LETTERA CIRCOLARE  in occasione del 400º anniversario dell’Erezione canonica della Provincia di Napoli sotto il titolo della Madre di Dio dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi (1626–2026)

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Cari Fratelli e Sorelle, con profonda gratitudine verso Dio e nello spirito di unità della nostra Famiglia carmelitana, vi invio questa lettera in occasione del giubileo per i quattrocento anni dall’erezione canonica della Provincia di Napoli sotto il titolo della Madre di Dio. Questo tempo speciale di grazia ci invita a rileggere la storia della nostra Provincia come una storia di salvezza, nella quale Dio opera incessantemente attraverso persone, eventi e comunità, guidandoci nel cammino della fede, della preghiera e del servizio all’Ordine e a tutta la Chiesa.

I. Memoria grata delle origini

Le origini della Provincia sono strettamente legate allo zelo dei primi frati che – fedeli allo spirito della riforma di Santa Teresa di Gesù e di San Giovanni della Croce – intrapresero l’opera di radicare il Carmelo teresiano nell’Italia meridionale. In modo particolare ricordiamo la figura del carmelitano spagnolo P. Pietro della Madre di Dio (1565–1608). Il suo zelo apostolico contribuì alla nascita delle prime comunità, tra cui la fondazione della chiesa di Santa Teresa al Museo (1604), preparando il terreno per la successiva erezione della Provincia. Sebbene P. Pietro della Madre di Dio sia ritornato al Padre prima della erezione formale della Provincia, la sua testimonianza rimane per noi segno di coraggio e di totale dedizione alla causa di Dio.

Il primo Provinciale ufficiale negli anni 1626–1629 fu P. Giovanni di San Girolamo (1570–1639), poi Generale dell’Ordine. Gli succedette P. Ferdinando del Santissimo Sacramento (1629–1632), anche lui Preposito Generale. Il fatto che i nostri primi superiori abbiano guidato l’intero Carmelo testimonia l’importanza e la forza spirituale della Provincia Napoletana in quel periodo.

II. Prova della fede nell’ora della difficoltà

La storia della nostra Provincia non è fatta solo di luce per le fondazioni, ma anche di difficoltà che hanno messo alla prova la sua fedeltà. La Provincia fu soppressa o drasticamente ridotta per circa 40 anni a causa di persecuzioni esterne:
–  1809–1815: periodo napoleonico e soppressione violenta dei religiosi e la loro espulsione dai conventi.
–  1866–1885/90: grande soppressione italiana, che costrinse molti frati alla dispersione.
Questi tempi di “deserto” ci ricordano che il carisma del Carmelo non dipende soltanto dalle mura dei monasteri, ma dalla fede viva nei cuori di coloro che lo incarnano.

III. Le monache – cuore orante della Provincia

Non è possibile celebrare i 400 anni della nostra Provincia senza ricordare il ruolo insostituibile delle nostre sorelle, le Carmelitane Scalze. Fin dagli inizi della presenza teresiana in Campania e in Puglia, i monasteri femminili sono stati fondamento spirituale e “polmoni” della nostra famiglia provinciale.  È proprio nel silenzio della clausura, in luoghi come Napoli, Bari e in altre fondazioni, che è stata custodita una preghiera incessante che ha sostenuto i frati nelle loro fatiche. Durante le soppressioni, la fedeltà delle monache fu spesso l’unica custode del carisma, conservando lo
spirito di Santa Teresa e di San Giovanni della Croce per le generazioni future.  Il giubileo odierno è dunque una festa comune di frati e sorelle: senza la loro offerta, la storia
della nostra Provincia sarebbe priva della sua dimensione più profonda e mistica.

IV. La santità nella storia

Nel corso dei secoli, Dio ha benedetto la Provincia con numerosi segni della sua presenza attraverso la santità di vita dei nostri fratelli e sorelle. Con gratitudine ricordiamo:
– la Beata Elia di San Clemente (1901–1927), nel monastero di Bari – primo frutto di santità della nostra Provincia nel XX secolo;
–  la Beata Maria Giuseppina di Gesù Crocifisso (1894–1948), nel monastero dei Ponti Rossi – segno di profonda unione con Cristo sofferente.
–  La Venerabile Colombia di Gesù Ostia (1914–1969), nel monastero di Marcianise, visse la sua esistenza di adorazione ai piedi del Trono Eucaristico dove la dolce calamita del Divin Cuore trasforma e incentra completamente in Lui.
Ricordiamo anche i Servi di Dio: suor Teresa di Gesù (Gimma, 1880–1948) di Bari (via Amendola), Isabella (Bina) Morfini (1889–1969) della fraternità OCDS di Bari e Alfonso Russo (1945–1991) della fraternità OCDS di Pagani.

Facciamo memoria anche di speciali interventi della Provvidenza: il miracolo di Bari (1722), importante nel processo di canonizzazione di San Giovanni della Croce, e gli eventi di Gallipoli (1910), conferma celeste della “piccola via” di Santa Teresa di Lisieux.

V. Lo sviluppo del Carmelo Secolare

Con particolare gioia sottolineiamo lo sviluppo dinamico del Carmelo Secolare (OCDS). La sua presenza nella nostra Provincia ha radici antiche, risalenti agli inizi stessi, quando attorno
ai primi monasteri si formarono comunità di fedeli laici.  Già nel XVII secolo questo sviluppo fu sostenuto anche da ambienti laici, inclusa la nobiltà locale, che trovava nel Carmelo una via di approfondimento della vita cristiana. Secondo i dati del dicembre 2025, la realtà attuale mostra una grande vitalità:
– 17 comunità canonicamente erette,
–  3 comunità in formazione,
–  283 membri con promesse definitive,
– 71 con promesse temporanee,
–  108 in formazione iniziale.
La testimonianza dei Servi di Dio Isabella (Bina) Morfini e Alfonso Russo conferma che lo spirito del Carmelo può essere vissuto pienamente nella vita quotidiana, diventando fermento
evangelico nel mondo contemporaneo.

VI. Una memoria che impegna

Un grato ricordo va a quei padri e madri che, nella recente storia, hanno lasciato un segno nella nostra Provincia, testimoniando la vocazione carmelitana nel silenzio e nella laboriosità.
Celebrando questo giubileo, siamo consapevoli che non si tratta solo di ricordare il passato, ma di assumere una responsabilità per il presente. La storia ricevuta non è un patrimonio
chiuso, ma un compito vitale affidato ai nostri cuori e alle nostre mani.  Per questo pongo a me stesso e a voi una domanda: quale storia stiamo costruendo oggi con la nostra vita?
In questo tempo di grazia vi invito a rinnovare la fedeltà alla nostra vocazione:
–  perseverare nella preghiera come amicizia con Dio;
–  costruire una fraternità autentica, capace di superare le crisi;
–  vivere la semplicità e la radicalità evangelica;
–  promuovere nuove vocazioni attraverso uno stile di vita autenticamente carmelitano- teresiano.

VII. Con speranza verso il futuro

Nonostante le sfide del nostro tempo e le difficoltà attuali, possiamo guardare al futuro con speranza, perché crediamo fermamente che lo Spirito Santo continua a guidare le nostre comunità e a suscitare nuova vita anche nelle situazioni più fragili e incerte. Siamo consapevoli che il contesto in cui viviamo è segnato da cambiamenti rapidi, da una certa stanchezza spirituale e da una diminuzione delle vocazioni. Tuttavia, proprio in questo tempo siamo chiamati a rinnovare la nostra fiducia in Dio, che non cessa di operare nella storia e di aprire cammini nuovi là dove spesso vediamo solo limiti.
In modo provvidenziale, questo giubileo dei 400 anni della nostra Provincia coincide con il  tempo giubilare dedicato a San Giovanni della Croce. Non è soltanto una coincidenza cronologica, ma un forte richiamo spirituale per tutti noi. Il nostro Santo Padre ci invita a riscoprire la radicalità del Vangelo e la centralità di Dio nella nostra vita. Come egli stesso insegna: «Per giungere a gustare tutto, non voler gustare qualcosa in nulla». Questa parola, esigente e liberante, ci orienta verso una vita più essenziale, libera di ciò che non conduce pienamente a Dio.
Alla scuola di San Giovanni della Croce siamo chiamati a vivere un cammino di purificazione interiore, di libertà evangelica e di profonda unione con Dio. Ciò significa avere il coraggio di
lasciarci trasformare, di attraversare anche le “notti” della fede con fiducia e di testimoniare con autenticità una vita totalmente donata al Signore.
Il nostro compito non è solo custodire il passato, ma – radicati in esso – costruire con coraggio e creatività il futuro riscoprendo la nostra vocazione carmelitana teresiana-sanjuanista per incarnarla nell’oggi della storia qui dove il Signore ci ha posti. Questo implica anche una rinnovata responsabilità per le vocazioni: accoglierle, accompagnarle e sostenerle con la preghiera, la testimonianza e una vita comunitaria credibile e gioiosa. Le vocazioni non nascono per caso, ma fioriscono là dove trovano un terreno vivo, segnato dalla fedeltà, dalla fraternità e da un autentico spirito carmelitano.
Con questa speranza, camminiamo insieme, sostenuti dalla grazia di Dio e dalla comunione della nostra Famiglia carmelitana, certi che Colui che ha iniziato in noi quest’opera buona la
porterà a compimento.

VIII. Affidamento a Madre di Dio e inviti giubilari

Affidiamo questo giubileo alla Vergine Maria, Madre di Dio, nostra Patrona e Regina. Ci insegni ad ascoltare, credere e rimanere fedeli fino alla fine. Vi invito di cuore a vivere questo giubileo come tempo di grazia e di rinnovamento della nostra bella e santa vocazione. In questa occasione desidero invitare tutte le nostre comunità a celebrare insieme:
1. 9 maggio: celebrazione della Santa Messa in tutte le comunità della nostra Provincia, con la speciale intenzione di rendere grazie a Dio e per un futuro migliore.
2. 18 settembre: incontro nella prima chiesa istituita della Provincia – Santa Teresa al Museo a Napoli – per una sessione storica, a cui farà seguito una solenne Eucaristia di ringraziamento presieduta dal nostro Padre Generale Miguel Márquez Calle.

Con fraterno affetto in Cristo, e assicurando il ricordo nella preghiera

Fr. Jan Piotr Malicki, OCD
Commissario Pontificio

Napoli, 28 aprile 2026

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Informazioni su Luciano 23495 Articoli
A partire da marzo 2013 un vero e proprio cambiamento comincia nella sua vita, da quel momento comincia per lui una vera conversione. Per ringraziare Gesù dei doni ricevuti, si occupa del sito web della sua parrocchia, poi crea un ebook di preghiere e novene che trovate su Amazon, infine crea Lodeate.it per diffondere la Parola di Gesù!