Perché il numero quattro nella Sacra Scrittura simboleggia le vicende …

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Fonte dell’articolo Amici Domenicani – Autore Padre Angelo Bellon op.

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Quesito

Caro Padre Angelo,
sono un docente di religione e suo affezionato lettore.
In classe un alunno di nome Matteo ha fatto una domanda che ci ha fatto riflettere; per questo vorremmo anche un suo parere.
Parlavamo della simbologia del numero 40 e spiegavo loro che è il numero dell’attesa, della purificazione e della prova, citando i numerosi passi biblici in cui viene utilizzato con questo significato.
La domanda che fa Matteo è: “perché PROPRIO il numero 40, e non altri numeri, ha questo tipo di significato?”.
La ringraziamo in anticipo per la sua risposta e le auguriamo un felice S. Natale! La classe II AC – I.T.C.G. Fermi di Pontedera (PI)


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. i numeri presso gli antichi e anche presso i medievali erano tenuti in grande considerazione per la loro simbologia.
Ad esempio il numero uno e anche il numero tre indicano la perfezione divina.
Il numero quattro invece riguarda le realtà terrene e umane.
Ci si può domandare: perché?

2. Molto probabilmente perché quattro sono i punti cardinali che indicano l’orizzonte della terra.
Per questo si parla anche dei quattro venti come, ad esempio, in Mt 24,31: “Egli manderà i suoi angeli, con una grande tromba, ed essi raduneranno i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all’altro dei cieli”.
Quattro sono i fiumi che irrigano il paradiso terrestre (Gn 2,10ss).

3. Ugualmente il numero quattro seguito da uno zero o da due zeri indica le vicende umane o che più da vicino toccano l’uomo.
Per questo 40 sono i giorni del diluvio (Gn 7,4) che purifica la terra da ogni male. Sono prefigurazione del battesimo che elimina ogni peccato. 
400 sono gli anni in cui Israele rimane in Egitto prima di tornare nella terra promessa. Come a dire che è pesante la schiavitù dell’uomo sotto il peccato e sotto colui che del peccato è l’ispiratore, il diavolo.
40 sono gli anni di permanenza di Israele nel deserto. Simboleggiano l’itinerario della vita presente in attesa di entrare nella vita senza fine.
40 sono gli anni del regno di Davide che vince ogni battaglia. Prefigurazione del Messia che vince, anzi, elimina ogni male. 
Per 40 giorni Elia perseguitato da Gezabele, mangiando un pane portatogli da un Angelo, cammina interrottamente fino a giungere al Monte di Dio l’Oreb. Questo sta a dire che l’uomo nutrendosi del pane degli angeli, di Gesù Cristo, sfugge le insidie di chi lo perseguita e riceve una forza soprannaturale che gli consente di rimanere in grazia di Dio ed entrare in paradiso.
40 sono i giorni che Gesù passa nel deserto tentato dal diavolo. Simbolo di tutta la vita umana che è sotto la pressione del diavolo.
40 sono i giorni che vanno dalla risurrezione di Gesù alla sua gloriosa ascensione al cielo. Simboleggiano la vita nuova del battezzato, che è già risorto con Cristo e che attende di entrare definitivamente in cielo.

4. A proposito dei 40 giorni del digiuno di Gesù Sant’Ambrogio scrive: “Ora, nel numero dei 40 giorni riconosci il numero mistico: ricorda che per questo numero di giorni le acque del diluvio furono riversate sulla terra; e che per questo numero di giorni di sacro digiuno egli mostrò la misericordia di un cielo più sereno; per questo numero di giorni con il digiuno Mosè meritò di ricevere la legge; per questo numero di anni i padri che si trovavano nel deserto ottennero il pane degli angeli”.

5. Nella medesima linea troviamo Sant’Agostino, il quale scrive: “Ora, questo numero è un sacramento (segno sacro, n.d.r.) di questo tempo faticoso in cui noi, sotto il comando di Cristo re, combattiamo contro il demonio” (I consigli evangelici 2,4).

Auguro a te, a Matteo e a tutta la classe un sereno e Santo Natale.
Vi assicuro un ricordo particolare nella preghiera e vi benedico.
Padre Angelo

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P.Angelo Bellon op, docente di teologia morale.