Quando si commette peccato grave nel tralasciare la preghiera? – Amici…

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Fonte dell’articolo Amici Domenicani – Autore Padre Angelo Bellon op.

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Quesito

Caro Padre Angelo,
la ringrazio per il suo servizio costante nel fare conoscere la Verità con la sua rubrica. Vorrei porle un quesito. Trascurare ripetutamente la preghiera per lunghi periodi, procrastinando nel ritagliarsi uno spazio di tempo apposito e per mancanza di organizzazione, talvolta avendone consapevolezza, è peccato grave?


Risposta del sacerdote

Carissimo, 
1. non c’è un precetto tassativo che dica in quale momento si commette peccato grave se si omette di pregare.
Il precetto che ci ha dato il Signore è quello di pregare sempre senza stancarsi mai, come si evince dalle prime battute del capitolo 18º del Vangelo di San Luca.

2. La preghiera è necessaria non soltanto per adorare e ringraziare il Signore, ma anche per domandare grazie e soprattutto per il nutrimento della nostra anima, per ravvivare la nostra comunione con il Signore.

3. Se si tiene presente ciò che ha detto San Benedetto, e cioè che la preghiera è il respiro dell’anima, e ciò che ha detto Sant’Agostino, vale a dire che la preghiera è il nutrimento dell’anima, bisogna riconoscere che quando un organismo non respira e non si nutre inevitabilmente muore.

4. È vero che se anche mancasse la preghiera quotidiana ci sarebbe sempre la Messa domenicale, che funge da nutrimento dell’anima e nella quale ci si rivolge a Dio con l’adorazione, con il ringraziamento, con la richiesta di perdono e con l’invocazione di aiuto e di grazia.
Proprio per questo alcuni teologi del passato dicevano che sarebbe sufficiente la Messa domenicale. Altri però negavano tale affermazione perché il Signore ha detto di pregare sempre (cfr Lc 18,1ss).

5. Le parole del Signore vanno intese nel senso che si deve vivere in un clima di preghiera, con il cuore rivolto a Dio.
Ma questo è impossibile se non si prega mai.

6. Inoltre, se non si prega, è inevitabile cadere nelle tentazioni e commettere peccati gravi in qualche comandamento, in particolare nell’ambito della purezza.
Gesù ha detto: “Vegliate e pregate per non entrare in tentazione” (Mc 14,38). E subito dopo ha aggiunto: “Lo spirito è pronto, ma la carne è debole!”.
Allora se è difficile determinare quando si commette peccato grave tralasciando la preghiera, è facile riconoscere che senza la preghiera si commettono altri peccati gravi e che una delle cause è da ricercarsi proprio nell’assenza della preghiera.

6. Infine quando non si prega ci si priva di tante grazie necessarie per la vita quotidiana e inevitabilmente si cade nell’accidia, che è una specie di pigrizia spirituale.

7. In conclusione, una cosa è certa: quando non si prega, è segno che non ci interessa più di tanto l’amicizia e la comunione con il Signore.
E aveva ragione Sant’Alfonso dei Liguori a scrivere: “Terminiamo questo primo punto, concludendo insomma da tutto quello che si è detto, che chi prega certamente si salva, chi non prega certamente si danna” (Del gran mezzo della preghiera, 1,1).
E continua: “Tutti i beati, eccettuati i bambini, si son salvati col pregare. Tutti i dannati si sono perduti per non aver pregato; se avessero pregato non si sarebbero perduti. E questa è e sarà la loro maggiore disperazione all’inferno: l’aver potuto salvarsi con tanta facilità, quant’era il domandare a Dio le sue grazie, ed ora non essere, i miseri, più a tempo di domandarle” (Ib.).

Pertanto ti esorto a pregare sempre di più: sarai maggiormente protetto e benedetto.

Perché tu riceva la grazia della preghiera ti assicuro il mio ricordo al Signore e ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo

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P.Angelo Bellon op, docente di teologia morale.