Le chiedo se le risposte che ho dato ai miei amici atei siano corrette…

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Fonte dell’articolo Amici Domenicani – Autore Padre Angelo Bellon op.

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Premessa: per agevolare la lettura, le domande del nostro visitatore sono poste in corsivo, mentre la risposta è in caratteri normali

Salve Padre Angelo,
Le volevo chiedere delle cose. Purtroppo quasi tutti i miei amici sono atei, quelli che non lo sono non sono praticanti. Bestemmiano spesso, ogni scusa è buona per attaccare la Chiesa, la Bibbia, i preti etc… molte volte dunque mi ritrovo a fare delle vere e proprie battaglie dialettiche, se cosi possiamo chiamarle, per difendere la fede o “evangelizzare”. Ho paura a volte di sbagliare, di dire eresie, e spesso quando non so rispondere lo ammetto.
Però mi assale un dubbio, una volta parlando di Dio, un mio amico mi dice: “ma Dio, se esiste, che sesso ha? Cosa è? maschio? femmina?” ricordo che all’inizio non sapevo rispondere e appunto volevo astenermi dal replicare, però subito dopo mi è apparso nella mente questo ragionamento, che mi è sembrato sensato, e ho voluto esporlo, però ho paura che sia stato sbagliato, glielo espongo come l’ho esposto a questo mio amico: “E’ difficile da dire, innanzitutto bisogna fare una premessa, Dio è il Creatore di tutto, quindi anche dei sessi, cioè Dio era prima che i sessi fossero. Dunque possiamo dire che sesso maschile e sesso femminile esprimano dei diversi aspetti di Dio in quanto creati da Lui” a ripensarci non mi convince molto, spero di non avere fatto peccato perché non l’ho confessato e ho fatto molte Comunioni da allora. Non penso di aver detto che Dio sia maschio e femmina assieme. Che ne pensa lei?

Carissimo,
1. Desidero fare anzitutto una considerazione sulla preziosità della tua presenza all’interno dei tuoi amici di cui la maggior parte si dichiara atea e quelli che non lo sono, non sono praticanti.
Perché sei per loro un dono di Dio e un richiamo permanente alle realtà supreme dell’esistenza.
Anche se non te ne accorgi, sei per loro una luce.
Purtroppo questa luce, che è una irradiazione della luce stessa di Cristo, non viene accolta.
Il motivo per cui non viene accolta ce l’ha ricordato Nostro Signore stesso quando ha detto: “E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie” (Gv 3,19).
Questi ragazzi non sanno che il motivo del loro ateismo, che è una delle più grandi disgrazie della loro vita, è dovuto principalmente ai peccati. 
Il peccato allontana da Dio e mette un velo sopra la mente. Per cui è inevitabile per cui non ci si accorga che tutte le creature sono un riflesso della bontà del Creatore e un richiamo ad una comunione più profonda con Lui.

2. Adesso vengo alla tua prima domanda: “Ma Dio, se esiste, che sesso ha?”.
La risposta è semplice.
I sessi sono intrinsecamente ordinati alla riproduzione. Sono necessari per la conservazione delle varie specie di vita.
Poiché tutte le realtà viventi di questo mondo sono destinate alla corruzione e alla morte, se non fossero dotate di sessualità con la loro morte la loro specie si estinguerebbe del tutto.

3. I sessi invece non sono necessari per le realtà spirituali perché queste sono immortali.
Muore ciò che è costituito di materia e di parti. Quando le parti che costituiscono un organismo non armonizzano più fra di loro, sono destinate alla disgregazione e alla morte.
Questo è il motivo per cui gli angeli, che sono esseri spirituali, non hanno sesso.
A fortiori, non ha senso porsi la domanda sul sesso di Dio perché è purissimo spirito, è eterno ed è la sorgente stessa della vita.

4. Nella risposta che hai dato, hai cercato di arrampicarti e di fatto da te stesso non eri perfettamente convinto delle motivazioni addotte, sebbene sia vero che Dio sia l’autore dei sessi, i quali, soprattutto per le persone, sono ordinati certo alla conservazione della specie, ma anche al reciproco perfezionamento.
Sebbene la risposta sia stata insufficiente, non hai commesso alcun peccato perché non c’è stata volontà da parte tua di parlare in maniera difforme dal progetto di Dio.

Sempre con la stessa logica che sottende al ragionamento di prima, ho fatto altri ragionamenti che ho esposto sempre per fare “testimonianza”, se così possiamo dire, a quelle persone che mi hanno detto “ma Dio come è fatto?”, comunque sia questo come l’altro, è un ragionamento che ho esposto pochissime volte. In questo caso particolare il ragionamento è il seguente:
Innanzitutto bisogna fare una premessa, Dio è il Creatore di tutto, e non si intende pertanto solo del metallo o della luce, ma anche e soprattutto del tempo, della lunghezza, della profondità, della dimensione, perciò Dio in questa sua tremenda potenza è sia a-temporale che a-dimensionale, rispondere quindi non è proprio facile e non è possibile farlo con precisione, dato che noi siamo essere temporali e dimensionali. Dio come disse a Mosè è “Colui che è”. L’esistenza viene da Dio, perciò possiamo anche dire che tutto ciò che esiste ha un qualcosa di Dio, che è proprio l’esistenza (dico bene o dico male qua in particolare gentilissimo Padre? come se l’esistenza di ogni cosa fosse un prolungamento di Dio). Non penso di aver detto che ogni cosa sia prolungamento di Dio, diverso dalla frase precedente, perché ne risulterebbe una visione panteistica, spero di non averlo detto perché non ricordo. (ora qui apro un argomento molto complesso, l’ho esposto in passato ma senza specificare e approfondire mai) Dio essendo il Creatore di tutto è anche il Creatore delle quantità, cioè dei numeri, e dato che noi riusciamo a pensare grazia all’esistenza delle quantità (perché le quantità implicano la differenza, 1 è diverso da 2, e le differenze sono la ragion d’essere dei concetti, motore della nostra ragione) non possiamo avere la presunzione di poter capire Dio che era ancor prima che le quantità fossero. (Ho avuto anche la stupida idea di utilizzare questo ragionamento per spiegare i motivi per cui non possiamo comprendere la Trinità, cioè detto in modo rozzo “Ma com’è possibile 3 in 1?”, eh appunto, non possiamo capirlo perché la Trinità era ancor prima che il 3 e l’1 fossero, essendo quantità).
Ma è possibile che la quantità sia intrinseca oppure implicata dall’essere? Cioè per farla chiara, Dio ha creato la quantità e Lui era prima che la quantità fosse?

1. Sui ragionamenti che hai fatto in questa seconda domanda, devo dire che c’è del vero quando affermi che Dio, essendo prima di tutte le creature e prima anche di tutti i numeri che esprimono quantità, è in gran parte inconoscibile.
Con la nostra sola ragione umana possiamo dire qualcosa di lui come ad esempio la sua esistenza, la sua onnipotenza, la sua infinita conoscenza.
Dopo che gli si è rivelato, sappiamo di lui tante cose che la sola ragione umana non può conoscere, come ad esempio la Trinità delle Persone divine che sono costituiscono l’unico Dio.
Ma anche dopo la divina rivelazione, per dirla con San Tommaso d’Aquino, di Dio conosciamo più quello che non è che quello che è.
Quando saremo in paradiso e avremo la visione beatifica, Dio sarà ancora al di sopra della nostra conoscenza. Per poterlo conoscere interamente dovremmo essere grandi quanto è grande lui.
Per questo la Sacra Scrittura dice che Dio abita in una luce inaccessibile (1 Tm 6,16).

2. A proposito di quanto hai detto sulla Trinità va precisato che possiamo almeno comprendere che non è irrazionale pensare che le tre Persone divine siano sussistenti in un’unica sostanza.
Su questo punto si può leggere qualcosa nel nostro sito.

Inoltre, molte volte mi ritrovo a rispondere a domande su Dio e sulla Fede in generale, dunque mi ritrovo a dover rendere testimonianza, ebbene caro Padre, io non sono come il nostro bellissimo beato Carlo Acutis, che rispondeva con la vita, con l’amore, con le azioni, sicuramente in modo più “evangelico”.
Io fino ad ora sono stato in grado di rispondere e di rendere testimonianza solo in modo “freddo”, con estrema razionalità, con prove scientifiche, soprattutto quelle dei miracoli Eucaristici, prove storiche.
Di per sé, senza arrivare fino alle prove che ci ha dato Gesù, basterebbero  quelle di Padre Pio, della sua vita e del bene che ha fatto. Mi chiedo come ci possano essere ancora persone che non credono nonostante quello che ha fatto Padre Pio, nonostante la vita e l’aiuto che ha fornito Natuzza Evolo o la serva di Dio Teresa Neumann.
Con che cosa devo argomentare: con la testimonianza dei santi o con quella poca e fredda teologia che so. Lei che ne pensa, va bene fare così?

Devi far riferimento a tutte e due le cose.
Le testimonianze dei Santi sono argomentazioni molto forti perché portano la gente a toccare con mano la realtà del soprannaturale.
Si può dire di loro quello che Gesù ha detto in riferimento a se stesso:” Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre (Gv10,37-38).
Tanto più che quello che i Santi fanno, non lo fanno da se stessi ma per la virtù di Cristo che opera in loro.
Tuttavia è importante e necessaria anche l’argomentazione teologica perché ci mette in grado di rendere ragione della nostra speranza, come diceva San Pietro (cfr. 1 Pt 3,15).
In te mi pare di intravedere una certa attitudine ad approfondire gli studi teologici e in particolare quelli apologetici.

Mi perdoni se continuo. Io insieme ad altri miei carissimi fratelli gestisco una pagina su instagram, Giovani per la Fede, una volta abbiamo fatto un post per diffondere il suo sito, e all’inizio io di mio pugno avevo scritto un post per condannare l’aborto che avevo paragonato, con l’ausilio di una fredda razionalità, allo sterminio degli ebrei ad opera dei nazisti (Come loro hanno ucciso milioni di ebrei cosi noi stiamo ammazzando milioni di bambini, la logica era questa). Poi abbiamo rimosso il post. Ho fatto peccato?

No, non hai fatto peccato perché la verità è quella.
Tuttavia a proposito dell’aborto ti direi di andare cauto a motivo dell’enorme sofferenza che tante donne si portano dentro. È difficile trovare una donna che sia contenta di aver abortito. Si tratta di un trauma che le segna per sempre.
Questa è la mia esperienza pastorale.
Pertanto sull’aborto bisogna essere chiari sui principi, perché il male che si compie è molto grave, e nello stesso tempo è necessario ricordare che mettendo il dito sulla piaga viene acuita una sofferenza che è già particolarmente dura.

Questo è tutto caro Padre Angelo, le scrivo un giorno dopo il Natale ma non perdo l’occasione di augurarle buone feste, preghi per me e per i miei amici, grazie per la pazienza. Anche io la ricordo nelle mie preghiere.

Ti ringrazio molto per gli auguri e soprattutto per le preghiere che contraccambio sia per te sia per i tuoi carissimi amici.
Insieme con te, volentieri benedico anche tutti loro.
Padre Angelo

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P.Angelo Bellon op, docente di teologia morale.