Il marchio della bestia di cui parla l’Apocalisse è il marchio dell’An…

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Fonte dell’articolo Amici Domenicani – Autore Padre Angelo Bellon op.

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Premessa: con questa risposta padre Angelo intende rispondere alle numerose e-mail che associano il vaccino al marchio della bestia.

Quesito

Buongiorno Padre Angelo.
vorrei ringraziarla per le precedenti risposte!
Sono preoccupato per questi eventi Covid e vaccino: Sono una persona che non vuole vaccinarsi perché non credo e vedo le forzature del governo impedendoci di vivere, vedo un grande inganno e vedo un riferimento al marchio della bestia.
Si sta pian piano arrivando che chi non ha fatto questo siero non potrà più vendere ne comprare ecc… come è descritto in Apocalisse.
Sono tanto turbato perché ho due bambini e sono l’unico che lavora.
Spero che la Chiesa non sia coinvolta in questo complotto ma solo ingannata da questo nuovo ordine vedendo anche il Papa invogliare a vaccinare!
Le chiedo un suo parere, se è vero il mio dubbio.
Le chiedo di pregare per la mia famiglia affinché nostro Signore Gesù ci dia la forza e la perseveranza di affrontare questa grande tribolazione.
La ringrazio anticipatamente e sia lodato Gesù Cristo.


Risposta del sacerdote

Carissimo, 
1.  si parla della bestia e del marchio della bestia nell’Apocalisse al capitolo 13º.
Per comprendere l’indole del marchio è necessario anzitutto precisare chi sia la bestia.
Ebbene, il testo sacro inizia così: “E vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e su ciascuna testa un titolo blasfemo” (Ap 13,1).

2. Chi è la bestia di cui ad un certo punto si dice anche che ha un numero misterioso?
Il biblista A. Wikenhauser scrive: “La bestia cela un uomo; meglio ancora: nei 42 mesi della grande tribolazione la bestia si è incarnata in un uomo, il cui nome è composto di lettere” (L’Apocalisse di Giovanni, p. 149). 

3. Un altro biblista, Angelo Lancellotti, nel testo dell’Apocalisse curato dalle edizioni Paoline, scrive: “Una bestia che saliva dal mare: si tratta dell’Anticristo già menzionato in Ap 11,7”.
E poco più avanti dice che “la bestia dell’Apocalisse riassume in sé tutte e quattro le bestie di Daniele e rappresenta il potere politico che quale agente di Satana si erge contro Dio e la sua Chiesa. Tutto fa pensare all’impero romano che, autodivinizzandosi, scatenò le più tremende persecuzioni contro i seguaci della nuova fede. Del resto anche nei circoli giudaici la quarta bestia di Daniele 7, che rappresentava l’impero di Alessandro magno con i suoi epigoni ellenistici, veniva identificata con l’impero romano; impero che era destinato a soccombere sotto i colpi del re Messia”.

4. Un altro grande biblista, il domenicano Marco Sales, a proposito della bestia scrive: “La maggioranza degli interpreti (Sant’Ireneo, Tertulliano, San Gregorio,… Rivera, Cornelio a Lapide, ecc…) ritiene che questa bestia significhi l’Anticristo, il quale armato di tutta la potenza del secolo, sarà uno strumento in mano di Satana nella lotta contro il regno di Gesù Cristo.
La descrizione che ne fa qui l’Apostolo corrisponde a quanto ne dice San Paolo nella seconda ai Tessalonicesi (2 Ts 3,11).
Parecchi moderni pensano invece che questa bestia figuri l’impero romano. (…). Secondo alcuni le sette teste rappresentano i sette colli di Roma, e i sette imperatori; le 10 corna figurano tutti i poteri, che usciranno dall’impero romano e si volgeranno contro la Chiesa. I nomi di bestemmia sulle sette teste alludono al fatto che agli imperatori romani si dava il culto il titolo di divino, e si rendeva un culto pubblico”.

5. La Bibbia di Gerusalemme annota: “La bestia del mare (Mediterraneo) è l’impero romano, il quale rappresenta tutte le forze che, arrogandosi poteri divini, insorgono contro Cristo e la Chiesa”.

6. C’è dunque una certa unanimità tra i vari autori per indicare che quella bestia rappresenta molto probabilmente l’impero romano che nella persecuzione contro Cristo e contro la Chiesa è strumento di Satana e dell’Anticristo.

7. Identificata la bestia, rimane da vedere in che cosa consista il suo marchio.
A. Wikenhauser scrive: “Affinché nessuno possa sottrarsi al culto della bestia, il falso profeta esige che tutti si imprimano sulla fronte o sulla mano un marchio, il quale attesti che appartengono a lui. Nell’antichità spesso gli adoratori di una divinità praticavano il tatuaggio, imprimendo su se stessi la sua immagine o il suo nome.
Secondo Ap 22,4; 3,12 i cittadini della nuova Gerusalemme portano sulla fronte il nome di Dio come segno esterno della propria appartenenza a lui; in 7,3 in 14,1 si legge che gli eletti ricevono in fronte il sigillo di Dio, come simbolo della sua efficace protezione.
Chiunque non porta il marchio della bestia è esposto al boicottaggio economico, venendo posto nell’impossibilità di comprare e di vendere, e quindi di vivere. Questo provvedimento brutale mira a far sì che coloro i quali si rifiutano di adorare la bestia siano denunciati all’autorità e puniti. Non rimane perciò che la terribile alternativa: o adorare la bestia o morire.
Il marchio che tutti gli abitanti dell’impero devono portare consiste nel nome della bestia o nel numero del suo nome. Di che nome si tratta? È quanto il veggente dice a questo punto; ma lo fa in maniera tale che serve più a nascondere che a non manifestare quel nome, tanto sono enigmatiche le parole di cui si serve” (L’Apocalisse di Giovanni, pp. 148-149).

8. Marco Sales annota: “Si allude all’uso antico per cui si imprimeva con ferro rovente un segno sul corpo degli schiavi. In virtù di questo segno impresso nella destra o nella fronte gli uomini venivano a dichiarare di appartenere come proprietà alla bestia, cioè all’Anticristo.
Anche i pagani solevano portare impresso sulla mano o nella fronte il nome o un simbolo della divinità a cui si consacravano”.
E: “I cristiani saranno messi fuori di ogni legge, e sarà loro vietato anche l’uso dei diritti più naturali. Mentre i perversi porteranno il carattere della bestia, i giusti porteranno quello di Gesù Cristo. È noto che Diocleziano fece un editto analogo nel quale si proibiva ai cristiani di vendere o di comprare, se prima non avessero sacri ficato agli dei (cfr. Lattanzio, De morte persecutorum, XV).
“Viene indicato il numero di un uomo: benché quindi la bestia sia dotata di grande potenza, essa però in sé è debole e fragile, poiché non indica che un uomo”.

9. Angelo Lancellotti, nel commento menzionato, scrive: “Il marchio è il contrapposto del sigillo del Dio vivente con cui sono segnati gli eletti.
Il marchio è lo stesso nome della bestia o meglio il numero del suo nome cioè 666. (…).
Il numero della bestia è 666, un numero d’uomo, cioè fragile debole; infatti, componendosi di tre 6 (cioè 7-1), esso denota imperfezione, incompletezza; indica perciò che la sua dominazione sarà effimera”.

10. Venendo alla conclusione, il marchio della bestia è il sigillo spirituale dell’appartenenza all’Anticristo nel medesimo modo in cui coloro che appartengono a Cristo hanno segnato sulla fronte il sigillo (spirituale) del Dio vivente.
Dell’Anticristo San Paolo dice: “Prima infatti verrà l’apostasia e si rivelerà l’uomo dell’iniquità, il figlio della perdizione, l’avversario, colui che s’innalza sopra ogni essere chiamato e adorato come Dio, fino a insediarsi nel tempio di Dio, pretendendo di essere Dio” (2 Ts 2-4).
La Bibbia di Gerusalemme commenta: “(l’Anticristo) appare come un essere personale, che si rivelerà alla fine dei tempi (mentre Satana di cui è lo strumento, agisce da ora nel mistero), esercitando un potere persecutorio seduttore per l’ultima grande prova qui metterà fine il ritorno del Cristo”.
Come si vede, associare il vaccino contro l’epidemia, che colpisce tutti indipendentemente dalla fede dei singoli, all’opera dell’Anticristo che perseguita i cristiani spegnendo in loro la fede e causando l’apostasia non c’entra nulla.

Volentieri pregherò per te e per la tua famiglia perché il Signore vi dia forza e vi protegga.
Ti benedico.
Padre Angelo

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P.Angelo Bellon op, docente di teologia morale.