Può una persona sposata civilmente e poi divorziata fare da padrino? –…

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Fonte dell’articolo Amici Domenicani – Autore Padre Angelo Bellon op.

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Quesito

Caro Padre Angelo,
ho letto numerosi articoli e sentito altrettante voci sul tema “divorzio” inerente ai padrini e madrine di battesimo.
Premesso che ho ben chiaro il ruolo che ricoprono e la posizione della Chiesa a riguardo, devo, per onestà intellettuale, ammettere che non mi è ben chiara la posizione del parroco quando dice che non “accetta” divorziati o conviventi, non puntualizzando che nel caso in cui si è divorziati non risposati o non conviventi invece si può ricoprire questo ruolo.
Il mio quesito dunque è: se io ometto il divorzio, tra l’altro di un matrimonio civile, al parroco che altrimenti non mi fa scegliere quel padrino, può lo stesso fare ricerche di sua iniziativa o come prassi per confermare l’idoneità della persona (risalendo al divorzio) o è semplicemente una questione prettamente morale?
Io ovviamente ci tengo che sia fatto tutto nel rispetto del Sacramento ma d’altro canto non voglio scontrarmi con ideologie radicate nel tempo seppur “dovrei” essere nel giusto.
Come devo comportarmi? Ho bisogno realmente di questa delucidazione.
La ringrazio infinitamente per l’attenzione e l’aiuto 
Ilaria 


Risposta del sacerdote

Cara Ilaria, 
solo oggi sono giunto alla tua di quasi un anno fa e te ne domando scusa.

1. Venendo alla domanda: non possono svolgere il ruolo di padrino o di madrina i divorziati da matrimonio sacramento e risposati.

2. Pertanto: se uno è divorziato da un matrimonio puramente civile, può fare da padrino di battesimo perché il matrimonio civile di un battezzato è nullo davanti per la Chiesa.
Pertanto se il parroco gli chiede se è divorziato, gli può dire tranquillamente di no perché è sottinteso che il parroco parla di matrimonio sacramento.

3. Inoltre se uno è divorziato da matrimonio sacramento e non è risposato (o riaccompagnato) può ugualmente fare il padrino.
Tanto più che può capitare che il divorzio sia stato subìto ingiustamente oppure sia stato costretto a farlo per tutelare se stesso o i figli.

4. Il parroco generalmente non fa ricerche, si attiene alla coscienziosità di coloro che ha davanti.
Ma qualora facesse ricerche e trovasse che le cose stanno come ti ho detto, non può negare ad una persona di fare da padrino o da madrina.
A meno che una persona non conduca una vita scandalosa.

5. Se invece uno è divorziato da matrimonio sacramento e successivamente si è risposato o riaccompagnato e volontariamente tace questa sua condizione, inganna il parroco e si assume le proprie responsabilità davanti a Dio.

Ti benedico, ti ricordo nella preghiera e ti auguro ogni bene. 
Padre Angelo

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P.Angelo Bellon op, docente di teologia morale.