Il sacerdote mi ha detto “per un mese non dovrai più confessarti”. Ma …

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Fonte dell’articolo Amici Domenicani – Autore Padre Angelo Bellon op.

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Quesito

Caro Padre Angelo,
Mi è capitato un sacerdote che come penitenza, poiché era la seconda domenica di seguito che mi confessato da lui, mi ha dato: “Per un mese non dovrai più confessarti” Giustificandola che nel catechismo c’è scritto che la confessione deve essere una volta all’anno. Sebbene io sappia che è in errore, e che una volta l’anno da che ricordo è il minimo, purtroppo non conosco bene i testi per poter argomentare.  Siccome nella mia zona ci sono poche chiese e pochi sacerdoti, e siccome vorrei mantenere la confessione una volta alla settimana, potrei sapere se esiste un qualche testo della Chiesa che posso fargli leggere così da non essere costretto a cambiare chiesa in quanto le penitenze non sono attuabili? 
La ringrazio molto in anticipo
Cordiali Saluti
David


Risposta del sacerdote

Caro David,
1. non so quali siano le motivazioni per cui il confessore ti ha detto di non confessarti prima di un mese.
Può darsi che abbia visto in te alcune inclinazioni allo scrupolo.
Per cui rispetto la sua determinazione, tanto più che quanto il sacerdote dice in confessione è insindacabile.

2. Tuttavia se avesse detto che la normativa della Chiesa è quella di confessarsi una volta all’anno è sbagliato.
Il Codice di diritto canonico al canone 989 prescrive: “Ogni fedele, raggiunta l’età della discrezione, è tenuto all’obbligo di confessare fedelmente i propri peccati almeno una volta all’anno”.
Questo precetto fu sancito per la prima volta dal Concilio Lateranense IV (1215) ed è stato emanato non per indicare la norma sulla tempistica della confessione, ma per sollecitare i più fragili a confessarsi almeno una volta all’anno, facendo comprendere che se non ci si confessa neanche una volta all’anno si vive la propria vita cristiana con qualche grave contraddizione.

3. Di fatto la Chiesa esorta i fedeli a confessarsi frequentemente.
E stabilisce che alcuni a motivo del loro stato di vita più si confessino mediamente ogni quindici giorni oppure una volta al mese.
Un documento della Sacra Congregazione per i religiosi e gli istituti secolari intitolato “Norme circa l’uso e l’amministrazione del sacramento della Penitenza, specialmente tra i religiosi” (8.12.1970) dice: “I Religiosi, solleciti della propria unione con Dio, si sforzino di accostarsi al Sacramento della Penitenza frequentemente, cioè due volte al mese. A loro volta i superiori curino di promuoverne la frequenza e provvedano perché i membri possano confessarsi almeno ogni due settimaneanche più spesso, se lo desiderano”.

4. Ugualmente nelle Normae pastorales della Congregazione per la dottrina della fede (16.6.1972 si legge: “Per quanto riguarda la pratica della confessione frequente o di devozionei sacerdoti non si permettano di dissuaderne i fedeli.
Al contrario, facciano rilevare i frutti abbondanti che essa apporta alla vita cristiana e si dimostrino sempre pronti ad ascoltarla, ogni qualvolta i fedeli ragionevolmente ne fanno richiesta. Bisogna assolutamente evitare che la confessione individuale sia riservata ai soli peccati gravi; ciò, infatti, priverebbe i fedeli dell’ottimo frutto della confessione e nuocerebbe al buon nome di coloro che si accostano singolarmente al Sacramento” (n. XII).

5. Il Catechismo della Chiesa Cattolica dopo aver ricordato il precetto ecclesiastico sopra menzionato e che i fedeli che sono in peccato grave devono confessarsi prima di fare la Santa Comunione, dice: “Sebbene non sia strettamente necessaria, la confessione delle colpe quotidiane (peccati veniali) è tuttavia vivamente raccomandata dalla Chiesa. In effetti la confessione regolare dei peccati veniali ci aiuta a formare la nostra coscienza, a lottare contro le cattive inclinazioni, a lasciarci guarire da Cristo, a progredire nella vita dello spirito. Ricevendo più frequentemente, attraverso questo sacramento, il dono della misericordia del Padre, siamo spinti ad essere misericordiosi come lui” (CCC 1458).
Come si vede, da parte del Catechismo non c’è niente di quello che ti ha detto il confessore.

6. In conclusione, a meno che tu non sia inclinato allo scrupolo, ti esorto a confessarti frequentemente.
Se il sacerdote da cui ti sei confessato l’ultima volta non è d’accordo, gli chiederai umilmente se può confessarti più spesso perché senti la forza di questo sacramento. La tua confessione però sia breve.
Se il sacerdote invece non è d’accordo, andrai da un altro.

7. Se per caso ti trovassi in peccato grave e sarai nell’impossibilità di confessarti, ti asterrai della Santa Comunione.

Ti benedico, ti auguro ogni bene e ti accompagno con la mia preghiera.
Padre Angelo

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P.Angelo Bellon op, docente di teologia morale.