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Ranchi (India). Il 5 agosto 2026, l’Ispettoria Maria Ausiliatrice – Calcutta (INC) ha celebrato la Prima Professione religiosa di tre giovani novizie presso l’Auditorium Mazzarello di Ranchi, splendidamente addobbato per riflettere la grazia e la gioia dell’occasione. Le famiglie delle neo-professe, insieme a sacerdoti, suore e numerosi sostenitori, hanno riempito la sala, trasformandola in un grande raduno di fede e famiglia.
La celebrazione si è aperta con una processione introitale: le giovani, vestite di bianco, sono entrate accompagnate dalla Maestra delle Novizie, suor Lily D’Souza, e dai loro genitori. Il bianco, segno di purezza e appartenenza a Cristo, ha richiamato la scelta di vivere come segno dell’amore di Dio. Dodici concelebranti hanno affiancato il celebrante principale, Sua Eccellenza Vincent Aind, Arcivescovo di Ranchi.
Nell’omelia, l’Arcivescovo Aind ha sottolineato il tema della fedeltà di Dio e la bellezza della risposta alla Sua chiamata, toccando profondamente l’assemblea. Le sue parole hanno infuso nelle neo-professe un rinnovato senso di gratitudine e di missione, ricordando che ogni vocazione nasce dall’invito personale di Gesù e dalla gioia di seguirlo con cuore libero.
Dopo l’omelia le novizie hanno emesso i voti nell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Suor Leelamma Palliparambil, Ispettrice dell’Ispettoria INC e delegata della Superiora Generale, Madre Chiara Cazzuola, le ha accolte ufficialmente nell’Istituto con un abbraccio e una ghirlanda, tra gli applausi calorosi dei presenti.
Le tre suore di nuova professione hanno quindi espresso la loro gratitudine con un canto e una danza dal titolo “Signore, Tu mi hai amato prima che io ti amassi”, che ha commosso l’assemblea e reso ancora più intensa l’atmosfera di festa.
La celebrazione è proseguita con un programma di festeggiamenti e un banchetto condiviso con gioia da ospiti, familiari e comunità. La giornata ha lasciato un ricordo indelebile in tutti i presenti: le giovani suore, appena consacrate, risplendevano della luce di Dio, come un faro di speranza per il futuro e per la missione salesiana che ora abbracciano con tutto il cuore.





