Home / Don Mauro Leonardi / Come Gesù » Per Novella 2000 intervisto: Nina Moric

Come Gesù » Per Novella 2000 intervisto: Nina Moric

A volte il mio dolore era talmente atroce…

La voce di Nina Moric è sommessa, spezzata dalla commozione. Me la passa al telefono Luigi Mario Favoloso, l’uomo che ora le sta vicino. La saluto e mi accorgo che quella che per molti è solo la bellissima icona della televisione e dei calendari, invece per me è una donna vera, quella che non conosciamo, quella che vuole raccontare la sua grandissima tragedia. Per questo non appena chiedo a Nina “qual è il peccato che non ti perdoni” il sangue subito torna alla ferita che la devasta: quella di una madre a cui è stato tolto il figlio. Ritorna vivo il periodo tremendo in cui, prima finiva l’amore per Corona e, poi, l’ex marito iniziava a sfidare la giustizia e a fare dentro e fuori dal carcere per diversi reati.

“Però, nonostante i miei incubi personali, mi sono sempre presa cura di mio figlio”, ci dice. “Quando era con me era un bambino felice e contento. Non ho mai parlato male di suo padre. Che dolore provo quando vedo che la gente mi giudica senza conoscermi! Dovremmo ricordarcelo tutti: l’unica persona che ci conosce è Dio. Lui è l’unica persona a cui dobbiamo riferirci. Davvero mi viene voglia di ripetere quelle parole del vangelo: chi è senza peccato scagli la prima pietra”.

Nina, cosa ti rimproveri di aver fatto male nel tuo passato, in cosa hai sbagliato?

“Incolpo me stessa di non essere stata abbastanza forte. C’è stato un periodo tremendo in cui ero assolutamente sola. Quando Fabrizio [Corona, ndr] ha iniziato a entrare e uscire dal carcere non c’era nessuno accanto a me. Con mia madre ci sono state delle incomprensioni e lei non non mi è stata sempre vicino. Però non è colpa sua. Io incolpo me stessa di non essere stata abbastanza forte. Ho sbagliato a soffrire da sola. Dovevo parlare e sono stata zitta, lì ho sbagliato. Però ho letto delle cose assurde. Mi prendo le mie responsabilità. Non sono la madre dell’anno ma ho cresciuto benissimo mio figlio, Carlos, fino ai 13 anni, cioè fino a quando ho potuto.”

Poi, due anni fa, Carlos è stato affidato alla nonna Gabriella, mamma di Corona, perché si disse che hai tentato il suicidio.

“Io non ho affatto tentato il suicidio.”

I documenti parlano di atti di autolesionismo in seguito a un litigio con tua mamma.

“Io non sono una donna perfetta ma sono una persona normale. Io davvero non posso dirti che sono stata una sbandata, un’alcolizzata, una drogata. Non sono una potenziale suicida. Il peccato di cui mi pento è stato quello di non aver parlato quando avrei dovuto, di essere rimasta sola e così di non essere stata abbastanza forte. E così sono caduta in un cerchio perverso: mi sono trovata nel cerchio perverso dell’essere sola e del non cercare aiuto. Lo sai che sono cattolica?”


Sottoscrivi i nostri canali Telegram:

@ilgranellino @lodeate

Per ricevere Il Granellino su Telegram leggi l'articolo dedicato , se invece vuoi ricevere tutti gli articoli del Blog escluso il Granellino leggi l'articolo dedicato.

Grazie di avermelo detto. Cosa vuol dire per te essere cattolica?

“Per me è avere un credo. Per me essere cattolica non è magari andare a Messa tutti i giorni e poi, appena sei fuori, parlare male di tutti, puntare il dito. Io, per esempio, non accuso nessuno e io so cosa vuol dire trovare qualcuno che ce l’ha con te e provare a propria volta ira, e poi cercare di perdonare. So quanto è difficile. Eppure, vedi, io non sto dicendo che ho sposato la persona sbagliata. Io non giudico il padre di Carlos. Magari non tutti sono capaci di essere padri al momento giusto”.

Riesci anche a non giudicare tua madre, con la quale hai un rapporto difficile?

“Nella notte tra il sabato e la domenica del 13 aprile 2015 [il giorno in cui esce la notizia del tentato suicidio di Nina Moric, ndr] ero da sola con lei, avevamo litigato. Però non le voglio dare le colpe. Preferisco piuttosto dire che è colpa mia. Dio mi ha creato, mia madre, al di là delle incomprensioni, mi ha aiutato, e io devo continuare a lottare per ciò che è giusto.”

Anche tu sei madre, ma non puoi vivere con tuo figlio.

“Io credo che togliere un figlio alla madre sia la cosa più atroce che si possa fare. Dopo la morte il più grande dolore è il divorzio. Ma prima della morte c’è un dolore ancora più grande: ed è togliere un figlio. Io sono una madre che ama suo figlio più della sua vita. Davvero: qualcuno mi spieghi perché è giusto che ti portino via tuo figlio. A volte il mio dolore era davvero atroce ma, nonostante i miei incubi personali, mi sono sempre presa cura di mio figlio.”

Il tribunale ha reputato che per Carlos sia meglio così.

“Ripeto: quando era con me era un bambino felice e contento. E invece vedevo tanta gente giudicarmi senza conoscermi. Io voglio la giustizia.”

Se fosse con te cosa insegneresti a Carlos, tuo figlio?

“Ad amare il prossimo, a non odiare, ad andare a scuola. Le cose normali di una madre che vuole il bene per i propri figli.”

*Per motivi redazionali alcune domande hanno subito una leggera modifica

  

Vai alla fonte

I migliori libri di Religione e Spiritualità - I miei libri
LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online

Ti potrebbe interessare anche:

FarodiRoma – Francesco e il matrimonio dei giovani. Saper trasfo... Durante la veglia di preghiera di sabato pomeriggio a Roma con 70.000 giovani il Papa parla di sogni. Dice di sognare in tutti i sensi. Non si riferisce solo alle vocazioni al celi...
IlSussidiario – BERTOCCHI-PELLACANI ORO/ Dal trampolino: non sol... Elena Bertocchi e Chiara Pellacani hanno vinto l’oro agli Europei di nuoto in corso a Glasgow nei tuffi sincronizzati dal trampolino dei tre metri. La coppia azzurra ha preceduto n...
Avvenire – E il ricordo si fa oggi Per molti cristiani, le vacanze hanno spesso la componente del ‘fare memoria’. Dopo la giusta presa di distanza dalla vita quotidiana che, magari, ci ha stancato e prosciugato le f...
FarodiRoma – I pomodori di Ciro. Quando i social raccontano l’al... A Scampia, un quartiere dell’estrema periferia di Napoli, Ciro, 14 anni, per aiutare la zia, se ne sta con tre ceste di pomodori all’angolo di una strada per cercare di venderli. N...

Info autore: Mauro Leonardi

Mauro Leonardi
Prete, blogger e scrittore

Ti potrebbe interessare:

FarodiRoma – Francesco e il matrimonio dei giovani. Saper trasformare il sogno in impegno

Durante la veglia di preghiera di sabato pomeriggio a Roma con 70.000 giovani il Papa …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.