“Salvaci, Signore!”, gridarono i discepoli mentre stavano sul punto di affondare per la violenta tempesta che si era scatenata all’improvviso mentre di notte attraversavano il lago.
Il grido dei discepoli veniva dal cuore proprio per la situazione di morte che stavano vivendo. Ecco perché il loro grido può essere chiamato la preghiera del cuore. Molti mi dicono: “Padre, non so pregare. Insegnami a pregare”. Anzitutto la preghiera non è fatta di molte parole. Infatti Gesù dice: “Quando pregate, non moltiplicate le parole”. San Paolo afferma che la vera preghiera é “il gemito dello Spirito”. Sì, è lo Spirito che prega dentro di noi. In ogni situazione, in ogni circostanza e ogni luogo è lo Spirito che ci suggerisce la preghiera del cuore.
Solo chi ha fede si rivolge al Signore gridando. Ma cos’è la Fede? È credere fortemente che Dio ci ama. Ecco perché possiamo gridare verso di Lui credendo che Egli ci ha ascoltato già prima di gridare.
“Salvaci, Signore”, è il grido di chi sta per essere sovrastato dalle onde della tentazione. Di solito questo grido viene rivolto al Signore perché ci salvi dalla sofferenza fisica e dal pericolo della morte. Certo, nessuno ci vieta di pregare perché il Signore ci liberi da queste situazioni di sofferenza e di dolore. Ma il Signore vuole che lo invochiamo soprattutto quando è in pericolo la salvezza della nostra anima. Per esempio, quando ti accorgi che il diavolo ti spinge a odiare chi ti sta facendo del male, grida subito verso il Signore dicendo: “Salvami dall’odio, Signore!”. Con questa preghiera del cuore il diavolo non avrà nessun potere su di te. Il tuo cuore non mediterà vendetta. Rimarrà calmo e tranquillo.
A quale male dell’anima oggi il diavolo ti sta spingendo? Verso il ladrocinio? Verso l’adulterio? Verso il suicidio? Verso la vendetta? Senza la preghiera del cuore affogherai nelle acque mortali della perdizione. Amen. Alleluia.
(P. Lorenzo Montecalvo dei Padri Vocazionisti)


