Sì, il concetto di eternità rimanda a quello di irreversibilità. – Ami…

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Fonte dell’articolo Amici Domenicani – Autore Padre Angelo Bellon op.

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Quesito

Salve Padre,
comprendo il concetto di eternità delle anime infernali…ma come si incastra questo al concetto di reincarnazione? Non vale questo per loro?
Mi auguro che tutti vadano verso l’evoluzione, prima o poi.. nell’eternità!!
Perdoni Padre, ma non mi riesce immaginare nemmeno il demone più perverso nella sua condizione fissa di peccato!
A questo punto, perché dovrebbe essere necessario pregare e fare penitenza per coloro che vivono nel peccato mortale, se questo è assolutamente indifferente e non può cambiare?
Quando preghiamo: “Dio, porta in Cielo tutte le anime bisognose della tua misericordia” stiamo quindi pregando per le anime del Purgatorio, disposte a pentirsi e del Paradiso per non retrocedere.
Mai per quelle infernali, giusto? 
Grazie della pazienza nell’ascolto.
Che tu sia benedetto per le tue opere e possa presto assaporare i doni più alti che riserva il Cielo.
Emily


Risposta del sacerdote

Cara Emily,
nella presente risposta cerco di aggiustare vari punti della tua mail.

1. Il concetto di eternità non è soltanto per coloro che vanno all’inferno, ma anche per quelli che coloro che vanno in paradiso.

2. Tu parti dal presupposto che esista la reincarnazione, ma questo presupposto è senza fondamento e pertanto è falso.
Da quanto ci ha detto il Signore, che è la Verità stessa (cfr Gv 14,6), non c’è alcuna reincarnazione.
Nella parabola del ricco epulone e del povero Lazzaro il Signore non parla affatto di una reversibilità della condizione di coloro che si trovano all’inferno o nel paradiso. Dice infatti: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi” (Lc 12,25-26).
Nella lettera agli Ebrei si legge: “Per gli uomini è stabilito che muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio” (Eb 9,27).

3. Dici che non riesci ad immaginare il demone più perverso che rimanga fisso nel peccato perché pensi secondo le categorie proprie del tempo.
Ma quando si esce da questo mondo, si esce dal tempo e dallo spazio.
L’eternità non è un tempo che non finisce mai.

4. Si prega e si fa penitenza per coloro che sono in peccato mortale perché si convertano.
Il peccato mortale, che si può compiere solo nella vita presente, consiste nel fare un’azione che priva della grazia di Dio.

5. Quando chiediamo a Dio di portare in cielo tutte le anime specialmente le più bisognose della sua misericordia, si invoca Dio perché tutti si possono salvare.
Coloro che sono maggiormente bisognosi della sua misericordia sono quelli che vivono nel peccato, anzi sono ostinati nel peccato.
Il riferimento è a coloro che vivono in questo mondo.
Questa preghiera viene da Fatima, dove la Madonna insistentemente ha chiesto di pregare e di fare penitenza per la conversione dei peccatori.

6. Le anime da portare in cielo possono essere anche quelle del Purgatorio, che peraltro sono irreversibilmente in grazia e pentite dei propri peccati.
Si prega per loro per affrettarne la purificazione e l’entrata in Paradiso.

7. Di certo non sono quelle del Paradiso, perché fruiscono della vita eterna.
Dalla vita eterna non è possibile retrocedere, proprio perché l’eternità non c’è un prima e un dopo.

Ti ringrazio per il gentile e gradito augurio che contraccambio di cuore.

Ti benedico e ti ricordo nella preghiera. 

Padre Angelo

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P.Angelo Bellon op, docente di teologia morale.