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Venezuela. Dal 26 maggio 2026 forti piogge si sono abbattute sullo Stato di Amazonas a sud del Venezuela, provocando l’esondazione del fiume Orinoco, che ha completamente sommerso le case e le terre degli indigeni, distruggendo i raccolti utili al sostentamento quotidiano delle famiglie.
L’Ispettrice dell’Ispettoria San Giovanni Bosco (VEN), suor María Eugenia Ramos Rangel, descrive così la situazione:
“In questi ultimi giorni stiamo vivendo una situazione molto difficile nel Paese, in particolare nello Stato dell’Amazonas, nella zona dell’Alto Orinoco, dove abbiamo due Comunità FMA. Una delle Case di missione si trova a La Esmeralda, ed è costituita da tre FMA e tre SDB. È il capoluogo dell’Alto Orinoco e lì abbiamo una casa famiglia, accanto a quella dei Salesiani, per bambini e giovani delle comunità vicine, di varie etnie, ma principalmente Yekuana. Abbiamo anche una scuola media e superiore, l’unica scuola di tutto l’Alto Orinoco. La Esmeralda è un paese piuttosto popoloso, il più stabile della zona. Vi passa molta gente, dato che si trova vicino al confine. Quest’anno l’inverno è stato molto rigido, ma mai in questo mese l’acqua aveva raggiunto livelli così alti.
Praticamente tutte le case sono allagate. I conucos (coltivazioni di manioca, platano, banana e zucca), dove gli indigeni coltivano la terra e producono il loro sostentamento principale, sono stati distrutti; inoltre, in questa situazione non possono pescare, quindi per questa popolazione si prospetta una grave carestia, oltre alle malattie.
Diverse famiglie ci hanno chiesto rifugio nella missione e di poter mettere al sicuro i loro beni. Un’altra conseguenza molto grave è l’allagamento della pista di atterraggio: è stato vietato l’arrivo di qualsiasi aereo civile. Possono atterrare solo quelli militari, il che rende molto difficile la mobilità dei Salesiani e la possibilità di trasferire anziani o malati. Le piogge non cessano, soprattutto di notte e nelle prime ore del mattino. Molte famiglie hanno dovuto evacuare tutto e chiedere ospitalità ad altre famiglie che vivono nella parte alta della comunità, mentre altre hanno chiesto ospitalità presso la missione salesiana.
La missione infatti – dove abbiamo le case famiglia, la scuola, la parrocchia – non è allagata perché si trova a una certa distanza dal fiume e abbastanza in alto. Per ora non c’è pericolo di allagamento, ma i dintorni sono allagati.
L’altra Casa di missione è Mavaca, dove pure ci sono tre FMA e due SDB. Lì abbiamo la scuola principale di tutta quella zona, più le scuole distaccate nelle comunità indigene vicine. Abbiamo anche la mensa scolastica, la watota, ossia l’impresa autogestita che le suore gestiscono con le donne indigene, dove cucinano, realizzano amache, zanzariere e vestiti per i bambini e le donne. Qui si lavora solo con le etnie Yanomami che con le piogge hanno perso i loro shaponos (case), i loro orti e hanno dovuto addentrarsi nella foresta. Di conseguenza si prospetta una grande carestia, oltre al pericolo di malattie. La missione dove si trovano le case degli SDB e delle FMA, oltre alla scuola e alla chiesa, è completamente allagata.
Sebbene la speranza ci dia sempre coraggio, in realtà le piogge continuano senza sosta e se ne prevedono altre per questo mese e per il prossimo. Molte famiglie soffrono, soprattutto perché hanno perso tutto: il lavoro di un intero anno è andato in fumo, i campi sono sommersi dall’acqua e questo comporta la perdita totale della manioca e delle banane, che costituiscono l’alimento fondamentale per questa zona indigena.
I danni causati da Madre Natura sono ingenti e si prospetta una carestia, poiché l’economia comunitaria si basa sullo scambio o sul baratto di prodotti con i raccolti dei campi. Le famiglie soffrono per questa catastrofe e implorano Dio che le piogge cessino, che il fiume torni nel suo alveo e che così, con forza e speranza, possano rialzarsi per riseminare la terra”.
L’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice offre sostegno concreto all’Ispettoria VEN e alla popolazione e conta sulla generosità e la solidarietà di tutti. È possibile inviare contributi e offerte nelle modalità indicate sul Sito web dell’Istituto FMA, designando nella causale Emergenza Venezuela.





