Nella Messa Gesù non rivive la sua passione ma la rende presente in ma…

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Fonte dell’articolo Amici Domenicani – Autore Padre Angelo Bellon op.

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Quesito

Salve padre, le pongo alcune domande:
Mi può spiegare il significato di sacrificio incruento di Cristo nella Messa?
Nella Messa Gesù rivive la sua passione, morte e resurrezione oppure siamo noi a ricordare questo evento come se accadesse ora?
Spero di essere stato chiaro!
Dio la benedica.


Risposta del sacerdote

Carissimo, 
1. il punto di partenza per risolvere il nostro quesito lo troviamo in alcuni testi della Sacra Scrittura: “Tu sei sacerdote per sempre secondo l’ordine di Melchìsedek” (Eb 7,17); “Egli invece, poiché resta per sempre, possiede un sacerdozio che non tramonta. Perciò può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio: egli infatti è sempre vivo per intercedere a loro favore” (Eb 7,24-25); “Cristo, invece, è venuto come sommo sacerdote dei beni futuri. (…). Egli entrò una volta per sempre nel santuario, non mediante il sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue, ottenendo così una redenzione eterna” (Eb 9,11-12).

2. Da questi testi emerge che Cristo risorto e asceso al cielo continua a intercedere a favore dei suoi.
Intercede con il medesimo atto che ha compiuto sulla croce.
Non lo ripete e neanche lo rinnova.
Quel medesimo atto in cielo è incruento.
Lo rende è presente sull’altare con tutto il suo valore meritorio, espiatorio e di redenzione in maniera altrettanto incruenta.

3. Dal momento che non viene rinnovato il sacrificio, ma viene reso presente per mettere la sua efficacia a favore degli uomini, Cristo presente sull’altare non continua a soffrire. Ha già sofferto una volta per tutte con una oblazione eterna.
Il suo sacrificio, che adesso è in cielo in maniera incruenta, gloriosa ed eterna, è lì sull’altare in maniera altrettanto incruenta sotto le apparenze del pane del vino, come sorgente che comunica uno spirito di grazia e di consolazione a tutti coloro che si avvicinano.

4. Poiché nessun attimo della passione di Cristo è andato perduto e quello che Egli ha compiuto nel tempo è reso eterno in paradiso, si può dire con certezza che sull’altare rende presente tutta la sua passione. È infatti il memoriale della morte del Signore.
Ma non la rivive. Ha cessato di soffrire.

Con l’augurio che tu ne possa fruire sempre di più ad ogni celebrazione eucaristica, ti benedico e ti ricordo nella preghiera. 
Padre Angelo

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P.Angelo Bellon op, docente di teologia morale.