Mi potrebbe chiarire cosa si intende quando si dice che Gesù “discese …

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Fonte dell’articolo Amici Domenicani – Autore Padre Angelo Bellon op.

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Quesito

Buongiorno padre,
mi potrebbe chiarire cosa si intende nella preghiera del Credo quando si dice che Gesù “discese agl’inferi”.
Grazie per il suo tempo e un caro saluto.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. Gesù, appena morto, con la sua anima discese agli inferi e cioè andò nel regno dei morti.
Al momento della morte del Signore i defunti potevano trovarsi in tre condizioni.
Alcuni di essi erano dannati all’inferno, altri si trovavano in purgatorio, altri infine, totalmente purificati, attendevano di entrare in paradiso.
Il regno dei morti comprendeva tutte e tre queste possibili situazioni e con una parola comune veniva chiamato “gli inferi”.
Inferi non è la stessa cosa che inferno perché quest’ultimo indica la porzione dei dannati. Mentre gli inferi comprendevano anche coloro che si trovavano in purgatorio e i giusti che attendevano di entrare in paradiso.

2. Questi ultimi stavano nei lembi degli inferi.
Il regno degli inferi era rappresentato come una grande sacca, dove al fondo si trovavano i dannati, nella parte superiore quelli che attendevano alla purificazione e nell’orlo e cioè nel lembo si trovavano coloro che erano già purificati, i giusti.
Proprio da questa parola lembo è derivato ciò che noi chiamiamo limbo.

3. In questo limbo si trovavano i patriarchi Abramo, Isacco, Giacobbe.
Per questo viene chiamato anche “limbo dei patriarchi”.
Il limbo dei patriarchi non era un luogo di pena, ma di felicità.
Non coincideva ancora con il possesso di Dio.

4. I giusti che morivano, come nel caso del povero Lazzaro che stava alla porta del ricco epulone, andavano nel seno di Abramo, chiamato anche paradiso.
In tale senso Gesù dice al buon ladrone: “In verità ti dico oggi sarai con me nel paradiso” e cioè oggi verrai con me nel limbo, in attesa di venire con me in cielo.
Pertanto quel paradiso non si identificava ancora con la realtà con la quale noi oggi indichiamo il paradiso, cioè con la visione e il possesso di Dio.

5. Nessuno infatti poteva entrare ancora in cielo, che è stato riaperto per gli uomini con la risurrezione di Cristo.
Il primo ad entrarvi con la sua anima e con il suo corpo glorificato è stato Gesù, che proprio per questo nel libro dell’Apocalisse viene chiamato il “primogenito dei risorti da morte” (Ap 1,5).

6. Gesù dunque, dopo la sua morte, con la sua anima è sceso negli inferi e così, secondo una bella espressione di San Pietro, “anche ai morti è stata annunciata la buona novella” (1 Pt 4,6).
Non si è trattato semplicemente di un annuncio, ma di una comunicazione della vita nuova e soprannaturale di comunione con Dio.
L’ha donata ai giusti e anche a molti che si trovavano in purgatorio.
Non l’ha comunicata invece ai dannati.

7. Tutto quanto ti ho detto finora è compendiato nel Catechismo della Chiesa Cattolica con le seguenti parole: “La Scrittura chiama inferi, shéol o ade il soggiorno dei morti dove Cristo morto è disceso, perché quelli che vi si trovano sono privati della visione di Dio.
Tale infatti è, nell’attesa del Redentore, la sorte di tutti i morti, cattivi e giusti; il che non vuol dire che la loro sorte sia identica, come dimostra Gesù nella parabola del povero Lazzaro accolto nel seno di Abramo.
Furono appunto le anime di questi giusti in attesa del Cristo a essere liberate da Gesù negli inferi.
Gesù non è disceso agli inferi per liberare i dannati né per distruggere l’inferno della dannazione, ma per liberare i giusti che l’avevano preceduto” (CCC 633).

Augurandoti la pienezza di vita in Cristo, ti ricordo nella preghiera e ti benedico.
Padre Angelo

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P.Angelo Bellon op, docente di teologia morale.