Home / Don Mauro Leonardi / MIO Anno III n. 27/ DON MAURO LEONARDI PARLA CON I LETTORI – L’intimità della preghiera

MIO Anno III n. 27/ DON MAURO LEONARDI PARLA CON I LETTORI – L’intimità della preghiera

Mauro Leonardi (Como, 1959) è stato ordinato sacerdote dal 29 maggio 1988. Vive a Roma presso l’Elis centro di formazione per la gioventù lavoratrice accanto alla parrocchia di san Giovanni Battista in Collatino. È cappellano del Liceo dell’Accoglienza Safi Elis. Da anni pubblica racconti, articoli, saggi e romanzi. Scrive su diverse riviste e quotidiani. Il suo blog è Come Gesù


Caro don Mauro,
sono una credente e vado spesso a Messa ma non riesco a pregare con le preghiere ufficiali. Piuttosto mi affido a discorsi personali con Gesù nei momenti in cui mi sento più disponibile e aperta al dialogo con Dio. Alcune mie amiche cattoliche mi hanno detto che, di fatto, non prego. Davvero? (Carmela, Caserta)

Cara Carmela,
sicuramente la tua preghiera è gradita a Dio. Le tue amiche, che, desumo, pregano “con le preghiere ufficiali” dovrebbero stare attente a non giudicare e dare loro per prime una testimonianza credibile di misericordia, visto che pregano “per bene”.
San Paolo ci dice che la nostra preghiera spesso è fatta di gemiti e così fanno i bambini. Non è vero che i bimbi gemono senza parlare? Eppure il senso profondo del loro comunicare è la volontà di stabilire un legame vero con mamma e papà. Così è per noi con Dio.
La preghiera “ufficiale” ha il senso di ricordarci che non siamo figli unici e che non siamo da soli. Per questo abbiamo bisogno di una comunità e quindi anche di una tradizione – che sarebbe la comunità nel tempo – e in questo modo nascono le preghiere “ufficiali”. Sono ufficiali perché le devono conoscere tutti, e questo è l’unico modo di pregare assieme. Noi siamo figli ma non da soli, per questo non ci salviamo solo con i gemiti ma anche attraverso una comunità. La preghiera ufficiale serve anche a dare linfa alla memoria. Ciò non toglie che possano esserci periodi, anche lunghi, nei quali la preghiera “ufficiale” non serve. In quelle circostanze basta dire ogni tanto l’Ave Maria o il Padre nostro.


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Info autore: Mauro Leonardi

Mauro Leonardi
Prete, blogger e scrittore

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