Gli Evangelici e lo Spirito Santo

Gli Evangelici pentecostali contro l’invocazione allo Spirito Santo: vera e propria ignoranza sulla Trinità 

Il problema di base del mondo evangelico è che impiega la Bibbia come l’unica fonte di ogni verità ed azione spirituale, senza che gli Evangelici pentecostali siano capaci di attingere fino in fondo ad una corretta decodificazione. Questo perché la vera esegesi biblica risiede nella Tradizione e senza la Chiesa Cattolica Romana, senza una comunità che nei secoli abbia guidato e dato la giusta interpretazione, si rischiano sempre imprecisioni e ancor peggio gravi pericoli spirituali per la salvezza.

Non è necessario che la Bibbia insegni letteralmente la necessità di pregare lo Spirito Santo, perché chi cerca questi inutili dettagli non ha capito nulla della Rivelazione che Cristo ha portato al mondo e non conosce veramente Dio Trinità.

Bisogna sempre tenere in considerazione che chi invoca e prega Dio prega anche lo Spirito Santo, basta guardare come pregavano i primi cristiani per comprendere come lo Spirito Santo agisca in ogni cosa e sia sempre presente.

Negli atti degli Apostoli nel capitolo 4 : “Dopo che ebbero pregato, il luogo dove erano riuniti, tremò; e tutti furono riempiti dello Spirito Santo, e annunziavano la Parola di Dio con franchezza.” Ecco come si può comprendere che lo Spirito Santo alberghi in noi quando s’invoca Dio, quando lo si prega, questo proprio perché è la terza persona della Trinità.
Il Vangelo di Luca ci dice : “Se voi, dunque, che siete malvagi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!” (Lc 11, 13).

Non è questa preghiera allo Spirito Santo? Certo! Gesù insegna a domandare al Padre lo Spirito Santo, affinché la preghiera non sia soltanto vuota e parolaia, ma che agisca in profondità ed unisca il nostro spirito con Dio. Da evidenziare nuovamente questa parte del Vangelo di Luca “quanto più il Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!”, in cui è rilevante quanto lo Spirito Santo sia il dono che viene nel cuore dell’uomo insieme alla preghiera.

Quindi, se preghiamo veramente, lo Spirito ci ha raggiunto: quando ci proponiamo di pregare già c’è lo Spirito Santo. 

La vera preghiera è per il cristiano un’esigenza quanto il respirare, è il bisogno che l’anima ha di conoscere Dio e di farsi guidare da Lui.

Dio opera nella vita dell’uomo per mezzo dello Spirito Santo e il Vangelo ce lo insegna chiaramente quando Gesù dice:  “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”  (Gv 14, 23). Questo dimorare nel cuore dell’uomo è lo Spirito Santo, che prende possesso dell’anima e la guida sempre più ad una perfezione di santità.

Non a caso Gesù insegnò che : “Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto” (Gv 14, 26).

E’ evidente che ogni serio cristiano comprende quanto sia importante pregare lo Spirito Santo, perché è proprio Lui che ci insegna, che ci porta l’insegnamento completo di Cristo.

Non necessita che la Bibbia ci dica testualmente “dovete pregare lo Spirito Santo”, in quanto fare vera esegesi significa proprio comprendere nella Sacra Scrittura il vero significato e gli inviti che Dio ci rivolge. La Bibbia abbisogna d’interpretazione, non è un romanzo che si legge in modo piatto, ma presenta abissi di sapienza e a volte complesse chiavi interpretative che richiedono studi approfonditi per essere comprese. Inoltre, la Bibbia richiede di preghiera costante perché, appunto, è per mezzo dello Spirito Santo che l’uomo deve avvicinarsi alla Parola di Dio per non rischiare di travisarla.

La Chiesa è il luogo primario dove si è tramando e definito il dogma trinitario, pertanto, l’invocazione allo Spirito Santo fa parte integrante della vita dei fedeli in ogni sua azione.

Ricordiamoci che tutto è fatto anche nello Spirito Santo, che è la terza persona della Trinità, e sappiamo che dal rito del Battesimo in poi ogni azione liturgica è fatta nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo.

Non comprendo, quindi, la contestazione degli Evangelici trinitari che, anche loro come i cattolici, credono nella Trinità e di conseguenza nell’azione che lo Spirito compie, accompagnando l’intera esistenza del credente. Proprio perché questa verità è radicata nella fede a partire dalla Rivelazione di Gesù, la Chiesa nel tempo ha elaborato molte preghiere ed invocazioni allo Spirito Santo, che guida il fedele nell’azione della Grazia divina e portando questi doni spirituali alla Chiesa intera.
E’ veramente fuori da ogni logica cristiana la confutazione degli Evangelici sull’invocazione allo Spirito Santo, poiché lo Spirito Santo è Dio.

Cosa si dovrebbe giustificare nell’invocare Dio? 

Anzi, proprio i Pentecostali pongono in rilevanza lo Spirito Santo che agirebbe tra i fedeli come un secondo Battesimo con il dono delle lingue, del riposo nello spirito ecc… Quindi, è assurdo che certe rimostranze vengano proprio dagli Evangelici. Probabilmente non conoscono bene nemmeno lo stesso dogma trinitario, che è alla base anche delle Chiese Riformate, Luterane ed Anglicane e di riflesso anche alla gran parte delle Chiese Evangeliche.

L’originale greco del testo di Matteo, per esempio, dove viene detto di andare a battezzare tutti nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo utilizza una sintassi che evidenzia già la comprensione delle persone che compongono la Trinità, essendo scritta con un pronome personale maschile. Abbiamo il termine Trinità già poco dopo l’anno 100 in un’enciclica di Papa Alessandro I. In questa verità, così difficile da afferrare per la mente umana, possiamo ben dire che lo Spirito Santo stesso ha aiutato e non poco il fedele a riconoscere questa verità. 

Chiunque di noi preghi od invochi Dio, non fa altro che pregare Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito Santo. Chi non coglie questa circostanza non può nemmeno chiamarsi cristiano. Dio è Trinità e non è difficile comprendere che è Uno e Trino, ergo, è anche Spirito Santo.

Il dogma trinitario fu affrontato da subito nella Chiesa primitiva proprio per eliminare le eresie che già si diffondevano, dato che esse volevano negare questa verità.

Quando Gesù nel Vangelo di Giovanni afferma: “io e il Padre siamo una cosa sola” (Gv 10,30), fa comprendere come le tre persone e anche lo Spirito Santo, il Paraclito citato molte volte nel Nuovo Testamento, siano tre nell’unità.
Sempre Giovanni ci ricorda queste parole di Gesù: “Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà” (Gv 16,12-15).

Anche qui, Gesù parlando dello Spirito Santo, svela quel profondo mistero trinitario e può affermare che prenderà da loro, da Lui e dal Padre (che sono uno cosa sola) per portare la Verità ai credenti. Lo Spirito Santo è, dunque, fatto della stessa sostanza del Padre e del Figlio. 

Come il Catechismo ci insegna abbiamo un solo Dio composto di tre persone uguali e distinte. Ecco che nel mistero trinitario non hanno alcun senso le obiezioni degli Evangelici.
Ogni volta che nella Bibbia si invoca Dio – vale anche per l’antico Testamento, se pur gli Apostoli ancora non lo comprendevano – si invoca per di più lo Spirito Santo. Ritorno a dire che ogni volta che si prega Dio si sta pregando anche lo Spirito Santo ecc… E la stessa cosa vale anche per Gesù – Dio, Figlio di Dio generato e non creato della stessa sostanza del Padre e fatto carne per la nostra salvezza.

Da dove nasce questo equivoco da parte degli Evangelici? 

Gli Evangelici, come tutte le chiese protestanti, battono sempre ed esclusivamente sul Sola Scriptura, poiché esse non hanno una Tradizione e mai potranno averla: è come se un figlio illegittimo volesse ad ogni modo entrare in possesso delle proprietà di famiglia, in cui può utilizzare ogni artificio, ma mai potrà dimostrare che geneticamente è figlio legittimo giacché i fatti, le prove, lo smaschererebbero all’istante.

Questa è la ragione primaria che spiega perché il concetto di Sola Scriptura si sia diffuso così tanto, altrimenti nessuno, esclusa la Chiesa Cattolica Romana, avrebbe avuto ragione di esistere. Gli Evangelici non hanno successione apostolica, non hanno storia e Tradizione, di fatto sono tagliati fuori da ogni seria considerazione di poter rappresentare realmente la volontà di Cristo sulla terra.

Sono chiese e realtà umane che non possono salvare. La Chiesa Cattolica Romana lo può fare e non perché sia più bella, più brava, più potente delle altre, ma soltanto perché è Cristo che l’ha scelta e voluta altrimenti sarebbe alla pari di tutte, una semplice istituzione umana. “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda” (Gv 15, 16), dice Gesù.

Deborah Cotrufo

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Informazioni su Deborah Cotrufo 12 Articoli
Laureata in Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Brera ho iniziato ad avvicinarmi alla fede cattolica attraverso l'arte, ma senza vera devozione, che ho riscoperto da un anno grazie a un cammino di conversione.