Perché San Paolo fa circoncidere Timoteo e se sia fede che Israele non…

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Fonte dell’articolo Amici Domenicani – Autore Padre Angelo Bellon op.

Quesito

Buongiorno padre Angelo, 
Grazie come sempre. 
Ho due domande.
Perché San Paolo fece circoncidere Timoteo? Sembra in contrasto con quanto credeva e insegnava.
Leggendo la Bibbia mi sono appassionato alla storia di Israele. Accerchiato già in antichità da popoli numerosi e spesso ostili. In epoca recente ha rischiato il genocidio con i nazisti, con la guerra dei sei giorni sembrava avere le ore contate. Ora sembra avere tutto contro, almeno i vicini geograficamente. Mi chiedevo se è questione di fede pensare che non soccomberà mai alla luce dei segni della Parusia.
Le chiedo una preghiera. Grazie.
Cordiali saluti.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. è San Luca che riferisce questo episodio.
Ecco quanto scrive negli Atti degli Apostoli: “Paolo si recò anche a Derbe e a Listra. Vi era qui un discepolo chiamato Timòteo, figlio di una donna giudea credente e di padre greco: era assai stimato dai fratelli di Listra e di Icònio. Paolo volle che partisse con lui, lo prese e lo fece circoncidere a motivo dei Giudei che si trovavano in quelle regioni: tutti infatti sapevano che suo padre era greco” (At 16,1-3).

2. Ed ecco come Marco Sales con la sua solita chiarezza e competenza commenta il fatto: “Questa azione di Paolo potrebbe a primo aspetto sembrare contraria al decreto di Gerusalemme, ma in realtà non è così. Nel Concilio si era bensì determinato che i gentili (i pagani) non erano tenuti all’osservanza della legge di Mosè, ma non si era proibito agli ebrei di osservarla poiché si potevano dare circostanze nelle quali in quei primi tempi fosse conveniente sottomettersi alle prescrizioni mosaiche. 
Perciò San Paolo quando i giudeo cristiani volevano circoncidere Tito nato gentile, vi si rifiutò assolutamente (Gal 2,3-5: “Ora neppure Tito, che era con me, benché fosse greco, fu obbligato a farsi circoncidere; e questo contro i falsi fratelli intrusi, i quali si erano infiltrati a spiare la nostra libertà che abbiamo in Cristo Gesù, allo scopo di renderci schiavi; ma a loro non cedemmo, non sottomettendoci neppure per un istante, perché la verità del Vangelo continuasse a rimanere salda tra voi”) perché l’accondiscendere alle loro pretese avrebbe potuto essere interpretato sinistramente e far credere che senza circoncisione non si fosse perfetti cristiani.
Invece egli stesso circoncise Timoteo, il quale, perché è nato da madre ebrea, veniva considerato come ebreo: non lo circoncise però per accondiscendere ai desideri o alle pressioni dei giudeo cristiani, ma per facilitare la conversione degli altri giudei, i quali se avessero saputo che Timoteo non era circonciso l’avrebbero fin da principio riguardato come un apostata e non avrebbero ascoltato la sua parola.
Per amore dei giudei fu quindi indotto Paolo a circoncidere Timoteo, non perché credesse tale rito necessario alla salute, ma unicamente perché lo giudicò conveniente alla predicazione del Vangelo tra i suoi connazionali di Listra e dei dintorni”.

3. Che l’intendimento di San Paolo fosse quello di portare i giudei a Cristo emerge chiaramente da quanto scrive nella prima lettera ai Corinzi: “Mi sono fatto come Giudeo per i Giudei, per guadagnare i Giudei. Per coloro che sono sotto la Legge – pur non essendo io sotto la Legge – mi sono fatto come uno che è sotto la Legge, allo scopo di guadagnare coloro che sono sotto la Legge. Per coloro che non hanno Legge – pur non essendo io senza la legge di Dio, anzi essendo nella legge di Cristo – mi sono fatto come uno che è senza Legge, allo scopo di guadagnare coloro che sono senza Legge” (1 Cor 9,20-21).

4. La Bibbia di Gerusalemme in termini molto stringati scrive: “Paolo si oppose alla circoncisione dei cristiani provenienti dal paganesimo. Timoteo però era figlio di madre giudea e perciò, secondo il diritto giudaico era israelita”.

5. Circa il secondo problema.
Va ricordato quanto San Paolo ha scritto nella lettera ai Romani: “Non voglio infatti che ignoriate, fratelli, questo mistero, perché non siate presuntuosi: l’ostinazione di una parte d’Israele è in atto fino a quando non saranno entrate tutte quante le genti. Allora tutto Israele sarà salvato, come sta scritto: Da Sion uscirà il liberatore, egli toglierà l’empietà da Giacobbe. Sarà questa la mia alleanza con loro quando distruggerò i loro peccati” (Rm 11,25-27).

6. Secondo San Paolo, dunque, gli ebrei non si estingueranno e sussisteranno sino alla prossimità della fine del mondo.
Tuttavia San Paolo parla degli ebrei come l’insieme della stirpe ebraica, indipendentemente dal territorio nel quale alcuni di essi abitano.
Sappiamo bene che anche oggi gli ebrei nel mondo sono 15-16 milioni, mentre nello stato di Israele sono meno della metà.
Con l’augurio di ogni bene, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo

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Russo

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P.Angelo Bellon op, docente di teologia morale.