Il 4 aprile 2021, a Pasqua, sono stato battezzato, cresimato ed ho fat…

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Fonte dell’articolo Amici Domenicani – Autore Padre Angelo Bellon op.

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Quesito

Caro padre Angelo,
sono Alan, o per meglio dire sono Alan Michele, il mio nuovo nome! È passato un anno dall’ultima volta che ci siamo sentiti per mail, tante cose sono cambiate e di tante cose ho da ringraziare al Signore, la più importante senz’altro l’ingresso nella vita cristiana. Infatti il 4 aprile 2021, a Pasqua, sono stato battezzato, cresimato ed ho fatto la mia prima Santa Comunione. Che grande benedizione è questa! 
Intanto ho anche rivelato finalmente la mia fede cristiana alla mia famiglia musulmana. Fede che hanno tollerato, ma di cui sono stati molto preoccupati in un primo momento per la confusione che ha generato la notizia. Tutto sommato superate le incomprensioni hanno accettato la mia fede e dopo qualche giorno tutto è tornato alla normalità ed ora finalmente vivo la mia vita di fede alla luce, senza dovermi più nascondere.
Questo inizio ha segnato uno spartiacque drastico tra la vita che avevo prima e la vita che ho avuto dopo, poiché posso affermare che effettivamente l’uomo vecchio è morto insieme al suo peccato ed è nato un nuovo uomo, pur sempre imperfetto e peccatore, ma nella grazia di Dio; ho potuto notare infatti come per mezzo della grazia sacramentale il peccato mortale sia stato cancellato dalla mia esistenza, e spero che il Signore possa davvero preservarmi fino alla mia morte dal peccato mortale, affinché io possa ripresentarmi a Lui come mi ha creato quel giorno, creatura nuova pura dal peccato.
La ringrazio infinitamente per la pazienza, l’ascolto, la preghiera, e la ringrazio in anticipo per la risposta che mi darà. Chiedo scusa se ho dato l’impressione di essermi rivolto a lei con poca umiltà, ma non sono molto bravo con le parole. Dio la premierà sommamente per l’intero bene e tutto l’amore che lei sta dando alla chiesa. 
Sia lodato Gesù Cristo.


Risposta del sacerdote

Caro Alan Michele,
1. sono contento del grande evento che si è verificato nella tua vita il 4 aprile 2021.
“A quanti l’hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio” (Gv 1,12).
Il Signore ti ha dato la grazia di conoscerlo e la grazia di accoglierlo.
Tutto è grazia. Anche la nostra corrispondenza alla grazia.
La grazia infatti è una realtà di ordine soprannaturale, alla quale le nostre forze umane non sono proporzionate.
Solo la grazia che previene (giustamente i teologi parlano di grazia preveniente) può dare la forza per dire continuamente il nostro sì a Dio.

2. In quel giorno di Pasqua 2021 Dio ha infuso dentro di te un germe della sua vita celeste e soprannaturale e ti ha reso partecipe della sua natura divina (cfr. 2 Pt 1,4).
In quel giorno sei diventato figlio di Dio con tutti i diritti propri del figlio.
Adesso vivi nella sua casa, nella comunione dei santi, nella Chiesa.
E proprio per questo hai la grazia di poter sedere alla sua mensa, come i figli siedono a mensa con i loro genitori.
Presso gli antichi orientali sedere a mensa di un grande significava diventare partecipi del suo stesso potere.
Sedendo alla mensa del Signore, soprattutto nell’Eucaristia e nella Santa Comunione, ti viene dato – tra gli altri beni preziosissimi – anche un certo potere sul cuore di Dio.
Un autore spirituale ha scritto che, dopo essersi seduti a mensa con Dio e avergli esposto i nostri santi desideri, da quel momento Dio non può più governare il mondo senza tenere nella debita considerazione quanto gli abbiamo chiesto di buono e di santo.
Del resto, non fanno così anche i genitori con i loro figli?

3. Chissà quante cose avrai chiesto al Signore nel giorno del tuo Battesimo, che è coinciso con quello della tua Pentecoste (la Confermazione) e quindi con abbondante effusione di Spirito Santo.
È stato anche il giorno della tua prima Comunione.
Santa Teresa di Gesù bambino dice che il Signore non nega nulla ad un bambino nel giorno della prima comunione.
Anche tu eri un bambino appena nato nella vita di grazia quando hai fatto la tua prima Comunione.
Sono certo che il Signore ora sta guidando la tua vita in modo da portare a compimento i desideri che tu gli hai espresso, e che Egli stesso ti aveva sollecitato a domandare.

4. Dobbiamo infatti essere persuasi che Dio suscita in noi il volere e l’operare, come dice San Paolo in Fil 2,13.
Giuliana di Norwich, una claustrale inglese morta nel 1416, attesta che Dio le ha detto: “Io sono il fondamento della tua intercessione. Prima di tutto c’è la mia volontà di darti qualche cosa. Poi, io faccio in modo che tu lo voglia, in seguito, ti spingo a chiederlo e, infine, tu lo chiedi. Come potrebbe accadere che tu non l’ottenga? Tutto ciò che il Signore ci suggerisce di chiedere, egli stesso ce lo ha destinato da tutta l’eternità. Per questo egli è profondamente gioioso quando preghiamo” (Rivelazioni dell’Amore divino, Cap. 44).

5. Anche Santa Teresa di Gesù bambino era del medesimo avviso.
Si legge nella sua autobiografia: “(il buon Dio) mai mi ha fatto desiderare qualche cosa senza darmela” (Storia di un un’anima, 200).
E: “Il Signore è così buono con me che mi è impossibile aver paura di lui, mi ha dato sempre quello che ho desiderato, o piuttosto mi ha fatto desiderare quello che mi voleva dare” (Ib., 329).

6. Forse, nel frattempo, ti sei dimenticato di quello che gli avevi chiesto, anzi, di quello che lui ti voleva dare.
Forse hai visto chiudersi qualche porta, nonostante qualche tua insistenza e ne avrai provato scoraggiamento.
Prova invece a pensare a quello che desideravi nel giorno della tua prima Comunione e alla luce di questo comprenderai come Dio abbia governato e stia conducendo il prosieguo della tua vita.
Facilmente vi troverai una singolare storia d’amore di Dio nei tuoi confronti.

7. Sono contento anche del fatto che i tuoi genitori, sebbene malvolentieri, abbiano tollerato la tua conversione.
Non lo avrebbero fatto se anch’essi non avessero ricevuto la grazia dell’apertura del loro cuore.
Questo fa ben sperare anche per loro.
Come vedi, la grazia che il Signore ha riversato su di te ha fatto del bene anche alla tua famiglia.
Quando sei tornato in casa dopo la celebrazione del Battesimo, della Confermazione e dell’Eucarestia forse hai sentito risuonare dentro di te le parole che il Signore ha detto quando è andato da Zaccheo: “Oggi la salvezza è entrata in questa casa” (Lc 19,9).

8. Questa salvezza continua tuttora ad operare perché, grazie a Dio, da quando sei stato battezzato il Signore non ha mai dovuto abbandonare la tua anima perché ti sei conservato in grazia.
Ebbene, a questo proposito ti chiedo di domandare al Signore con tutte le tue forze di non permettere che il peccato grave faccia breccia nella tua vita.
Forse questa è una delle grazie che hai chiesto al Signore nel giorno del battesimo. Perché hai sentito che in te moriva l’uomo vecchio e nasceva il nuovo che “si rinnova di giorno in giorno” (2 Cor 4,16) suscitando un’attrazione sempre più grande per ciò che hai cominciato a gustare.

9. Sono convinto che il Signore farà di tutto per esaudire il santo desiderio che hai espresso: “Spero che il Signore possa davvero preservarmi fino alla mia morte dal peccato mortale, affinché io possa ripresentarmi a Lui come mi ha creato quel giorno, creatura nuova pura dal peccato”.
Più avanti negli anni potrai toccare con mano quante volte il Signore avrà voluto custodire la siepe di protezione (cfr. Gb 1,10) che in quel giorno ha messo attorno alla tua persona.
Mi auguro che tu, pieno di gratitudine verso il Signore, possa cantare per sempre: “Misericordia Domini quia non sumus consumpti” (È per la misericordia del Signore se non sono caduto, se non sono morto; Lam 3,22).

10. Che tu d’ora in poi possa dire sempre ciò che Papa Giovanni scrisse in un suo quaderno spirituale all’età di ottant’anni quando fece la confessione generale di tutta la sua vita: “La grazia di Dio, sì, la grazia di Dio non permise mai tentazione di debolezza, né caduta alcuna: mai, mai” (Il giornale dell’anima, 11 agosto 1961).

Per questo, mentre ti auguro un radioso cammino di vita in Cristo, ti assicuro la mia costante preghiera e ti benedico.
Padre Angelo

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P.Angelo Bellon op, docente di teologia morale.