare qualche cosa senza darmela” (Storia di un un’anima, 200).
E ancora: “Il Signore è così buono con me che mi è impossibile aver paura di lui, mi ha dato sempre quello che ho desiderato, o piuttosto mi ha fatto desiderare quello che mi voleva dare” (Ib., 329).

4. Tu chiedi se la preghiera fatta per la conversione di una persona fortemente atea e che tale vuole rimanere non cozzi contro il rispetto della libertà altrui.
Questa obiezione non tiene perché ciò che tu desideri per quella persona è il bene più grande che si possa immaginare e tu stessa sei convinta che se un giorno ricevesse la grazia della fede, certamente ne sarebbe contentissimo.
E anziché dirti che non hai rispettato la sua volontà, ti ringrazierebbe infinitamente per il dono che gli hai meritato e di cui non era a conoscenza.
Tanto più che la conversione non è un’azione costrittiva di Dio nella volontà di una persona.
Dio infatti sollecita sempre fortiter et suaviter. Vale a dire dando la forza e la gioia di dire liberamente: sì, lo voglio.

5. Mi dici che ogni giorno fai la Via Crucis per la sua conversine.
Questa pratica, soprattutto se quotidiana come fai tu, è preziosissima per ottenere la conversione dei peccatori.
Ecco che cosa Nostro Signore ha detto a Santa Faustina Kowalska: “Ogni volta che senti l’orologio battere le tre, ricordati di immergerti tutta nella mia misericordia, adorandola ed esaltandola; invoca la sua onnipotenza per il mondo intero e specialmente per i poveri peccatori; poiché fu in quell’ora che venne spalancata per ogni anima.
In quell’ora otterrai tutto per te stessa e per gli altri; in quell’ora fu fatta grazia al mondo intero, la Misericordia vinse la Giustizia.
In quell’ora cerca di fare la Via Crucis, se i tuoi impegni lo permettono e se non puoi fare la Via Crucis, entra almeno per un momento in cappella ed onora il mio cuore che nel Santissimo Sacramento è pieno di misericordia. E se non puoi andare in cappella, raccogliti in preghiera almeno per un breve momento là dove ti trovi”  (Diario, 1572).

6. È preziosissima ed efficacissima anche l’offerta della Santa Messa.
Il Santo Curato d’Ars diceva che durante la consacrazione Dio illumina la mente e tocca i cuori di coloro per i quali si prega in quel momento.
Se questo vale per la preghiera di ogni fedele, quanto più non deve contare l’intenzione del sacerdote in quel momento agisce in persona Christi?
Era questa la fiducia che aveva San Giuseppe Cafasso nella preghiera del sacerdote, tanto da dire che il prete quando prega non domanda, ma comanda.
È molto bello ricorrere alla celebrazione della Santa Messa per tutte le cause che ci stanno a cuore, compresa quella della conversione dei peccatori.

7. Circa l’efficacia della Messa per la conversione di una persona viva mi piace riportare la bella testimonianza di Santa Teresa di Gesù bambino a proposito di un tale condannato a morte e di cui tutto lasciava presagire che sarebbe morto impenitente.
Oltre a tante altre pratiche di devozione, fece celebrare una Messa proprio per impedirgli di cadere all’inferno.
Chiese anche al Signore un segno di pentimento da parte di quel criminale, anche nel caso che non avesse ricevuto i sacramenti.
Ebbene, proprio il giorno dopo l’esecuzione lesse sul giornale che quel condannato a morte prima di stendere la testa perché le fosse mozzata, si avvicinò al sacerdote che teneva in mano il crocifisso e ne baciò per tre volte le piaghe.
Aveva chiesto un segno al Signore e il Signore gliel’ha dato.

8. Mi auguro che la persona per la quale preghi ben presto possa ricevere il lavacro della confessione sacramentale e possa accostarsi a quella mensa nella quale può poggiare la sua testa sul cuore del Signore, come fece a San Giovanni nell’ultima cena.

Alla tua preghiera aggiungo volentieri la mia, nella speranza che tanti nostri visitatori si associno a quest’opera così santa e benedetta.
Ti benedico e ti auguro ogni bene.
Padre Angelo

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P.Angelo Bellon op, docente di teologia morale.