È vero che nella Messa della domenica non si deve dire il nome del def…

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Fonte dell’articolo Amici Domenicani – Autore Padre Angelo Bellon op.

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Quesito

Caro Padre Angelo,
è vero che nella Messa della domenica non si deve dire il nome del defunto?
La saluto e che Dio la benedica.


Risposta del sacerdote

Carissimo, 
1. innanzitutto va detto che non è proibito menzionare il nome del defunto.
Questo di suo è già importante perché vuol dire che qualora si menzionasse il nome del defunto non si va fuori strada.

2. In alcuni calendari liturgici, fatti soprattutto per i sacerdoti perché si regolino nella celebrazione della Messa a seconda del tempo liturgico, delle feste, dei riti e delle letture da proclamare, viene detto di non pronunciare il nome del defunto nelle messe domenicali.
Il motivo è semplice: per non dare l’impressione che si tratti della Messa di qualcuno, per un’intenzione particolare.
Mentre, soprattutto di domenica, la Messa è celebrazione fatta da tutta la comunità cristiana e a beneficio di tutta la comunità.

3. Il ragionamento è valido.
Tuttavia va ricordato che è vero anche il contrario, perché quando si celebra una Messa esequiale presente il cadavere del defunto, il sacrificio di Cristo non viene offerto solo per lui, ma per tutta la Chiesa, per tutto il mondo.

4. A questo proposito i teologi distinguono vari frutti del sacrificio eucaristico.
Vi è un primo frutto, detto generale, che va a beneficio di tutta la Chiesa, anzi di tutta l’umanità viva o defunta.
Vi è un secondo frutto, detto speciale, che va a beneficio dei presenti. Il sacrificio eucaristico infatti viene reso presente per comando di Cristo proprio a beneficio degli uomini nel corso del tempo e in particolare di quelli che sono presenti. Tra l’altro si può essere presenti in tanti modi, anche cooperando per la celebrazione del sacrificio sebbene non si possa essere materialmente presenti.
Vi è un terzo frutto, detto specialissimo, di cui fruisce il sacerdote che durante la celebrazione agisce in persona Christi e cioè identificandosi con il Signore.
Vi è un quarto frutto, detto ministeriale, e va a beneficio di una determinata persona, viva o defunta. Questo frutto viene giustificato così: come non solo è lecito, ma anche è giusto e doveroso pregare per una determinata persona e per le sue necessità, pur sapendo che la preghiera di uno va a beneficio di tutta la Chiesa e di tutto il mondo, così è giusto celebrare la Santa Messa e rendere presente il sacrificio di Cristo per applicarne il frutto di redenzione e di espiazione per una determinata persona.
Non si toglie nulla al frutto generale o speciale o anche specialissimo. Ma si offre il frutto del sacrificio di Cristo in particolare per una persona perché questa l’ha chiesto, anche con la volontà di unirsi con un sacrificio personale al sacrificio di Cristo. È questo il significato dell’offerta che viene data al sacerdote quando gli viene chiesto di celebrare una Messa per una particolare intenzione.

5. Allora non è sbagliato menzionare il nome di un defunto anche in una Messa domenicale.
Anzi, va osservato che se si ascolta la voce della gente, in genere tutti sono contenti di sentire menzionare il nome del defunto. Non sono contenti solo i parenti e gli amici, ma anche gli astanti per i quali sentire menzionare una persona conosciuta con la quale si sono condivise molte cose è la stessa cosa che renderli maggiormente partecipi nella preghiera.
Questo soprattutto nelle comunità parrocchiali dove la gente si conosce o anche in quelle non parrocchiali abitualmente frequentate dai medesimi fedeli.

6. Va da sé che è fuori posto menzionare o anche per celebrare la Messa per un defunto in determinate circostanze, come la Messa di mezzanotte a Natale, in cena Domini il giovedì santo o nella veglia di Pasqua.
In questi casi il sacerdote deve destinare il frutto ministeriale per la sua comunità, e in particolare per i presenti.

7. In ogni caso se il sacerdote non intende pronunciare il nome del defunto durante la celebrazione domenicale, fa bene ad avvisare in partenza chi fa celebrare la Santa Messa per evitare che la celebrazione lasci un senso di delusione in coloro che vi hanno partecipato. La menzione del nome dà un senso di particolare presenza della persona cara.
Si dirà: è presente ugualmente. 
Sì, è vero, ma è anche vero che la Liturgia viene celebrata con tanti segni che hanno un loro preciso significato. 
Ce l’ha anche quello del nome e la gente lo comprende molto bene.

Ti auguro ogni bene, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo

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P.Angelo Bellon op, docente di teologia morale.