FarodiRoma – Francesco e il matrimonio dei giovani. Saper trasformare il sogno in impegno

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Durante la veglia di preghiera di sabato pomeriggio a Roma con 70.000 giovani il Papa parla di sogni. Dice di sognare in tutti i sensi. Non si riferisce solo alle vocazioni al celibato presenti nella Chiesa, ma anche al matrimonio. Una ragazza racconta di essere certa di avere incontrato l’amore della vita, la persona con cui impegnarsi per sempre e con cui costruire, ma di sentire come un peso i consigli saggi dei grandi che le dicono: prima laureati, prima trova lavoro, prima, prima.
“L’amore è la vita e se viene oggi perché debbo aspettare tre, quattro, cinque anni per farlo diventare stabile? Aiutate i ragazzi – dice il Pontefice rivolgendosi ai genitori con figli che si stanno avvicinando al matrimonio – a mostrare quella carta d’identità nuova del loro amore. Il nemico è non solo aspettare ma anche fare la doppia vita, così l’amore si perde, se ne va. Il vero amore deve essere sincero, generoso. Devi mettere tutta la carne sulla grigliata, come diciamo in Argentina”.
Se i sogni informano l’autenticità della nostra esistenza allora dobbiamo seguirli con radicalità perché l’amore è questo “sì, sì”, “no no”: l’amore è qualcosa che non conosce le prudenza umana ma confida nella propria forza e pretende totalità.
Avviene nel giorno di santa Chiara e a me torna in mente la santa che ritenne un privilegio la richiesta della povertà per il proprio ordine, mi torna in mente San Francesco che si sveste e rifiuta ogni regola che non sia il dettato del Vangelo stesso. In questo modo l’amore è semplice ma integrale, autentico, nucleare, senza compromessi.
Per vivere dei propri sogni bisogna lasciar volare l’artista che c’è dentro ciascuno di noi. È tipico degli artisti seguire il proprio cammino senza pensare alle priorità economiche e dando poco spazio ai consigli “prudenti” degli esperti. Vivere sognando significa mettere a carica ideale dell’artista non solo nel lavoro ma anche nelle relazioni di amicizia o di amore.
Certo bisogna far maturare i sogni ma anche e, soprattutto, viverli per evitare una gioventù in pensione, anestetizzata: che magari non sbaglia e non fa paura ma è morta dentro. Invece, la gioventù che ha in mente papa Francesco, deve esser trasgressiva, attiva, propositiva; inseguire i sogni senza se e senza ma con la convinzione di chi sa dove è il tesoro del proprio cuore e vuole raggiungerlo ad ogni costo.
Naturalmente il Papa non sta incoraggiando a una vita da “Va’ dove ti porta il cuore” ma, spinto ad adottare il linguaggio dei giovani, dà benzina all’entusiasmo, esorta all’assenza di compromessi, ciò non significa che parli loro di sposarsi senza le opportune premesse economiche e culturali, né che spinga a seguire ogni cotta. Il Papa è il primo che spinge a discernere l’amore vero dall’infatuazione emotiva. Sposarsi presto e subito significa trasformare il sogno in impegno. Capire che se credo davvero di avere un tesoro tra le mani allora vale la pena vendere tutto per comprarlo. Il rischio non spinge ad essere avventati ma ad essere costruttivi. Per questo Francesco sottolinea con forza l’importanza di investire nell’amore vero e non in quello “travestito da amore”. Vuole infondere fiducia ai 70.000 presenti sapendo che i giovani sanno riconoscere l’amore vero perché dentro di loro hanno quella sete di Verità e di Bene che il Signore ha posto nel cuore di ogni uomo.

Tratto da FarodiRoma

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