Il Granellino: (Lc 2,36-40)

il granellino
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Conosco qualche vedova che, morto lo sposo, si è data alla pazza gioia… si cerca sempre qualche amore. Niente di male se il fine di questa ricerca è un amore sano. Conosco molte vedove che, essendo libere da impegni coniugali, come Anna la profetessa, si sono dedicate più seriamente a coltivare la vita spirituale e a compiere opere socialmente caritatevoli.
San Paolo, in una delle sue lettere, esorta le vedove a non contrarre un altro matrimonio, per avere la libertà di dedicarsi maggiormente alle realtà spirituali. Certamente non è facile per le vedove giovani non pensare ad un altro matrimonio perché è difficile vivere senza un amore umano e carnale, ma non è neppure impossibile se si cerca la grazia di Cristo. Se la castità viene vissuta con spirito nevrotico, è meglio sposarsi allora, ovviamente sempre mosse dall’amore. Si può essere casti, ma non puri.
Una mia zia mi raccontava sempre che, da giovane vedova, dovette andare in ospedale. Durante la sua permanenza in ospedale, ci fu un giorno in cui litigó con una suora la cui vita era consacrata agli ammalati. La suora, a dire il vero, non era di sentimenti molto compassionevoli e misericordiosi; cosí un giorno mia zia, con tono di rimprovero, le disse: “Suora, se tu pensi di essere donna di Dio solo perché hai fatto voto di castità, ti sbagli di molto. Io sto vivendo in castità dall’etá di 22 anni, pur non avendo fatto il voto di castità. Mi sposai quando avevo 20 anni e due anni dopo mio marito andó in guerra senza mai piú ritornare a casa. Ed io non ho mai più conosciuto un uomo”.
Morto il marito dopo 8 anni di vita coniugale, non avendo avuto figli, Anna la profetessa, mossa dallo Spirito Santo, si dedicó totalmente alla vita del Tempio, posseduta dall’amore di Dio, che è più forte e più dolce dall’amore umano. Dicono i mistici e le mistiche che il matrimonio con Dio genera una pace e una quiete fisica e spirituale che non si può descrivere con termini umani. É un’estasi d’amore soprannaturale.
Se sei una vedova, come vivi la tua vedovanza? Voglio sperare che tu la viva con spirito di serenità e di pace, senza ribellarti e mormorare contro Dio per questa tua storia di solitudine affettiva.
Mi dispiace molto quando mi si dice: “Padre, che vivo a fare! Da quando mio marito é morto, la mia vita non ha piú senso”. Il senso della vita non é il marito, ma Dio. In Paradiso non ci sará piú marito o moglie, come ha detto Gesù. Amen. Alleluia.
(P. Lorenzo Montecalvo dei Padri Vocazionisti)

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Informazioni su Luciano Del Fico 13873 Articoli
A partire da marzo 2013 un vero e proprio cambiamento comincia nella sua vita, da quel momento comincia per lui una vera conversione. Per ringraziare Gesù dei doni ricevuti, si occupa del sito web della sua parrocchia, poi crea un ebook di preghiere e novene che trovate su Amazon, infine crea Lodeate.it per diffondere la Parola di Gesù!