Come reagì l’Ordine Domenicano alla riforma luterana? – Amici Domenica…

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Fonte dell’articolo Amici Domenicani – Autore Padre Angelo Bellon op.

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Quesito

Caro don Angelo,
come reagì l’Ordine Domenicano alla riforma luterana e alle varie confessioni che nel frattempo si stavano diffondendo in vari Paesi europei?
Si ha notizia in particolare di qualche teologo o frate domenicano che più di tutti si distinse per difendere la purezza della dottrina cattolica?
Grazie.


Risposta del sacerdote

Carissimo, 
1. William Hinnebush in una sua breve storia dell’Ordine scrive: “Il protestantesimo passò come un tornado sull’ordine, danneggiando fiorenti province disgregando la vita religiosa, inaridendo la fonte delle vocazioni” (I domenicani, breve storia dell’Ordine, p. 170).

2. Scrive inoltre: “I domenicani di Germania furono i primi a schierarsi contro Lutero.
Giovanni Tetzel, che aveva dato il via all’esplosione dell’eresia col predicare le indulgenze, i suoi confratelli sassoni, il maestro del sacro palazzo e il Gaetano scrissero le prime confutazioni letterali. 
Nel 1525 Papa Clemente VII sollecitò gli elettori riuniti in capitolo a scegliere un nuovo maestro generale, a mettere da parte tutti i motivi e le ambizioni personali ed eleggere un uomo eccellente nella dottrina, uno che potesse guidare l’ordine nell’adempimento della sua abituale missione in tempi sopra carichi di pericoli e di ansie. Non poté certo essere insoddisfatto della scelta perché venne eletto Francesco Sylvester il commentatore di San Tommaso
I capitoli generali e provinciali misero ripetutamente in guardia i frati di predicare e insegnare errori nuovi antichi, li invitarono a proclamare la vera dottrina, esortarono i provinciali a riunire nei conventi vicini alle zone protestanti uomini colti e zelanti e ad aiutare il maestro generale con il loro consiglio su come i domenicani potessero meglio operare per la conversione del loro popolo. Essi dovevano indicare con esattezza gli uomini che erano capaci di predicare, insegnare e sostenere i dibattiti con i non cattolici.
Nel 1523, 1525 e 1530 i legislatori invocavano il ricordo dei grandi uomini dell’Ordine che avevano studiato, pregato e sradicato dottrine dannose ed erano stati pronti a resistere fino al sangue, correndo con gioia verso la morte. Non si trattava di discorsi oziosi. Le parole di incoraggiamento, che i capitoli di tanto in tanto inviavano alle province che si trovavano in prima linea, erano accompagnati da elenchi di monache e frati che erano morti per la fede. 
Il capitolo del 1580 faceva la lista dei martiri di Germania, Olanda e Francia” (Ib., pp. 170-171).

3. La predicazione di Lutero suscitò entusiasmo in molti e l’adesione anche di diversi principi.
Gli storici Bihlmeyer – Tuechle scrivono: “I preti cominciarono a sposarsi, i monaci, per primi gli agostiniani abbandonarono i conventi. La congregazione agostiniana tedesca si sciolse completamente nel 1522″ (Storia della Chiesa, III, 161,3).
Il disordine crebbe ancor più con l’insorgere della setta degli anabattisti.
Il movimento luterano crebbe in estensione e penetrò sempre più largamente fra gli strati popolari.
A questo si aggiunse la guerra dei contadini durante la quale “più di mille castelli e monasteri furono dati in preda alle fiamme” (Ib., 162,4).

4. Vi furono anche domenicani e domenicane che lasciarono l’Ordine e la Chiesa.
Il più noto è Martino Bucer, uno dei principali seguaci della riforma in Germania e in Inghilterra. Seguendo il suo esempio, la maggior parte dei frati di Strasburgo si era già sposata nel 1526.

5. Tuttavia nel suo complesso l’ordine domenicano ha reagito alla riforma luterana in maniera distinta.
W. Hinnebush scrive: “Lo storico gesuita Tacchi Venturi afferma che “i domenicani si distinsero da tutti gli altri difensori cattolici per tempestività, per numero e per l’eccellenza della dottrina
Studiando il modo dei domenicani di controbattere il luteranesimo, Nicola Paulus concludeva che “nessun altro ordine religioso aveva dato tanti autori eminenti quanto l’ordine di San Domenico”.
In Italia 14 su 64 scrittori oppositori e protetti del protestantesimo furono domenicani.
Melchiorre di Misciska, bravissimo predicatore, è attribuito il ritorno dei due 22.000 protestanti polacchi alla chiesa” (I domenicani, breve storia dell’ordine, p. 172).
Non va dimenticato che il Papa aveva mandato il più grande teologo del tempo, che era maestro generale dell’ordine, il cardinale Tommaso de Dio di Gaeta, detto Gaetano, e che proprio in quel momento si trovava in Germania ad interrogare Lutero, il quale però si mostrò irriducibile nelle sue posizioni.

Ecco, questo è quanto ti so dire.
Ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo

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P.Angelo Bellon op, docente di teologia morale.