Se certe affermazioni desunte da rivelazioni private sono in contrasto…

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Fonte dell’articolo Amici Domenicani – Autore Padre Angelo Bellon op.

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Quesito

Esimio Padre Angelo,
Le chiedo scusa per il disturbo, ma ho recentemente letto un testo di Sant’Alfonso che mi ha molto turbato ed ha un attimo fatto vacillare la fiducia nella Misericordia di Nostro Signore, glielo riporto copiato: 
“Quanti Iddio ha mandati all’inferno al primo peccato! Scrive san Gregorio che un fanciullo di cinque anni, che aveva già l’uso di ragione, in dire una bestemmia fu preso dai demoni e portato all’inferno. Rivelò la divina Madre a quella serva di Dio Benedetta di Firenze, che un fanciullo di dodici anni al primo peccato fu condannato; un altro figliuolo di otto anni al primo peccato morì e si dannò”.
Insomma, cose come queste sono state dette da dei Santi, vanno in direzione contraria all’idea del Dio Misericordioso, quello che persona 77 volte 7 o che riaccoglie il figlio che ne ha combinate di ogni genere.
Penso che se Dio abbia fatto queste cose, sicuramente le ha fatte con giustizia, ma veramente, e Lui mi perdoni, mi sembra un Dio diverso da quello che ho conosciuto.
Mille grazie e scusi il disturbo.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. quando si tratta di rivelazioni private la prima cosa da fare è quella di verificarne l’autenticità.
Non basta dire: “San Gregorio ha detto… Sant’Alfonso dei Liguori ha scritto…”.
Inoltre va detto che anche che qualora fossero autentiche, nessuno è tenuto a prestarvi fede perché si tratta di rivelazioni private.

2. Certo, va prestato rispetto tutti i Santi, soprattutto quando si ha a che fare con Santi del calibro di San Gregorio Magno o di Sant’Alfonso dei Liguori che la Chiesa venera come dottori.
Tuttavia va sempre verificato il contesto delle loro affermazioni. Vale a dire: si deve tenere conto dell’argomento di cui stanno parlando, dell’uditorio cui si sono rivolti, dell’autorevolezza di ciò che essi stessi riportano perché non di rado sono i primi a porvi dei dubbi, come ad esempio molto spesso fa il beato Jacopo da Varazze nella sua Legenda aurea.

3. Ciò premesso, simili affermazioni che girano molto disinvoltamente di blog in blog sono in contrasto con quello che Dio ha rivelato già nell’Antico Testamento.
Ecco due testi importanti, ambedue tratti dal libro della Sapienza.

4. Il primo: “Hai compassione di tutti, perché tutto puoi, chiudi gli occhi sui peccati degli uomini, aspettando il loro pentimento. (….).
Tu sei indulgente con tutte le cose, perché sono tue, Signore, amante della vita” (Sap 11,23.26).

5. Il secondo testo lo troviamo nel capitolo successivo: “Padrone della forza, tu giudichi con mitezza e ci governi con molta indulgenza, perché, quando vuoi, tu eserciti il potere. Con tale modo di agire hai insegnato al tuo popolo che il giusto deve amare gli uomini, e hai dato ai tuoi figli la buona speranza che, dopo i peccati, tu concedi il pentimento.
Se infatti i nemici dei tuoi figli, pur meritevoli di morte, tu hai punito con tanto riguardo e indulgenza, concedendo tempo e modo per allontanarsi dalla loro malvagità, con quanta maggiore attenzione hai giudicato i tuoi figli, con i cui padri concludesti, giurando, alleanze di così buone promesse!” (Sap 12,18-21).
È bella la nota della Bibbia di Gerusalemme su questo testo: “L’idea che Dio tenti di strappare il suo popolo dal peccato con prove e castighi è frequente nell’Antico Testamento. L’autore la estende deliberatamente a tutti gli uomini peccatori”.

6. Anche dopo il peccato, Dio non rimane inerte. Ma fa di tutto per portare a salvezza ogni sua creatura.
La parabola della pecorella smarrita lo mostra ampiamente. Gesù dice che “va in cerca finché non la trova” (Lc 15,4).

7. San Paolo afferma che la bontà, la clemenza e la magnanimità di Dio spingono alla conversione (cfr. Rm 2,4).
San Pietro dice che “il Signore non ritarda nel compiere la sua promessa, anche se alcuni parlano di lentezza. Egli invece è magnanimo con voi, perché non vuole che alcuno si perda, ma che tutti abbiano modo di pentirsi” (2 Pt 3,9).
San Tommaso afferma che “in ogni opera di Dio appare la misericordia, come sua prima radice.
E l’influsso di essa permane in tutte le cose che vengono dopo” (Somma teologica, I, 21,4).

8. Certo, il pensiero della misericordia di Dio non deve eliminare la vigilanza, perché il Signore ha detto che viene a prenderci quando meno ce l’aspettiamo.
E che purtroppo è possibile che nonostante i suoi mille tentativi di ricondurci a Sé, si rimanga ostinati e si preferisca rimanere in balia dei propri aguzzini.

Con l’augurio di essere sempre aperto ad ogni intervento salvifico di Dio nella tua vita, ti benedico, ti auguro ogni bene e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo

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P.Angelo Bellon op, docente di teologia morale.