In quale modo Mosé, Aronne e altri videro Dio quando si legge che ness…

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Fonte dell’articolo Amici Domenicani – Autore Padre Angelo Bellon op.

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Quesito

Le chiedo, carissimo padre Angelo, come mai in Esodo 24 Mosè insieme ad Aronne e altri salì sul monte e: videro Dio.
In un’altra parte della Scrittura Dio dice che l’uomo non può vedere Dio, altrimenti morirebbe.
Mi può spiegare per favore?
Grazie!
Rosa


Risposta del sacerdote

Cara Rosa,
1. quanto tu rilevi è riferito così in Esodo 24,9-10: “Mosè salì con Aronne, Nadab, Abiu e i settanta anziani d’Israele. Essi videro il Dio d’Israelesotto i suoipiedivi era come un pavimento in lastre di zaffìro, limpido come il cielo”.

2. L’indicazione “sotto i suoi piedi” potrebbe far pensare che sia apparso in forma umana.
Ma non è certo, perché poco dopo si parla della mano del Signore, intesa come la forza onnipotente di Dio.

3. La Bibbia di Gerusalemme nell’edizione francese, che è l’originale e completa, annota in termini lapidari: “Dio non è descritto, non più di quanto si legge in Es 33,18”.

4. Ebbene, in Es 33,18 si legge che Mosè aveva chiesto a Dio dimostrargli la sua gloria.
Dio gli rispose: “Farò passare davanti a te tutta la mia bontà e proclamerò il mio nome, Signore, davanti a te. A chi vorrò far grazia farò grazia e di chi vorrò aver misericordia avrò misericordia». Soggiunse: «Ma tu non potrai vedere il mio volto, perché nessun uomo può vedermi e restare vivo»”.

5. Possiamo intuire qualcosa di come Dio si sia fatto vedere dalle parole: “Farò passare davanti a te tutta la mia bontà e proclamerò il mio nome”.
La Bibbia di Gerusalemme annota: “Pronunciando il suo nome, Dio si rivela in qualche modo a Mosè”.
Ora rivelando il proprio nome a Mosè dicendo “Io sono colui che sono” o “Io sono quello che sono”, oltre a definire se stesso come l’Esistente, Dio fa intendere di essere inconoscibile.
C’è infatti tra l’uomo e Dio una distanza infinita.
La mente dell’uomo, neanche nella vita futura e nella visione beatifica, non potrà mai comprendere appieno tutta l’essenza divina perché la sua mente rimarrà sempre finita, mentre l’essenza divina è infinita.

6. Tornando a Mosè ed Aronne che insieme con altri “videro il Dio di Israele” qualcuno ha ipotizzato che Dio si sia mostrato sotto forma di grande luce, E proprio per questo è indescrivibile.
In ogni caso ebbero una profonda conoscenza di Dio.

7. La Bibbia di Gerusalemme commenta così le parole “Ma tu non potrai vedere il mio volto, perché nessun uomo può vedermi e restare vivo”: “C’è un tale abisso tra la santità di Dio e l’indegnità dell’uomo che l’uomo dovrebbe morire vedendo Dio o soltanto udendolo.
Perciò Mosè, Elia e anche i serafini si velano la faccia davanti a Jahwè.
Restando in vita dopo aver visto Dio, si prova una sorpresa riconoscente, un timore religioso. È un raro favore che Dio concede particolarmente a Mosè, come il suo “amico” e a Elia, che saranno testimoni della trasfigurazione di Cristo, la teofanie del nuovo testamento, e resteranno nella tradizione cristiana come i rappresentanti eminenti della grande mistica.
Nel Nuovo Testamento la gloria di Dio si manifesta in Gesù, ma Gesù solo ha contemplato Dio suo padre.
Per gli uomini, la visione faccia a faccia è riservata alla beatitudine del cielo”.

Con l’augurio che tu possa vedere Dio nella terra dei viventi, che è la dimora di coloro che rimangono immortali, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo

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P.Angelo Bellon op, docente di teologia morale.