Se stando con quei due compagni non avessi usato la pillola ora sarei …

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Fonte dell’articolo Amici Domenicani – Autore Padre Angelo Bellon op.

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Quesito

 Caro padre Angelo,
ho ascoltato con piacere i 10 comandamenti ma quando ho sentito che P Livio ha detto che la pillola è aborto…(io ho fatto uso più dei preservativi quelle due volte che ho amato una persona e mi creda ho sacrificato tutto il cuore per entrambi e morendo in croce per non commettere io stessa il male che l’unico uomo che avevo amato ha fatto a me e perdonandolo anche dopo la sua crudeltà) senza la pillola ora sarei qui con un figlio disperato ed io stessa anche se mi sono confessata il ricordo ancora più forte del dolore.
Mi è venuta voglia di piangere a dirotto… perché sa io credo fermamente che è peccato dare il corpo agli altri per divertimento, che se rimani incinta il figlio è sacro quindi non è permesso abortire e così ho sempre fatto…
Ma metti che un uomo finge di amarti e tu non prendi né preservativi né niente e rimani incinta, che si deve fare? Tornare vittime delle torture maschili di un tempo e di oggi? Tornare al senso di inferiorità senza che la donna non possa vivere anche la sua di vita?
Le posso assicurare che è facile per gli uomini parlare tanto loro che responsabilità hanno? (…).
Il discorso di padre Livio mi ha spezzato e non so se è ancora nei principi di Dio perché allora di nuovo mi viene da piangere.


Risposta del sacerdote

Carissima, 
1. l’errore di fondo della tua vita è stato quello di dare il tuo corpo a un uomo che non ti apparteneva e al quale non apparteneva.
Il consenso nuziale cambia le persone, in qualche modo le espropria e fa sì che uno diventi dell’altro.
Come ha detto Dio all’alba della creazione: e i due saranno una carne sola.
Gesù ha rinforzato questa parola divina dicendo: “e l’uomo non separi ciò che Dio ha unito”.

2. Tu per due volte ti sei consegnato a uomini che non si erano promessi a te con il consenso coniugale.
Se ti fossi fidata della legge di Dio vivendo in castità questi uomini: o sarebbero maturati diventando casti come te, oppure se ne sarebbero andati.
Di fatto se ne sono andati com’erano venuti e l’unica rimasta delusa sei stata tu.

3. Venendo adesso a quanto hai scritto à necessario vedere di quale pillola padre Livio parlasse.
Perché se si trattava della pillola del giorno dopo evidentemente si trattava di una pillola che poteva avere effetti abortivi, qualora forse avvenuto il concepimento.
Se si trattava invece della pillola contraccettiva che normalmente viene usata per impedire il concepimento, allora non si può parlare di pillola abortiva. Se non altro perché non vi è alcuna intenzione di abortire.

4. In riferimento a quanto hai scritto nel resto della tua mail, convengo con te che i tuoi propositi sono stati sinceri. Desideravi donarti totalmente, con un amore che ritenevi puro.
Così pensano spesso molte ragazze, a differenza di molti ragazzi che agiscono in maniera superficiale e non hanno nessuna intenzione di assumersi responsabilità.

5. Tuttavia, a ben vedere, nonostante la tua buona intenzione, di fatto quell’atto di amore non era un donarsi totalmente e in maniera pura, proprio perché attraverso la contraccezione escludevi di donarti in totalità e di impegnarti nella maternità.
Se intendevi amare in maniera pura non era necessario fare uso delle potenze procreative.
Se tu non volevi rimanere incinta con il pericolo di essere poi abbandonata, avevi solo da non concederti a nessuno di quei due uomini.
Ma usare delle potenze procreative per fare contraccezione non ti pare una contraddizione?

6. Di fatto, attraverso la pillola contraccettiva, hai alterato il disegno di Dio sulla sessualità e sull’amore umano.
Quel gesto, aldilà delle intenzioni, non corrispondeva alla sua intrinseca verità.
Giovanni Paolo II nel suo magistero pieno di luce ha detto che quando i coniugi “scindono questi due significati (unitivo e procreativo) che Dio creatore ha iscritti nell’essere dell’uomo e della donna e nel dinamismo della loro comunione sessuale… manipolano e avviliscono la sessualità umana, e con essa la persona propria e del coniuge, alterandone il valore di donazione totale”.
“Nell’atto coniugale non è lecito separare artificialmente il significato unitivo dal significato procreativo perché l’uno e l’altro appartengono alla verità intima dell’atto coniugale: l’uno si attua insieme all’altro e in certo senso l’uno attraverso l’altro. Quindi l’atto coniugale privo della sua verità interiore, perché privato artificialmente della sua capacità procreativa, cessa di essere atto di amore” (22.8.1984).
Questo tanto nel matrimonio quanto nel pre matrimonio.

Ti benedico, ti auguro ogni bene e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo

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P.Angelo Bellon op, docente di teologia morale.