Come venivano rimessi i peccati prima della venuta di Cristo e dunque …

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Fonte dell’articolo Amici Domenicani – Autore Padre Angelo Bellon op.

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Quesito

Salve padre Angelo, la considero un riferimento attendibile e importante nel mio percorso di fede, e proprio tale percorso mi porta a pormi una domanda che desidero rivolgerle.
Dato che, leggo in una sua risposta, per andare in paradiso occorre essere “amici di Gesù (e si è suoi amici quando si vive in grazia, in sintonia di pensiero e di volontà, con il cuore aperto all’amore di Dio e all’amore di ognuno del nostro prossimo)”, ma che per esserlo occorre l’ assoluzione dai peccati a mezzo della confessione, le chiedo: coloro che sono venuti prima di Gesù come potevano ricevere il perdono dei propri peccati (ossia attingere ai meriti retroattivi di Cristo ristabilendo dunque l’ amicizia con Dio) dato che non era ancora esistente la confessione o comunque, se esistente, non si sapeva essere requisito imprescindibile per il perdono dei peccati dato che solo in seguito Gesù con la sua venuta sulla Terra darà potere in tal senso ai discepoli (e ai futuri ministri facenti loro medesima funzione) dicendo loro che i peccati che rimetteranno sulla Terra saranno rimessi anche in Cielo e stessa cosa per i peccati non rimessi?
Grazie.
Jacopo


Risposta del sacerdote

Caro Jacopo,
1. da quanto San Tommaso dice a proposito della circoncisione degli ebrei dell’Antico Testamento possiamo trovare la strada sia per la remissione dei loro peccati sia per la remissione dei peccati dei pagani.

2. Scrive dunque San Tommaso: “Tutti sono d’accordo nell’affermare che nella circoncisione veniva rimesso il peccato originale” (Somma teologica, III, 70,4).
E poiché “la circoncisione dava i bambini la possibilità di giungere al tempo debito alla gloria, che è l’ultimo effetto positivo della grazia” (Ib.), insieme con la remissione del peccato originale veniva infusa anche la grazia.

3. “Perciò si deve concludere che nella circoncisione veniva conferita la grazia quanto a tutti gli effetti di essa, ma in modo diverso che nel Battesimo.
Infatti nel Battesimo la grazia è concessa in virtù dello stesso sacramento, virtù che il Battesimo ha in quanto è strumento della passione di Cristo già compiuta.
La circoncisione invece conferiva la grazia in quanto era simbolo della fede nella passione futura di Cristo, nel senso cioè che l’uomo ricevendo la circoncisione dichiarava di abbracciare tale fede o direttamente, nel caso degli adulti, o per mezzo di altri, nel caso dei bambini. (…).
Il Battesimo, a differenza della circoncisione, opera strumentalmente in virtù della passione di Cristo, imprime il carattere che incorpora l’uomo a Cristo, e conferisce più grazia della circoncisione: l’effetto di una realtà già presente è infatti maggiore di quello della speranza” (Somma teologica, III, 70,4).

4. Sappiamo che gli ebrei avevano i loro riti purificatori.
Talvolta si trattava soltanto di purificazione rituale ed esteriore a motivo del contatto con realtà considerate impure.
Altre volte invece i riti purificatori erano ordinati a togliere i peccati che ostacolavano il culto spirituale. “Da queste contaminazioni gli uomini venivano purificati con dei sacrifici, ed erano offerti o per tutto il popolo oppure per i peccati dei singoli. Non perché questi sacrifici materiali avessero di per sé stessi la virtù di espiare i peccati, ma perché prefiguravano l’espiazione futura di Cristo, di cui erano partecipi anche gli antichi, professando la fede nel Redentore attraverso le figure dei sacrifici” (Somma teologica, I-II, 102,5).
Pertanto questi sacrifici purificavano dai peccati nella misura della fede di coloro che li offrivano.

5. I pagani non avevano i riti prefigurativi della passione di Cristo come gli ebrei.
Tuttavia anch’essi si potevano salvare in virtù di quella fede minima di cui parla la lettera agli Ebrei quando dice: “Chi infatti si accosta a Dio deve credere che egli esiste e che ricompensa coloro che lo cercano” (Eb 11,6).
Si tratta di quelle verità prime e fondamentali nelle quali implicitamente sono racchiuse tutte le altre. Scrive San Tommaso: “Perché nel credere che Dio esiste sono incluse tutte le cose che crediamo esistere eternamente in Dio e nelle quali consisterà la nostra beatitudine; e nel credere che egli ricompensa coloro che lo cercano sono inclusi tutti i mezzi di cui Dio si serve nel tempo per la salvezza degli uomini” (Somma teologica, II-II, 1, 7).
Anch’essi dunque in virtù della loro fede viva e del pentimento potevano avere remissione dei peccati.

6. In tal modo vediamo come Dio non abbia mai abbandonato nessuno.
In tutti i tempi ha sostenuto interiormente gli uomini mediante la fede accompagnata dalle buone opere e ha cercato di purificarli dalle loro colpe attraverso tutto ciò che poteva in qualche modo alimentare il pentimento.
Tuttavia non c’è confronto tra i mezzi che Dio da a costoro con quelli che abbiamo noi oggi: la sua parola, i sacramenti, la comunione ecclesiale che è sostenuta anche dalla comunione dei Santi del paradiso, il magistero della Chiesa, i sacri ministri, i sacramentali, le indulgenze, i fenomeni mistici soprannaturali…
Ragion per cui la nostra responsabilità davanti a Dio è più grande di quella di coloro che non hanno potuto o non possono fruire di tutti questi beni di ordine soprannaturale.

Con l’augurio di approfittarne sempre più e di giungere alla più grande santità, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo

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P.Angelo Bellon op, docente di teologia morale.