Come devo intendere che Cristo è l’Alfa e l’Omega – Amici Domenicani

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Fonte dell’articolo Amici Domenicani – Autore Padre Angelo Bellon op.

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Quesito

Padre buonasera,
sia lodato il nome di Gesù che non sono degno di pronunciare, e la santa Vergine Maria il cui titolo di Madre di Dio è ineffabile e sublime. 
Salve, sto approfondendo l’importanza dei significati dei Nomi in maniera tale da prenderli in considerazione nelle preghiere. Come devo intendere che Cristo è l’Alfa e l’Omega. E poi ho notato che spesso l’uso dei tempi verbali non può essere casuale ma implica un uso non comune del linguaggio “.. È stato la mia Salvezza”, come se debba io considerare in qualche modo le grazie istantaneamente ricevute.. Anche il Nome di Dio, “Io Sono colui che Sono” presuppone un andare aldilà della umana successione del tempo. Mi sembra importante per dare senso alla preghiera ma cerco come dire dei concetti unificati direi. Come si potrebbe intendere pronunciare le preghiere come una lode dei Nomi con amore.. Basta una semplice attenzione priva di distrazione? La devozione del Nome di Gesù di Bernardino da Siena veniva usata in qualche modo particolare? Lo stesso col Nome di Maria? 
Cordialmente
Michele
Sia benedetto in questi tempi difficili!


Risposta del sacerdote

Caro Michele, 
1. come certamente sai, l’Alfa e l’Omega sono la prima e l’ultima lettera dell’alfabeto greco.
Gesù definisce se stesso come alfa e omega tre volte nell’Apocalisse.
Che cosa significano queste parole? Esattamente quello che San Paolo intendeva dire usando un altro linguaggio: “Tutto è stato creato per mezzo di lui e inviata di Lui”
Gesù, in quanto Dio, è principio e fine di tutta la nostra vita e di tutto quanto c’è in noi e fuori di noi. Egli è la causa efficiente e finale della nostra vita.
Tutto ci ha dato perché ci parli di lui, ci porti a lui e ci unisca a lui.
La nostra vita sulla terra non ha altro senso che quello di conoscere, amare e possedere sempre di più Dio, come ci è stato svelato e comunicato in Cristo.

2. Se vuoi un consiglio, fai bene al termine alla giornata a rivedere tutto alla luce di Cristo alfa e omega, principio e fine di tutto quello che hai fatto, delle persone che hai incontrato, degli eventi che ti sono accaduti.
È come coglierne e possederne il significato più profondo. Il quel momento ti senti saziare da Colui che è il significato di tutte le cose e di tutti gli eventi.

3. In quel momento Colui che è l’alfa e l’omega, il principio e il fine di tutte le cose, si presenta davanti te per riconsegnartele con tutto il carico di significato e di grazia che Egli vi ha racchiuso. 
Non si tratta solo di ricordare, ma di rivivere e di possedere.
Penso che tu alluda a questo quando dici che i nomi di Dio e di Cristo producano nell’istante stesso in cui li contempli ciò che essi significano.
È un’esperienza di grazia.

4. San Tommaso scrive: “I nomi imposti da Dio significano sempre ungono gratuito dato da Dio stesso: ad Abramo, per esempio fu detto: “Il tuo nome sarà Abraham: perché ti renderò padre di una moltitudine di popoli” (Gn 17,5); e a San Pietro fu detto: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa” (Mt 16,18).
Siccome all’uomo Cristo era stato assegnato il compito di salvare tutti gli uomini, giustamente fu chiamato Gesù, cioè Salvatore: e questo nome fu indicato dall’angelo a sua Madre (Lc 1,312), ma anche a san Giuseppe (Mt 1,21) che doveva esserne il padre nutrizio” (Somma teologica, III, 37,2).
Pronunciare con devozione il Nome di Gesù è la stessa cosa che mettersi alla sua presenza e sperimentare la sua istantanea e attuale azione salvatrice.

5. La stessa cosa vale anche per il nome di Maria che porta – nel momento stesso in cui lo si proferisce con devozione – la sua presenza materna di grazia, di aiuto e di consolazione.

Ti auguro ogni bene, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo

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P.Angelo Bellon op, docente di teologia morale.