Sento il desiderio di tornare in Chiesa e di accostarmi ai sacramenti….

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Fonte dell’articolo Amici Domenicani – Autore Padre Angelo Bellon op.

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Quesito

Buonasera Padre, 
Le avevo scritto tempo fa riguardo ad una confessione che avevo intenzione di fare. Alla fine le cose non sono andate come avevo sperato.
Non sono ritornato in Chiesa, tuttavia ho continuato a pregare a casa mia.
Ieri mia madre mi ha visto mentre pregavo e io le ho detto che avrei voluto tornare ad andare in Chiesa.
Oggi ne abbiamo riparlato e mi ha chiesto da dove nasceva questa cosa, io le ho spiegato e poi mi ha confidato che anche lei talvolta prega.
Poi abbiamo parlato della morte (le ho detto che credo nell’inferno), del divorzio, delle unioni omosessuali. E a questo punto è scattato il finimondo, mi ha accusato di essere estremista, che va bene pregare un po’ ma così è esagerato, che i martiri cristiani erano esagerati, ecc. e si è anche messa a piangere e ho pianto anche io.
A queste accuse si è unita anche mia sorella.
Comunque, alla fine hanno detto che mi porteranno in Chiesa e ne sono felice.
Volevo solo informarla e chiederle cosa dovrei fare.
Dio la benedica e la Santa Vergine la assista.


Risposta del sacerdote

Carissimo, 
1. sono contento della tua volontà di ritornare in Chiesa e di accedere di nuovo ai sacramenti.
È il Signore che sta lavorando in te. La Sacra Scrittura dice che “è lui che suscita in noi il volere e l’operare secondo i suoi benevoli disegni” ( Fil 2,13).
Questo, evidentemente, se i nostri propositi sono buoni.
Grazie a Dio in questo momento avverti che nella tua vita ti manca qualcosa, che c’è un vuoto interiore che può essere colmato soltanto dalla sua presenza.

2. Mi dici che è successo il finimondo quando avete toccato determinati tasti.
Accade così quando ci si dimentica che l’obiettivo della nostra vita presente non è il quieto vivere in questo mondo nell’attesa della morte, ma la santità, l’unione con Dio.

3. Non ci vuole molto per comprendere che alcuni atteggiamenti di vita sono incompatibili con la santità e con l’unione con Dio.
Per questo Nostro Signore ha voluto che fossero scritte nel Vangelo le prime parole della sua predicazione: “Convertitevi (fate penitenza) perché il regno dei cieli è vicino” (Mt 4,17).
Non è necessario convertirsi per avere successo in questo mondo. Né è necessario convertirsi per darsi al divertimento.
È necessario convertirsi invece per diventare santi e per entrare in paradiso.

4. Questa necessità è tanto più stringente se si tengono presenti le parole che Dio ha detto per mezzo di San Paolo: “Vi dico dunque: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare il desiderio della carne. 
La carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste. (…). 
Del resto sono ben note le opere della carne: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere. Riguardo a queste cose vi preavviso, come già ho detto: chi le compie non erediterà il regno di Dio” (Gal 5,16-1719-22).

5. È di fronte ad una parola forte che si sente la necessità di cambiar vita, di convertirsi e di condurre una vita santa.
Nella vostra discussione avete gridato, sono volati titoli impropri e offensivi come quello di estremista o di esagerato dato a te e ai santi martiri.
Ma se qualcuno all’improvviso avesse letto le parole di Gal 5,16-22 sareste rimasti tutti ammutoliti.

6. Circa la preghiera: se si sapesse qual è l’effetto della preghiera, non si direbbe mai: va bene pregare un po’, ma così è esagerato.
La preghiera rende presente e operante Gesù Cristo nel nostro cuore e nel cuore delle persone per le quali preghiamo. È esagerato questo?
Aveva ragione Giorgio La Pira, il sindaco santo di Firenze, a rispondere a chi gli diceva che pregare così tanto (pregava interrottamente dalle sei alle nove del mattino) era tempo sprecato: “Ebbene, invece io vi dico che è sprecato il tempo sottratto alla preghiera”.
Così come non è mai esagerato il tempo che si dedica nel pregare la Beata Vergine Maria per renderla presente e operante nel nostro cuore e nel cuore di tante persone che le affidiamo.
Se vedessimo gli effetti della preghiera, diremmo con Giorgio La Pira che l’unico tempo sprecato è quello sottratto alla preghiera.

7. Sono contento del felice esito della vostra accesa discussione: ti porteranno in chiesa. Approfittane per confessarti se per caso trovi anche un sacerdote disponibile.
Sarebbe bello se ne approfittassero anche tua madre e tua sorella. La confessione è il sacramento della guarigione cristiana.
È rimedio e difesa dell’anima e anche del corpo.
Se lo sapessero, non lo diserterebbero facilmente.

Perché tutto questo possa accadere, ti assicuro la mia preghiera e ti benedico.
Padre Angelo

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P.Angelo Bellon op, docente di teologia morale.