Ci sono due troni di gloria: uno si poggia sulla sabbia e un altro sulla roccia. Il trono che si poggia sulla sabbia è la gloria umana. È piacevole comandare. È piacevole farsi servire. È piacevole guardare gli altri dall’alto in basso. È piacevole farsi lavare i piedi. È piacevole essere al centro dell’attenzione. È piacevole stare lontano dai poveri e vivere in mezzo a mille comodità. È piacevole essere in prima pagina della cronaca quotidiana ed essere applauditi da tutti. Cosa non si fa per arrivare a sedersi sul trono della gloria umana.
Conosco persone che hanno venduto l’anima al diavolo pur di sedersi sul trono della gloria umana. Questo tipo di prostituzione è praticato non solo nel mondo laico ma anche in quello ecclesiale.
Fino a quando il trono della gloria umana è in piedi comunica un indicibile piacere all’uomo, ma quando finisce il tempo della gloria sono dolori sia in terra che dopo la morte.
Ho conosciuto uomini e membri del clero i quali, quando è finito il tempo della gloria umana sono stati sopraffatti da un grande spirito di depressione e si sono imbottiti di psicofarmaci.
Il trono della vera gloria è fondato sull’amore, ma non sull’amore virtuale. L’amore, se non è concreto, non è amore. L’amore concreto ha un nome: servizio.
Portare il cibo a una famiglia povera è servire. Dare in affitto la tua casa a una famiglia povera senza chiedere un fitto esorbitante è servire. Ospitare un forestiero a casa tua è servire. Visitare e curare un ammalato è servire. Svolgere il tuo lavoro con serietà è servire.
Servire è sedere sul trono della vera gloria per sempre. È la gloria che Gesù, il Re dei re, dà e darà a quelli che servono con gioia gli emarginati della società: “Venite, benedetti dal Padre mio, ricevete il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo”.
Se oggi sei seduto sul trono della gloria umana, scendi subito, prima che cadi rovinosamente. Amen. Alleluia.
(P. Lorenzo Montecalvo dei Padri Vocazionisti)


