Dopo tante derive e ricordando l’esempio luminoso di mia nonna desider…

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Fonte dell’articolo Amici Domenicani – Autore Padre Angelo Bellon op.

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Quesito

Caro Padre Angelo,
mi presento: sono una pecorella smarrita che è stata lontano da Dio per troppo tempo.
Sono nato in una famiglia Cattolica, con dei nonni particolarmente devoti, anche se tre sono morti prima che potessi pienamente conoscerli; l’unica nonna con la quale sono cresciuto era una fervente fedele devota alla pratica del Santo Rosario e all’appuntamento con la Santa Messa a cui andava tutti i giorni che poteva.
Io fin da quando ero piccolo ho visto Dio e la religione con amore da un lato perché affascinato da Dio e dal sacro (mi sono sempre piaciute le lettere della Bibbia e le lezioni di religione), dall’altro trovavo lo stare con lui (la Santa Messa, la comunione previa confessione, la recita delle preghiere) come un’imposizione dei miei che io dannato ribelle cercavo di evadere e rifuggire appena possibile preferendo andare a dare due calci ad un pallone con i miei amici.
Dopo gli 11 anni una volta fatto la prima comunione, ho dato a mia nonna l’immenso dispiacere di decidere di allontanarmi dalla Chiesa e dunque da Dio iniziando un percorso tortuoso ed oscuro irto di pericoli, in cui io ingenuamente e con l’incoscienza di un ragazzo mi ci sono inconsapevolmente buttato…sono diventato quasi Ateo ed ho strizzato l’occhio a filosofie materialiste e negazioniste nei confronti di Dio; ho perso il contatto col divino, ricercato solo materialità, divertimento, violenza ideologica e sopraffazione dell’individuo…un mio compagno di strada è morto suicida, un altro l’ha tentato e ora fa avanti e indietro dall’ospedale e cliniche riabilitative, altri sono rimasti nel fango delle tenebre…alcuni (la minoranza) come me, con una famiglia più solida alle spalle si sono salvati e l’ oscurità non è riuscita né a prenderli, né a scalfirli…sono riuscito a laurearmi, ad ottenere un posto di lavoro indeterminato…a trovare un brava compagna capace di volermi bene e stare al mio fianco…insomma a sistemarmi… 
Le sto scrivendo tutto questo Padre perché:
1 Mi fa bene.
2 Perché in virtù di queste esperienze e di altre che ho potuto fare senza rimanerne vittima grazie alla protezione delle defunte anime dei miei nonni, di mio zio, del mio angelo custode e di Dio che mi guardano da lassù ho deciso di riavvicinarmi al Divino prima interessandomi all’oriente e alle sue pratiche, ma avendo capito ora con le giuste chiavi memore dell’esempio di pia devozione della mia santa nonna che è rimasto indelebile nel mio cuore come esempio di purezza e innocenza, ho deciso di chiedere l’intercessione della Beata Vergine e del glorioso Principe delle milizie Celesti San Michele presso Dio tramite il Rosario e la coroncina angelica trovando che mi fa bene.
3 Ho deciso di riabbracciare Dio, confessandomi e comunicandomi per la prossima Pasqua aspirando a confermare la mia Cristianità con la Cresima. 
Ora in virtù di queste righe suddette sarei interessato a dare il mio apporto alla confraternita con la recita del Santo Rosario; solo che non so a quale obblighi e doveri devo sottostare…Basta la recita dei 3 misteri (gaudiosi, gloriosi e dolori) in una settimana? L’iscrizione è gratuita? Devo sottoscrivere dei fogli?….
Grazie in anticipo
In Cristo
Claudio


Risposta del sacerdote

Caro Claudio,
1. quand’eri nella pre adolescenza ti è mancato qualcuno che ti accompagnasse nelle pratiche della vita cristiana con una opportuna catechesi.
Quando non si sa che cosa si va a fare a Messa, quando si partecipa a dei riti che sono essenzialmente dei segni e non si entra nella realtà da essi indicata, è fatale che queste realtà in se stesse preziosissime diventino noiose per un ragazzo.

2. Così la tua storia è diventata simile a quella di tanti altri che hanno voluto fare l’esperienza dell’allontanamento dalla casa del Padre e vivere da figlioli prodighi impoverendosi interiormente, sprecando il loro tempo e le loro energie.
La fine tristissima di alcuni tuoi compagni e la memoria limpida e luminosa di tua nonna ti hanno fatto rientrare in te stesso sicché hai iniziato un cammino di ritorno.

3. La brutta storia che hai vissuto deve diventare per te una grande lezione di vita: senza Dio, senza la prospettiva di una vita trascendente l’uomo non sa dove va. 
Gira come un vagabondo abbeverandosi cisterne screpolate che non riescono mai a soddisfare la sete di verità e di pienezza di vita che c’è nel fondo del suo cuore.
E non soltanto non sa dove va, ma non sa neanche chi è.
Gli pare di essere semplicemente un insieme di emozioni alla ricerca di qualche soddisfazione effimera all’interno di una realtà senza senso perché si vive senza saperne il perché, senza sapere dove si va, senza sapere chi si è e per quel fine siamo venuti ad esistenza.

4. Hai voluto cercare anche lontano nelle filosofie orientali.
In quelle filosofie, con tutto il rispetto, sono solo uomini che parlano.
Come possono guidare alla vita trascendente se non vi sono mai stati?
Ed è per questo che alcuni, attratti inizialmente dalla loro novità, tornano indietro e cominciano a ripensare a quanto hanno perso allontanandosi da Gesù Cristo.

5. Mi pare che diventino sempre più vere e cariche di spirito profetico le parole del concilio Vaticano II scritte nella Gaudium et Spes: “In realtà solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell’uomo. Adamo, infatti, il primo uomo, era figura di quello futuro e cioè di Cristo Signore.
Cristo, che è il nuovo Adamo, proprio rivelando il mistero del Padre e del suo amore svela anche pienamente l’uomo all’uomo e gli fa nota la sua altissima vocazione.
Nessuna meraviglia, quindi, che tutte le verità su esposte trovino in lui la loro sorgente e tocchino il loro vertice” (GS 22).

6. Solo in Gesù Cristo l’uomo può conoscere tutto su Dio e tutto su se stesso.
Solo in Gesù Cristo perché Gesù Cristo è Dio, che si è incarnato.
Solo in Gesù Cristo perché, in quanto Dio, è il creatore dell’uomo.

7. Tornando a te, per l’adesione alla confraternita del Santissimo Rosario devi leggere qui:

Vale la pena iscriversi alle confraternite del Rosario a motivo dei benefici che si ricevono in vita, in morte e dopo morte. C’è tutto da guadagnare e nulla da perdere
by Padre Angelo Bellon op|08 Maggio 2013|Categorie: Spiritualità domenicana – Confraternità Santo RosarioUn sacerdote risponde – Ordine domenicano – Spiritualità

Appena avrai letto, se deciderai di iscriverti, come mi auguro, mi manderai via mail nome e cognome e città di residenza. E io ti invierò l’attestato di iscrizione.
Concretamente l’obbligo consiste nel recitare il Rosario intero (e cioè 15 misteri) nell’arco di una settimana.
Ti consiglio però di recitare una Corona del Rosario (cinque misteri) ogni giorno. Sarà una boccata quotidiana di paradiso di cui non potrai più farne a meno.
Per l’iscrizione non è necessario né compilare fogli né contribuire economicamente.

8. Inoltre, con la bella espressione da te usata, ti consiglio di “abbracciare Dio con la confessione e la comunione” senza aspettare Pasqua.
Questa Pasqua, che letteralmente significa passaggio, falla subito, al più presto. Ti sentirai liberato.
Infine, poiché accenni anche ad una “compagna”, ti consiglio di vivere in maniera casta perché la castità è gradita a Dio e ti attira la sua benevolenza e cioè molte grazie.

Ti ringrazio per la tua mail che, pur narrando di derive e di cose tristi, è piena di entusiasmo e di speranza.
In attesa di accoglierti come fratello nella famiglia di San Domenico mediante l’iscrizione alla confraternita del Santissimo Rosario, ti benedico e ti accompagno con la mia preghiera. 
Padre Angelo

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P.Angelo Bellon op, docente di teologia morale.