Ecco una buona pista per conciliare la libertà dell’uomo e la prescien…

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Fonte dell’articolo Amici Domenicani – Autore Padre Angelo Bellon op.

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Quesito

Caro padre Angelo 
In questi ultimi tempi mi sto dedicando allo studio della filosofia, e dopo aver approfondito la Gnoseologia e la Logica, sono al momento concentrato sull’Ontologia. Alla fine del trattato sulla dimostrazione dell’esistenza di Dio, mi è sorta una domanda sul Libero Arbitrio che ho cercato di risolvere nel seguente modo. 
Data l’evidenza dell’esistenza del Libero Arbitrio (è evidente infatti che noi siamo liberi di amare o meno il Signore), come tentare di spiegare a chi crede nella predestinazione che in realtà è in errore. Ho posto così la mia risposta.
È vero che Dio tutto sa e conosce fuori dal tempo, in quanto se la sua conoscenza si perfezionasse nel tempo Egli non sarebbe più infinito, ma questa Sua conoscenza, che riguarda anche la nostra ultima fine, non intacca minimamente il nostro modo di agire. 
Dio provvede affinché ogni essere sia posto nelle condizioni perché possa salvarsi, ma spetta all’uomo compiere il suo percorso. Egli ci dà i mezzi e le condizioni a noi possibili per affrontare il viaggio, già sapendo come si concluderà tale viaggio, ma questo a noi non intacca minimamente. Infatti se per assurdo sapessimo il nostro destino (e questo secondo me andrebbe a cozzare con la finitezza del nostro essere) dovremmo comunque metterci in moto e salvarci con le opere poiché la ignavia e l’ozio non ci salverebbero affatto (e quindi oltretutto in realtà avremmo una conoscenza erronea del nostro destino).
La mia fede mi porta a credere senza farmi troppe domande e so perfettamente che ci sono delle Verità dogmatiche a cui solo la fede può dare risposta. Non so se anche questo può essere il caso, ma se tale non fosse, se la ragione ci può aiutare a capire meglio e soprattutto a far capire meglio allora, mi dica lei se il mio ragionamento può essere corretto o se va senz’altro perfezionato. 
La ringrazio per quello che fa perché è consolazione e sostegno per molti. 
Nella speranza che sia riuscito ad esprimere al meglio il mio pensiero.
La ringrazio e la terrò sempre nelle mie preghiere.
Tommaso 


Risposta del sacerdote

Caro Tommaso, 
1. sono molti quelli che si pongono il problema di come si possa conciliare la libertà dell’uomo con la prescienza di Dio.
Come rilevi tu stesso, Dio conosce dall’eternità quale sarà la nostra fine eterna. La conosce da sempre, prima ancora che noi fossimo creati.

2. Probabilmente una buona pista per risolvere questo problema è la seguente: partire da quello che l’uomo vuole piuttosto che dalla prescienza di Dio.
Perché quello che l’uomo vuole, è voluto o permesso anche da Dio.

3. Questa è la grande dignità dell’uomo creato ad immagine e somiglianza sua.
L’ha lasciato libero.
Dall’eternità ha visto le scelte dell’uomo e per rispetto alla volontà dell’uomo vuole o permette quello che l’uomo vuole.

4. Avviene qualcosa di analogo a quanto il Signore ha promesso a San Pietro e agli apostoli.
A San Pietro a detto: “Tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli” (Mt 16,19).
Agli apostoli, Pietro compreso, ha detto: “In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo” (Mt 18,18).

5. Con questa differenza però: mentre nel caso di san Pietro e degli apostoli Dio interviene con la sua particolare protezione per il bene di tutta l’umanità perché non insegnino nulla che possa portare gli uomini alla perdizione, a noi invece lascia la possibilità di sbagliare e anche di opporsi a lui finché vogliamo.
Questa possibilità l’ha lasciata per la loro condotta personale anche agli apostoli e ai loro successori.
Anche i papi e i vescovi possono tradire il Signore ed essere la causa della sua rinnovata condanna morte.
Il Signore, che dall’eternità ha visto tutto questo, ha sottoscritto che lo facessero. Perché quello che gli uomini vogliono, lo sottoscrive, e cioè lo permette (nel caso del male); lo vuole e lo benedice quando vogliono il bene.

6. Se guardiamo alle cose da questa prospettiva, che è diversa da quella in cui comunemente ci si pone, tutto diventa più semplice e più comprensibile.
Da una parte mostra la grandezza e la dignità dell’uomo, e dall’altra la magnanimità e il rispetto che Dio ha per una creatura che per sua libera decisione ha voluto renderla simile a sé nella libertà.

7. Giustamente tu dai per indiscutibili due cose: la prescienza e la libertà di Dio e la libertà dell’uomo.
Fatte queste due affermazioni, che certamente sono esatte, concludi che il resto lo lasciamo alla comprensione della fede.
Possiamo benissimo fare così.
Ma possiamo anche fare il tentativo che ti ho presentato. Mi sembra percorribile e ugualmente giusto.

Ti ringrazio molto per quello che hai scritto affettuosamente al termine della tua mail.
Contraccambio anch’io di cuore con l’augurio di ogni bene.
Ti benedico e ti ricordo volentieri nella preghiera.
Padre Angelo

convertirsi.

Ti accompagno con la mia preghiera e ti benedico.
Padre Angelo

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P.Angelo Bellon op, docente di teologia morale.