La purezza non danneggia la salute, chi invece pecca danneggia se stes…

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Fonte dell’articolo Amici Domenicani – Autore Padre Angelo Bellon op.

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Quesito

Buonasera Padre Angelo, innanzitutto vorrei complimentarmi con Lei e lo staff del sito perché lo trovo molto interessante e utile. 
Mi presento, sono Matteo un ragazzo di 17 anni. Sono sempre stato e lo sono tuttora un ragazzo credente però poco frequentante, ad essere onesti. 
All’età di 14 anni circa, ho iniziato a praticare l’autoerotismo fin quando non ho scoperto che sia considerato un peccato mortale. Lì ho trovato coraggio di confessarmi e di liberarmi di questo peccato. 
Da un paio di giorni però, facendo studi e documentandomi, ho scoperto che la scienza piuttosto che condannare la masturbazione, la consiglia. In quanto, secondo diversi studi, riduce del 20% la probabilità di contrarre il cancro alla prostata, altri benefici al livello mentale come la diminuzione dello stress e dell’ansia ma soprattutto considera la masturbazione un atto fisiologico. 
Per cui, mi sono convinto un po’ della bonarietà della masturbazione e sono ricaduto nell’atto.
Subito però sono stato preso da ansia e sensi di colpa e paura che adesso potessi essere punito (forse perché ancora dentro di me so che è peccato). Ma ripensando a quegli studi sulla bonarietà della masturbazione ho iniziato a dire che “la masturbazione non è peccato”, “che fa bene”, “che è colpa della religione se mi sento così in ansia” arrivando a rinnegare anche il fatto che io sia credente. Direi di aver fatto un bel casino. 
In cerca di risposte mi sono imbattuto nel vostro sito, per cui approfitto per porgere a lei alcune domande: 
1) Perché secondo la chiesa la scienza sbaglia a considerare un atto positivo la masturbazione, considerandola invece peccato? È realmente un atto fisiologico necessario?  Com’è possibile che vengano presentate tesi completamente diverse tra chiesa e scienza?
2) Come mai arrivo a pensare che possa essere punito dopo aver praticato la masturbazione? Cioè arrivo a pensare che siccome ho praticato l’atto, ora potranno accadere cose negative e quindi sto con l’ansia di avere la responsabilità addosso.
3) Cosa dovrei fare secondo lei per ristabilire ordine all’interno di me? 
Grazie anticipatamente e buona serata/domenica. 


Risposta del sacerdote

Caro Matteo,
1. parto dalla prima considerazione: la scienza consiglierebbe la masturbazione.
Domando: quale scienza?
La scienza ha dati alla mano quando fa delle asserzioni serie.
Qui, quali sono i dati alla mano?
Un tale ha scritto così!? Ma un tale fa scienza?

2. Io invece ho dati alla mano.
Ti posso dire con dati dell’esperienza tratta anche dal confessionale che le persone che vivono in maniera casta sia perché non sono ancora sposate e intendono vivere la loro vita affettiva secondo Dio sia persone che vivono nella castità consacrata, con tanto di voto, non hanno problemi fisiologici o particolari patologie cliniche.
Ho l’impressione che se si facessero le statistiche, probabilmente costoro sarebbero molto e molto sotto la media.

3. In ogni caso, Dio ha disposto sapientemente tutte le cose.
L’organismo svolge da solo tutto quello che gli è necessario per il benessere del nostro corpo e della nostra mente. Non ha bisogno di forzature.
Tutto questo evidentemente accompagnato con un ritmo di vita normale, vissuta principalmente coltivando sane amicizie e nella dedizione al prossimo, e con quanto il nostro organismo richiede per mantenersi fisicamente e psicologicamente sano.

4. I benefici che sarebbero connessi all’auto erotismo sono illusori. Danno l’impressione momentanea di un certo rilassamento, ma poi fanno sentire le conseguenze di malessere, che non sono legate alla religione ma al fatto che la sessualità è essenzialmente orientata al dono di sé, realtà che qui invece viene palesemente contraddetta.
È un malessere che si dilata anche in altri ambiti della vita, soprattutto nei rapporti con gli altri, come risulta anche dalla testimonianza di molti nostri visitatori.
Quanto hai sperimentato nella ricaduta e che hai descritto in maniera tanto chiara (“subito però sono stato preso da ansia e sensi di colpa”) testimonia che uno è consapevole di non aver compiuto un’opera buona e ne prova vergogna.

5. A suo tempo mi aveva impressionato sapere come il fenomeno dell’auto erotismo fosse quasi nullo là dove i ragazzi assumono in maniera precoce alcune responsabilità e vivono in maniera attiva.

6. Venendo a te, ti consiglio non solo la fede in Dio perché questa ce l’hanno anche i demoni come ricorda la Sacra Scrittura (“Tu credi che c’è un Dio solo? Fai bene; anche i demoni lo credono e tremano!”, Gc 2,19) ma anche la pratica.
Per pratica intendo la vita sacramentale (messa la domenica e nelle altre feste comandate e confessione sacramentale) e vita di preghiera.
In questo caso ti accorgeresti subito che tesoro prezioso comporta il vivere in grazia di Dio. Avvertiresti una pienezza all’interno del cuore.
È la pienezza che Dio solo può garantire perché solo Lui può penetrare e abitare personalmente nel cuore di una persona.

7. Se uno vive in grazia di Dio con questo tesoro nel cuore, qualora cadesse nell’autoerotismo, avverte subito il vuoto interiore. Continua, sì, a credere in Dio. Ma sente che tra lui e Dio si è scavato un abisso.
E si accorge che questo abisso viene colmato solo recuperando la presenza di Dio mediante la grazia santificante.
La via ordinaria per recuperarla è la confessione sacramentale, che io ti consiglio caldamente indipendentemente dalle cadute.
Questo sacramento della confessione quando è celebrato con regolarità e con una certa frequenza addirittura impedisce le cadute perché è una sorgente di energia, di grazia e di tante benedizioni celesti.

8. Devo aggiungere che Dio non punisce chi commette peccati perché, come avverte la Sacra Scrittura, “chi pecca, danneggia se stesso” (Sir 19,4).
Il motivo è che da se stesso uno si priva del tesoro prezioso della grazia e rompe quell’equilibrio e quell’armonia interiore prodotta dal corpo quando è subordinato all’anima e quando l’anima è subordinata a Dio.
Persa la comunione con Dio, “l’uomo si trova diviso in se stesso… così che ognuno si sente come incatenato” (Concilio Vaticano II, Gaudium et spes, 13).
A questo si aggiunge che ci si apre da se stessi all’incursione dei nostri avversari. Hai già capito chi sono.
La grazia di Dio è anche una siepe che protegge da tali incursioni. Chi usa questa parola “siepe” è l’avversario numero uno. Lo dice “incolpando” Dio di aver messo una siepe attorno al giusto Giobbe per cui non lo poteva colpire come voleva (cfr Gb 1,10).

9. Riprendi pertanto a vivere secondo Dio, rispettando non soltanto il sesto comandamento (non commettere atti impuri) ma anche gli altri (non bestemmiare, santificare i giorni di festa, onorare i genitori, rispettare gli altri nella loro persona e nei loro beni). 
Non avrai mai da pentirtene, avvertirai la pienezza interiore di cui ti ho parlato e potrai avanzare nell’esperienza della vita cristiana che è un processo deliziosissimo che fa vivere in maniera anticipata qualcosa di ciò che si fruisce in paradiso.

10. È iniziato l’Avvento. Tra breve saremo alla festa dell’Immacolata. 
Perché non pensare ad una confessione prima di tale festa e impegnarsi a vivere nella purezza in tutto questo tempo che precede il Natale?
Sarebbe una bella e promettente premessa che avrebbe riflessi positivi per il tuo futuro, che cordialmente ti auguro felice, e per tutta la tua vita.

Ti accompagno volentieri con la mia preghiera. Questa sera ti ricorderò in modo particolare nella Santa Messa.
Ti benedico e ti auguro ogni bene.
Padre Angelo

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P.Angelo Bellon op, docente di teologia morale.