Ho paura che i miei peccati carnali possano “incidere” sulla mia vita,…

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Fonte dell’articolo Amici Domenicani – Autore Padre Angelo Bellon op.

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Quesito

Reverendo Padre,
da tempo mi faccio molti scrupoli e dubbi. Sono un giovane e come molti giovani pratico il cosiddetto autoerotismo.
Io non compio questi peccati carnali con l’intenzione di peccare ma perché è il mio istinto a rendermi fragile. Quando pecco però mi sento fragile, mi sento sbagliato e mi pento.
Ho paura che i miei peccati carnali possano “incidere” sulla mia vita, che Dio possa castigarmi facendomi andar male le cose a cui tengo.
È possibile che il Signore ci castighi per esempio facendoci andar male cose importanti come esami scolastici o quello a cui teniamo o è solo una mia suggestione dovuta alla debolezza che sento dopo aver peccato?
Sono molto in difficoltà, la prego mi aiuti.
Grazie.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. il peccato che ti affligge, certo, non è dei più gravi. 
Sono più gravi i peccati commessi per malizia. E questo corrisponde a quanto tu dici: “Non compio questi peccati carnali con l’intenzione di peccare”.

2. Giustamente dici: “È il mio istinto a rendermi fragile”.
“Il mio istinto”, vale a dire l’inclinazione al male che si eredita col peccato originale.
Si tratta tuttavia di un istinto che noi possiamo dominare.
Proprio perché dotati di intelligenza, di volontà e di libertà non ci lasciamo trascinare dagli istinti come avviene per gli animali, ma li guidiamo perché ci possano essere d’aiuto quando ne abbiamo bisogno.

3. Hai aggiunto, anche qui giustamente, che questo peccato ti rende fragile. 
Sì, è un peccato di fragilità, che ti rende ancora più fragile.
Da questa fragilità si esce fuori solo facendo il contrario, ossia con la purezza che dal Magistero della Chiesa viene definita “energia spirituale che libera l’amore umano dall’egoismo e dall’aggressività”.
Come vedi, la purezza o castità è energia spirituale. È tutto il contrario della fragilità.

4. È interessante anche l’altra espressione che hai usato, quando hai detto che dopo questi peccati ti senti “sbagliato”.
Forse non c’è parola più azzeccata di questa. Perché, dopo la momentanea ed effimera soddisfazione, ti senti vuoto, come uno che ha perso qualcosa.
E in realtà perdi molte cose, in primis la grazia di Dio, che ti fa essere tempio dello Spirito Santo ed è nello stesso tempo una siepe di protezione.

5. Scrivi poi: “Ho paura che i miei peccati carnali possano “incidere” sulla mia vita, che Dio possa castigarmi facendomi andar male le cose a cui tengo”.
Ebbene, come ho detto molte volte, Dio non castiga. È amore puro ed è tenerezza infinita nei confronti di tutti, anche dei peccatori più induriti.
Gesù ha detto: “Amate invece i vostri nemici, fate del bene (…) e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi” (Lc 6,35) e “affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti” (Mt 5,45).

6. Ma con il peccato è come se mettessimo una barriera tra noi e Dio e impedissimo alla sua tenerezza di raggiungerci.
Il peccato è distruzione di quella siepe (cfr. Gb 1,10) che il Signore ci ha messo attorno per essere protetti da molti mali e principalmente dal nostro avversario che, quando viene, “viene per rubare, per distruggere e per uccidere” (Gv 10,10).

7. La domanda che hai posto fa pensare che tu abbia dedotto dalla tua stessa esperienza che talvolta dopo certi peccati pare che ti manchi la benedizione del Signore.
Posso rispondere: sì, è vero. Non però perché Dio castighi, ma perché tu ti sottrai alla sua benedizione.
Il senso di timore che ti assale nasce di qui.
Sii certo di questo: Dio continua ad amarti sempre come figlio carissimo.
Da parte tua, però, cerca di non sottrarti alla sua benedizione.

8. Per questo ti esorto ad essere puro perché la purezza ti rende particolarmente gradito a Dio il quale, proprio per questo, sovrabbonda con la sua benevolenza.
L’aveva ben capito Santa Caterina da Siena quand’era ancora una ragazza. Anzi, potrei dire una bambina.
Aveva bisogno di una grazia molto grazia inestimabile. Per ottenerla si rivolse alla Madonna che non nega nulla neanche ai peccatori, perché sono sempre suoi figli carissimi.
E sapendo che a Dio piace la purezza, per ottenere quella grazia si determinò a vivere nella maniera più pura possibile.
Scrive il suo confessore, il beato Raimondo da Capua: “Ma se fai attenzione al modo con il quale domanda, vedrai chiaramente che la sua preghiera, stante la legge divina, non può riuscire senza effetto.
Infatti si prepara a ricevere quello che vuole ottenere, rimuovendo ogni ostacolo non solo in vista del tempo presente, ma anche in vista del tempo futuro, e si riveste per sempre del manto della purità cosa cara al Signore dal quale la richiede” (Vita di Santa Caterina da Siena, n. 37).

9. Fai anche tu così.
Preparati a ricevere tutte le grazie anche di ordine temporale mediante la purezza.
Dio ama i puri di cuore, perché con la loro anima limpida si dispongono a stare uniti a Lui e a permanere nella verità.

Assieme a questo dono così grande, ti auguro anche un sereno e Santo Natale, ti benedico e ti ricordo volentieri nella preghiera. 
Padre Angelo

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P.Angelo Bellon op, docente di teologia morale.