Come è possibile credere per me? Si dice che chi chiede riceve, chi ce…

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Fonte dell’articolo Amici Domenicani – Autore Padre Angelo Bellon op.

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Quesito

Caro Padre, 
mi chiedo come è possibile credere per me. Si dice che chi chiede riceve, chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Lasciando perdere il chiedere (momentaneamente) perché potremmo chiedere qualcosa che ci nuoce, nella mia esperienza ho cercato e non ho trovato. Ho bussato e non mi è stato aperto.
Ho chiesto a Dio di guidarmi dove lui voleva ma non ho avuto risposte, ho provato ad andare dove volevo io ma ho trovato solo dolore e porte chiuse. Se Dio risponde perché non risponde in un modo che sia a me comprensibile. Sento di persone che hanno avuto segni, altri che hanno sentito dentro qualche cosa. A me non è capitato nulla. In qualche occasione ho pensato di avere avuto segni nel passato, che però per me allora erano incomprensibili. Dio ha certamente la capacità di farsi capire, dunque non risponde. Ho pregato perché mi aprisse gli occhi, perché lo Spirito Santo mi aiutasse a capire che fare. Nulla. Ho pregato di farmi capire se qualche mio peccato era di ostacolo ed ho cercato di emendarmi da tutto, di confessarmi, la Messa tutti i giorni, novene, digiuni, Rosari, Adorazione Eucaristica, letture della Bibbia, pellegrinaggi… Negli anni ho seguito le indicazioni di vari sacerdoti e di persone assennate. Eppure tutto va male.
Se uno chiede un lavoro… magari non è il lavoro giusto per lui, ma Dio non dovrebbe dargliene un altro?
Se uno chiede degli amici… magari non sono gli amici adatti a lui, ma Dio non dovrebbe dargliene almeno altri?
Se uno chiede a Dio come trovarLo perché non rispondere?
Nella mia esperienza Dio è un padre a cui ho chiesto un pane e che mi ha dato una pietra, a cui ho chiesto un pesce e che mi ha dato una serpe. Un padre che non solo non mi è venuto incontro ma non ha aperto quando ho bussato.
San Giovanni Paolo II diceva “Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!”. Le ho spalancate e non è entrato nessuno.
Ho cominciato tante cose confidando in Dio e sono andate tutte storte. In qualche occasione mi sono sentito chiamato ascoltando alcune letture a Messa… ma alla fine ho trovato solo porte chiuse in faccia.
Certo di errori ne commetto tanti, e ho pregato Dio per aiutarmi anche in questo… senza nessun esito.
Qualcuno dice che è mancanza di fede, che se ho fede dio risponde. Ma questa mia esperienza è quella di una ricerca più che trentennale… e dopo tanto silenzio ammetto che la fede e la speranza cominciano a calare. Ma Dio, se è un “padre buono” può davvero pretendere una fede incrollabile dopo avermi lasciato in tanta solitudine?
Non so più. Mi sento solo.


Risposta del sacerdote

Carissimo, 
1. ti domando scusa per il grave ritardo con cui ti rispondo.
Mi auguro che nel frattempo qualcuna delle porte che tu vedevi chiusa si sia aperta e che tu abbia già cominciato a cantare il tuo Magnificat di ringraziamento.

2. C’è un passaggio nella tua mail che mi ha lasciato stupito. Hai scritto: “Ho pregato di farmi capire se qualche mio peccato era di ostacolo ed ho cercato di emendarmi da tutto, di confessarmi, la Messa tutti i giorni, novene, digiuni, Rosari, Adorazione Eucaristica, letture della Bibbia, pellegrinaggi… Negli anni ho seguito le indicazioni di vari sacerdoti e di persone assennate. Eppure tutto va male”.
Ecco, andavi a Messa tutti i giorni, Rosari, Adorazioni eucaristiche… e dici che il Signore non ti dava nulla. È possibile?
Non sentivi che ti donava Se stesso, la sua presenza, la sua luce e anche il suo aiuto nonostante tutto?

3. Come puoi concludere dicendo: “Nella mia esperienza Dio è un padre a cui ho chiesto un pane e che mi ha dato una pietra, a cui ho chiesto un pesce e che mi ha dato una serpe. Un padre che non solo non mi è venuto incontro ma non ha aperto quando ho bussato”?
Vuol dire che la sua presenza non l’hai sentita e che il tuo cuore rimaneva ancora chiuso alla sua persona.

4. Il Signore ha detto: “Cercate innanzitutto il regno di Dio e la sua giustizia e tutto il resto vi sarà dato in sopraggiunta” (Mt 6,33).
In ogni caso tu avresti dovuto dire: ho chiesto al Signore tante cose e nei suoi disegni imperscrutabili non me le ha date.
Adoro la sua volontà.
Ma mi ha dato la cosa più grande: il suo Regno dentro di me. Questo per me è il tesoro nascosto nel campo il cui possesso vale più di tutti gli altri beni messi insieme”.

5. Tutte le pratiche che hai fatto sono belle…
Se non ci fanno diventare più santi, a che cosa servono?
La stessa richiesta di grazia non può essere fine a se stessa. Deve essere finalizzata obiettivo supremo della nostra esistenza: la santità.

6. Nella mia esperienza ho conosciuto persone di molti talenti ma afflitte da una sofferenza che ha impedito loro di realizzarsi come avrebbero desiderato.
Hanno tuttavia colto il disegno di Dio: più che gratificati sul piano sociale e politico, Dio li voleva ricchi nella vita interiore, cosa che probabilmente non avrebbero raggiunto nell’abbondanza dei beni terreni.
Perché capita di toccare con mano quanto siano vere le parole del Salmo: “L’uomo nella prosperità non comprende, è come gli animali che periscono” (Sal 48,21).

Con l’augurio che nel recupero delle pratiche religiose tu possa impossessarti della vera ricchezza che dura eternamente, ti assicuro la mia preghiera e la mia benedizione. 
Padre Angelo

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P.Angelo Bellon op, docente di teologia morale.