Se immagine e somiglianza di Dio siano due parole che sottintendono qu…

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Fonte dell’articolo Amici Domenicani – Autore Padre Angelo Bellon op.

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Quesito

Buongiorno Padre Angelo,
spero di non recarle troppo disturbo ma volevo solo segnalarle che poiché ho risposto alla domanda sulla differenza dei due termini immagine e somiglianza in Genesi 1,26, ho visto che oltre la sua spiegazione, peraltro molto bella e semplice, in padre Mauro Gagliardi, “La verità è sintetica” (Cantagalli 2017 a pag. 218) si dice che forse non sono sinonimi.
Più esattamente che “la spiegazione migliore individua in immagine la natura dell’essere umano e in somiglianza la grazia che Dio vuole concedere a questa creatura, in modo che questa diventi sempre più somigliante al suo Creatore, crescendo in santità. Così “quando l’uomo commette il peccato, egli perde la grazia, cioè perde la somiglianza, ma non perde la sua natura di essere umano, l’immagine”.
Mi sembra anche una bella spiegazione, completamento della sua.
La saluto in questa bella festa della Trinità.

Alessandro B. – Svizzera


Risposta del sacerdote

Caro Alessandro,
1. ti ringrazio per aver riportato il pensiero di padre Mauro Gagliardi sulla possibile distinzione tra immagine e somiglianza.

2. Certamente il concetto di immagine nel testo sacro è in diretto riferimento col dominio sulle creature. Infatti dopo aver detto: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza” Dio subito soggiunge: “e dòmini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutti gli animali selvatici e su tutti i rettili che strisciano sulla terra” (Gn1,26).

3. San Paolo userà sempre il termine di immagine per significare sia l’immagine naturale di Dio sia quella di ordine soprannaturale.
In Rm 8,29  scrive: “Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli”.
Quando dice “primogenito tra molti fratelli” sottintende che Dio Padre ha voluto dare anche a noi per grazia quello che Cristo è per natura.
Ha voluto pertanto che il suo Figlio unigenito (per natura) diventasse il primogenito di una moltitudine di fratelli (per adozione).

4. Questo concetto ritorna in 1 Cor 15,49: “E come eravamo simili all’uomo terreno, così saremo simili all’uomo celeste”.
E anche: “Vi siete svestiti dell’uomo vecchio con le sue azioni e avete rivestito il nuovo, che si rinnova per una piena conoscenza, ad immagine di Colui che lo ha creato” (Col 3, 3-10).

5. In genere tutti i commentatori sottolineano la sinonimia tra immagine e somiglianza.
Scrive Luis Ladaria: “Non bisogna vedere tra i due termini un’opposizione anche se, secondo alcuni, il secondo cerca di attenuare in qualche modo il primo, cioè, serve ad evitare che la parola immagine porti ad una eccessiva identificazione tra il Creatore e la creatura”.
E prosegue: “Si è discusso fino alla noia il significato dell’espressione creato a immagine e somiglianza di Dio. (…)
La condizione di immagine di Dio equivale, di conseguenza, alla chiamata l’esistenza nella comunione con Dio. (…). 
Questa condizione l’immagine di Dio, che determina la peculiarità dell’uomo rispetto al resto delle creature, non si perde nonostante le infedeltà verso il Creatore” (Antropologia teologica, pp. 93-97).

6. La distinzione tra immagine e somiglianza sarebbe iniziata con Ireneo (secondo secolo) e vuole sottintendere che anche dopo il peccato rimane nell’uomo l’immagine di Dio mediante la ragione e la libertà.
La somiglianza divina indica un’ulteriore perfezione che l’umanità ha perduto in Adamo ma che può ricuperare in Cristo mediante lo Spirito Santo.
 Scrive Sant’Ireneo: “Che cosa farà la grazia totale dello Spirito che Dio darà agli uomini?
Ci farà simili a lui e realizzerà totalmente alla volontà del Padre: perfezionerà l’uomo secondo l’immagine e la somiglianza di Dio” (Adv. Haer. V 8,1).
In questo caso il termine somiglianza non attenuerebbe quello di immagine ma lo sopravanzerebbe nell’ordine soprannaturale.

7. Come tu stesso hai notato, queste due interpretazioni non si oppongono ma si completano.

Con l’augurio di crescere sempre più a la somiglianza di Cristo al punto da essere una cosa sola con Lui, ti assicuro la mia preghiera e ti benedico.
Padre Angelo

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P.Angelo Bellon op, docente di teologia morale.