“Lo Spirito continua a guidarci”: Santa Teresa di Lisieux nel cuore del Giubileo dei 400 anni della nostra Provincia

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Sabato 9 maggio 2026, esattamente a quattrocento anni dal 9 maggio 1626, data di origine dell’erezione canonica della Provincia di Napoli dei Frati Carmelitani Scalzi, la Famiglia carmelitana si è raccolta in un intenso momento di grazia e di memoria. Presso il Santuario di Santuario Santa Maria Madre della Chiesa in Jaddico, si è celebrata l’Eucaristia giubilare presieduta da P. Jan Piotr Malicki, Commissario Pontificio, in un clima di profonda gratitudine e di rinnovata consapevolezza del cammino percorso nei secoli. Alla luce dello Spirito Santo e nel segno della presenza spirituale di Santa Teresa di Gesù Bambino, grazie alla presenza del reliquiario della Santa, il Giubileo ha voluto essere non solo memoria storica, ma rendimento di grazie per quattro secoli di vita, preghiera, testimonianza e servizio del Carmelo teresiano nel Sud Italia. Di seguito riportiamo il testo dell’omelia pronunciata durante la celebrazione Eucaristica.

Carissimi fratelli e sorelle,

in questo anno la nostra Famiglia carmelitana vive e celebra il giubileo del terzo centenario della canonizzazione di San Giovanni della Croce e il centenario della sua proclamazione a Dottore della Chiesa. E proprio sullo sfondo di questi grandi giubilei carmelitani, in questo tempo pasquale, celebriamo con profonda gratitudine anche i 400 anni della nostra Provincia dei Carmelitani Scalzi. Quattro secoli di presenza, di preghiera, di testimonianza e di servizio nella Chiesa del Sud Italia; quattro secoli nei quali il Signore ha guidato il cammino di tanti frati, monache e laici, che hanno vissuto il carisma teresiano nella fedeltà quotidiana.

La Parola di Dio che abbiamo ascoltato ci invita oggi a rileggere questa lunga storia alla luce dello Spirito Santo. Negli Atti degli Apostoli vediamo la Chiesa nascente in cammino: Filippo scende in Samaria, annuncia Cristo e la gioia riempie quella regione. Poi arrivano Pietro e Giovanni, che pregano perché i nuovi credenti ricevano lo Spirito Santo. È una scena molto bella: la missione nasce dall’annuncio, ma si compie nel dono dello Spirito. Non siamo noi a portare la vita nuova: è Dio che la dona. Questa è anche la chiave per comprendere la storia della nostra Provincia: una storia non costruita solo da progetti e strategie umane, ma guidata dalla mano discreta e fedele di Dio.

All’inizio della nostra storia troviamo figure luminose, come P. Pietro della Madre di Dio, che con grande zelo apostolico pose le prime fondamenta del Carmelo teresiano nel Sud Italia ponendo così le basi della terza casa della riforma teresiana a Napoli: Santa Teresa al Museo. Poi i nostri primi superiori provinciali, come P. Giovanni di San Girolamo e P. Ferdinando del Santissimo Sacramento, chiamati a guidare anche tutto l’Ordine come padri generali. Questi sono i segni di una Provincia viva e feconda fin dalle origini.
Ma questa storia non è fatta solo di luce. Ci sono stati anche tempi difficili: soppressioni, dispersioni, momenti in cui sembrava che tutto si spegnesse.

Eppure il carisma è rimasto vivo, soprattutto nella fedeltà quotidiana e nella preghiera silenziosa delle nostre monache, vero cuore orante della Provincia.

E oggi, in modo del tutto particolare, celebriamo questa Eucaristia accompagnati dalla presenza delle reliquie di Santa Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo.  La sua “piccola via” ci ricorda che la santità non consiste nel fare cose straordinarie, ma nel vivere con amore le piccole cose di ogni giorno, con totale fiducia nella misericordia di Dio. Anche nella nostra terra questa spiritualità ha lasciato un segno profondo. Pensiamo al celebre miracolo avvenuto a Gallipoli nel 1910, dove santa Teresa di Lisieux ha confermato la validità della piccola via, un evento che contribuì a diffondere ancora di più la fiducia nella sua “piccola via”. Come Teresa insegnava, Dio ama manifestare la sua grandezza attraverso la piccolezza, l’umiltà e l’abbandono fiducioso. E oggi vogliamo essere ancora più sensibili al suo continuo insegnamento d’amore che emana dall’alto e dalla gloria del Cielo. Teresa continua a mantenere la sua promessa: “Passerò il mio cielo a fare del bene sulla terra”. Realizza in mezzo a noi la meravigliosa missione dell’Amore misericordioso.

Nel Vangelo di oggi secondo Giovanni, Gesù ci dice: «Se mi amate, osserverete i  miei comandamenti» e promette: «Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito». È lo Spirito Santo che rende possibile la fedeltà, che sostiene il cammino, che ci permette di rimanere nell’amore anche nelle prove. E la Prima lettera di san Pietro ci invita: «Siate sempre pronti a rispondere a
chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi». Una testimonianza che nasce non dalla nostra forza, ma dalla mitezza di una vita radicata in Cristo. Proprio in questa fedeltà vediamo fiorire la santità.

Pensiamo alla beata Elia di San Clemente di Bari, alla beata Maria Giuseppina di Gesù Crocifisso dei Ponti Rossi a Napoli, e anche alla Serva di Dio Madre Teresa Gimma del monastero S. Teresa Nuova di Bari che ha detto: “L’anima provata dal dolore non cammina, ma vola” e a tante altre vite nascoste ma piene di Dio. Esse ci ricordano che la vera fecondità del Carmelo nasce dall’unione profonda con Cristo.
Accanto a questa ricchezza, riconosciamo con gratitudine anche un segno molto concreto di vita: la crescita del Carmelo Secolare. Negli ultimi anni esso si è sviluppato in modo significativo, mostrando che il carisma carmelitano può essere vissuto pienamente anche nella vita quotidiana dei laici. E proprio per questa celebrazione è presente con noi anche p. Ramiro Casale, Delegato Generale per l’Ordine Secolare, che mi ricordava come oggi, nel mondo, il Carmelo Secolare conti circa venticinquemila membri. È un segno bello e concreto della vitalità del carisma teresiano nella Chiesa e della sete di spiritualità che ancora oggi abita il cuore di tanti uomini e donne.  Pensiamo a figure come Isabella (Bina) Morfini e Alfonso Russo, e per questo santuario anche Teodoro d’Amici, Servo di Dio, che hanno testimoniato come sia possibile vivere il Vangelo nel cuore della vita ordinaria. Nelle famiglie, nel lavoro, nella semplicità di ogni giorno, tanti uomini e donne vivono una vera amicizia con Dio e con Maria. Questo è un dono prezioso per la nostra Provincia e per tutta la Chiesa.

Carissimi, celebrare 400 anni non significa solo guardare indietro, ma ascoltare una domanda che il Signore ci pone oggi:

Quale storia stiamo costruendo con la nostra vita?

Anche oggi lo Spirito continua a guidarci. Anche oggi ci invita a camminare con fiducia, a rimanere fedeli, a vivere con autenticità la nostra vocazione. Quattrocento anni sono un dono immenso, ma anche una responsabilità. Il futuro nasce da come oggi viviamo il nostro Fiat a Dio. Per questo, affidiamo la nostra Famiglia carmelitana alla Madre di Dio, Madre e Patrona del Carmelo, e all’intercessione dei nostri santi, Teresa d’Avila, Giovanni della Croce e Teresa di Gesù Bambino.
Chiediamo al Signore che questo Giubileo non sia solo memoria, ma un nuovo inizio: perché lo Spirito continui ad aprire strade, a suscitare vocazioni e a rinnovare in noi il desiderio di una vita totalmente donata a Dio. Anche oggi vogliamo toccare ciò che è santo… Auguro a tutti di poter sfiorare il mistero di santa Teresa di Gesù Bambino e diventare pellegrini del semplice amore
misericordioso. Santa Teresa di Gesù Bambino, siamo felici che tu stia con noi, a Jaddico. Possa la tua presenza ravvivare in noi la fiamma dell’Amore Misericordioso del Buon Dio. Amen.

P. Jan Piotr Malicki, ocd
Commissario Pontificio

 

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Informazioni su Luciano 23496 Articoli
A partire da marzo 2013 un vero e proprio cambiamento comincia nella sua vita, da quel momento comincia per lui una vera conversione. Per ringraziare Gesù dei doni ricevuti, si occupa del sito web della sua parrocchia, poi crea un ebook di preghiere e novene che trovate su Amazon, infine crea Lodeate.it per diffondere la Parola di Gesù!