L’ottava di Pasqua va vissuta nella gioia proprio come nel giorno di P…

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Fonte dell’articolo Amici Domenicani – Autore Padre Angelo Bellon op.

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Quesito

Buongiorno Padre Angelo,
Le voglio scrivere perché mi è sorto un dubbio: ho saputo che la Chiesa festeggia il giorno di Pasqua anche per tutta la settimana che segue la Domenica di Pasqua, come se fosse un unico grande giorno di festa!
Allora mi sono chiesto se nella settimana dell’Ottava di Pasqua si debba osservare il venerdì penitenziale come se fosse uguale a tutti gli altri venerdì dell’anno oppure se questo va considerato come se fosse un giorno di Pasqua, di solennità.
Grazie per il prezioso servizio che lei offre su questo sito!
Mi sta facendo veramente crescere nella fede, togliendomi molti dubbi e rafforzandomi nella Verità!
Le prometto una preghiera durante il Rosario che reciterò stasera!
Andrea 


Risposta del sacerdote

Caro Andrea, 
1. sì, è vero, la Chiesa considera tutta l’ottava di Pasqua come la festa di Pasqua che si prolunga per otto giorni.
Già nell’Antico Testamento alcune feste venivano prolungate per otto giorni, come ad esempio la festa di Pasqua e delle capanne.
Per la Pasqua si legge: “Nel primo giorno avrete una riunione sacra: non farete alcun lavoro servile. Per sette giorni offrirete al Signore sacrifici consumati dal fuoco. Il settimo giorno vi sarà una riunione sacra: non farete alcun lavoro servile” (Lv 23,6-8)
Per la festa delle capanne: “Il primo giorno vi sarà una riunione sacra; non farete alcun lavoro servile. Per sette giorni offrirete vittime consumate dal fuoco in onore del Signore. L’ottavo giorno terrete la riunione sacra e offrirete al Signore sacrifici consumati con il fuoco. È giorno di riunione; non farete alcun lavoro servile” (Lv 23,35-36).

2. La Chiesa ha ereditato volentieri questa pratica che indubbiamente rende più solenne la festa e nello stesso tempo aiuta a viverla in pienezza e a prolungarne la grazia e la gioia.
È dunque preziosissima.

3. Prima della riforma liturgica attuata dopo il Concilio, c’era un pullulare di ottave, soprattutto nella preghiera del Breviario.
Con la riforma liturgica la Chiesa ha voluto semplificare tutto questo conservando nella sua interezza solo l’ottava di Pasqua e in qualche modo anche quella di Natale.

4. A tutte le feste cristiane è legata una grazia e una gioia particolare.
A Natale viene comunicata la gioia di Betlemme. Si rende gloria a Dio in maniera prolungata, come è giusto, perché viene ad abitare tra noi pieno di grazia e di verità.
A Pasqua si vive la gioia per la sua vittoria sul male, sul peccato, sulla morte.
Nello stesso tempo si riceve con abbondanza la grazia e la gioia che Cristo risorto ha donato a tutte le fortunate persone che ha incontrato in quel giorno benedetto. 

5. Bisognerebbe vivere gli otto giorni dell’ottava custodendo intatta in noi e nel nostro prossimo la grazia e la gioia diffusa da Cristo.
Sono i giorni più belli dell’anno.
Se la liturgia maronita dice della domenica “Sia benedetto colui che ha elevato il grande giorno della domenica sopra tutti i giorni. Il cielo e la terra, gli angeli e gli uomini si abbandonano alla gioia” che non si deve dire della Pasqua e della sua ottava?
Giovanni Paolo II diceva che questa gioia prolungata deve essere un’occasione per educarsi alla gioia.
Sicché non è lecito in quei giorni offuscare o turbare con discussioni e malumori la pace che il Signore ci dona a piene mani.

6. L’ottava di Pasqua ha un’eccellenza su quella di Natale.
Proprio perché prolunga la Pasqua, il venerdì della settimana in Albis o dopo risurrezione del Signore è solennità e va vissuto nella gioia, proprio come nel giorno di Pasqua.
Non ha pertanto carattere penitenziale.
Questo non solo per il venerdì in Albis ma anche qualora il venerdì coincidesse con le varie solennità dell’anno liturgico che non sono di precetto, come quella dell’Annunciazione, del Sacro Cuore di Gesù, di San Giuseppe, dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e del Santo patrono.

7. Ti ringrazio infine per quanto hai scritto verso la fine della tua mail, e cioè che il nostro sito ti ha fatto crescere nella fede, ti ho tolto molti dubbi e ti ha rafforzato nella Verità!
Ne ringraziamo di cuore il Signore.

Ti ringrazio anche per il ricordo nella preghiera del Rosario che mi hai promesso.
Lo contraccambio volentieri, ti benedico e ti auguro ogni bene.
Padre Angelo

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P.Angelo Bellon op, docente di teologia morale.