È vero che prima della fine del mondo il Signore nascerà di nuovo? – A…

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Fonte dell’articolo Amici Domenicani – Autore Padre Angelo Bellon op.

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Quesito

Caro Padre Angelo,
mi scuso per l’orario poco consono, ma desidererei una grande illuminazione circa la venuta di Cristo: è capitato che mia madre entrasse in un gruppo privato di preghiera dove venivano trattati tematiche sull’Apocalisse con un frate e una suora. Questo Frate ci disse che Cristo si rivela in due tappe, tramite una seconda nascita terrena in quanto egli pensa che Lui nasca da una famiglia normale e inizi poi a predicare come Gesù di 2000 anni fa. E poi la seconda e ultima tappa è quella che conosciamo tutti ovvero il Signore che si manifesta dal cielo (ma lì sarebbe ormai troppo tardi). Sono in dubbio… Io non sapevo che Gesù ridiventasse Dio incarnato e cominciasse di nuovo a predicare sulla Terra.
Ha addirittura aggiunto che Egli sarebbe già nato e già sta iniziando a predicare in qualche paese. Ma è vero la cosa su una ipotetica nascita dapprima terrena oppure è menzogna?
La prego, ho bisogno seriamente di sapere questa Verità che mi è nuova e mi suona pure falsa.
Erika


Risposta del sacerdote

Cara Erika,
1. quanto hai sentito, e cioè che Gesù si reincarnerebbe una seconda volta prima della fine del mondo, non solo non ha alcun fondamento nella divina rivelazione, ma è contrario anche alla verità sulla sua risurrezione.
Dal momento che il Signore è risorto, è sempre con noi. Non ha dunque bisogno di nascere di nuovo.

2. Propriamente parlando, Gesù non tornerà neanche alla fine del mondo perché vi è sempre rimasto.
Il verbo tornare dà l’idea che non sia più con noi, che sia assente, mentre il Signore rimasto: “Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20).
Per questo tanto nella Sacra Scrittura quanto nella liturgia della Chiesa non si parla di ritorno ma più precisamente di venuta.
Gesù è “Colui che è, che era e che viene” (Ap 1,4).

3. Gesù è venuto una prima volta nell’umiltà della carne.
Si parla di umiltà perché il suo corpo, in tutto simile al nostro, nascondeva la sua divinità.
Inoltre il suo corpo è stato soggetto a tutte le limitazioni seguite al peccato originale, in particolare alla sofferenza e alla morte.
E sebbene con la sua risurrezione sia ormai glorificato, tuttavia noi non lo vediamo.

4. Verrà una seconda nello splendore della sua gloria alla fine del mondo.
È la cosiddetta parousia (parusia), che significa proprio venuta.

5. In un documento della commissione teologica internazionale si legge: “Nel Nuovo Testamento alla risurrezione dei morti viene attribuito un momento temporale determinato. Paolo, dopo aver enunciato che la risurrezione dei morti avrà luogo per Cristo e in Cristo, aggiunge: «Ciascuno però nel suo ordine: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo». 
Viene indicato un avvenimento concreto come momento della risurrezione dei morti. La parola greca parousia significa la seconda venuta, ancora futura, del Signore nella gloria, diversa dalla prima venuta in umiltà: la manifestazione della gloria (cf. Tt 2,13) e la manifestazione della parusia (cf. 2Ts 2,8) si riferiscono alla medesima venuta.
Lo stesso avvenimento viene espresso nel Vangelo di Giovanni (6,54) con le parole «nell’ultimo giorno» (cf. anche Gv 6,39-40).
La medesima connessione di avvenimenti si ha nella vivace descrizione della lettera 1Ts 4,16-17 ed è affermata dalla grande tradizione dei padri: «Alla sua venuta tutti gli uomini risorgeranno»” (Problemi attuali di escatologia, 1990, 2,1).

6. Pertanto l’affermazione che Gesù dovrebbe nascere di nuovo è del tutto errata e fuorviante.
Rimani nella fede che professi ogni domenica quando reciti il credo insieme con la comunità cristiana.

Ti benedico e ti ricordo nella preghiera-
Padre Angelo

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P.Angelo Bellon op, docente di teologia morale.